Sono passati ormai 4 anni dai tragici eventi che ci hanno messo seriamente a dura prova nel 2020. Un virus, il Covid-19 o più comunemente Coronavirus, di cui non avevamo mai sentito parlare prima di allora (e di cui sappiamo ben poco ancora oggi), misure restrittive che pensavamo di poter incontrare solamente nei migliori film distopici, centinaia di migliaia di decessi e la costante paura dell’ignoto hanno cambiato per sempre la nostra quotidianità, il nostro modo di vivere e rapportarci con il prossimo. Per non parlare dei vaccini, della cui efficacia o meno si è tornati a parlare nei giorni scorsi in seguito agli ultimi aggiornamenti dell’AIFA, i quali hanno generato, tra pro-vax e no-vax, un ampio e acceso dibattito.
Dibattito che continua ad animare perfino le più impensabili platee (divise tra chi se ne fa portavoce per mera visibilità o spudorato vantaggio, coloro che si schierano a priori e i più moderati che, dal canto loro, cercano di guardare ad entrambi i lati della medaglia) e che dà origine, spesso, a reazioni inaspettate. Un po’ come quelle che hanno visto di recente protagonista il virologo e ricercatore Fabrizio Pregliasco, in merito al quale il giornalista Andrea Iannuzzi ha deciso di fare alcune riflessioni.
“Parlare oggi di Covid-19 è rischioso. Soprattutto quando a parlarne ancora, anche se con toni più tenui, è Fabrizio Pregliasco. Uno dei virologi più famosi, balzati agli onori delle cronache tra il 2020 e il 2021 per l’eccessiva presenza in tv, volta a raccontare una malattia che a conti fatti ancora non si è capito da dove sia partita, cosa sia, e se esistano veramente delle cure. Perché i vaccini, non sono praticamente serviti a nulla. Come l’Aifa ha ammesso, i sieri anti-coronavirus non immunizzano. Poi certo, ci racconteranno che molti l’hanno preso in forma leggera, che si sono evitati un sacco di decessi. E valli a smentire!
Alla fine, però, l’immunità di gregge è stata l’unica soluzione ad abituare il corpo a questo virus. C’è chi ha fatto tre dosi di vaccino e lo ha contratto dalle due alle quattro volte e chi, invece, non si è fatto iniettare nemmeno la prima, fortuna sua a non averlo mai preso! Che dire, un mistero. Comunque Pregliasco, alcuni giorni fa, in una manifestazione pubblica a Barletta, rispondendo a una domanda ha raccontato che c’è una ripresa del virus (quando mai si era estinto?) e per tutta risposta dal pubblico gli è stato scaraventato addosso (evitandolo) un sasso. Che non ha fatto rumore solo sul palco, dal momento che l’eco mediatico è stato immediato.
Un brutto gesto, poteva andare peggio. Va condannato. La violenza non è la giusta misura per esprimere il dissenso. Ma dall’altra parte dimostra l’esasperazione in cui la gente ancora vive a causa del terrorismo psicologico perpetrato per almeno due anni attraverso i mass media. Che opinione farci di quanto accaduto? Probabilmente se questi camici bianchi, a cui va fatto un plauso per il loro operato nei momenti più difficili, avessero chiesto scusa per i toni usati (brutali, fuori luogo e a volte minacciosi), forse, al posto del sasso gli avrebbero lanciato un fiore. Forse.
Anche perché, ricordiamocelo, fino a una settimana prima che il Governo, in maniera scellerata, chiudesse l’Italia intera creando diversi disagi tanti quanto lo stesso virus, i virologi parlavano di virus dell’influenza e di nessun pericolo. Una settimana dopo, al contrario, gli ospedali straripavano di positivi, con migliaia di morti dovuti in parte, si scoprirà poi, ai sistemi di ventilazione sbagliati che bruciarono i polmoni a quei malcapitati.
E chissà, magari è proprio qui che sta il problema: o i virologi come Pregliasco sapevano già e forse mentirono oppure, anziché andarsi ad appollaiare in tv e prendere lauti cachet (almeno così raccontano le cronache di quel tempo, le medesime che Pregliasco però in diverse occasioni ha smentito), spararono le prime cavolate che gli vennero in mente. In ogni caso, hanno inginocchiato un intero Paese, molto più di quanto avrebbe fatto un sasso“!
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
Essere visionari equivale ad avere una forte immaginazione, ad intravedere il futuro prima degli altri,…
È disponibile dal 1° ottobre 2026 su tutte le piattaforme digitali Nata con la Guêpière,…
Ci sono donne alle quali sembra impossibile poter preferire qualcun'altra. Quelle che entrano in una…
La nomina, secondo la ricostruzione fornita dal viceministro Edmondo Cirielli, nomina non sarebbe mai stata.…
Quante volte abbiamo intonato il primo verso dell'Inno di Mameli, «Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta»,…
Ottobre prosegue e l’Oroscopo Etico di questa settimana riparte da una domanda lasciata aperta nei…