Ci sono donne alle quali sembra impossibile poter preferire qualcun’altra. Quelle che entrano in una stanza e gli sguardi si spostano. Sono donne che hanno talento, successo, ammirazione e che tutto il mondo desidera.
Maria Callas era una di loro. Con la sua voce immortale e la sua presenza scenica indimenticabile, era una delle più grandi cantanti liriche del Novecento, acclamata nei teatri più importanti del mondo, dalla Scala, al Metropolitan.
Eppure esiste una cosa che neppure essere Maria Callas poteva garantirle: essere scelta dall’uomo che amava.
Quando Maria Callas e Aristotele Onassis si conoscono, alla fine degli anni Cinquanta, appartengono entrambi a un mondo che pochissime persone possono anche solo immaginare.
Lei è una star internazionale e lui è uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, armatore greco, proprietario di una flotta immensa, abituato a frequentare aristocratici, politici e celebrità. Ed entrambi sono sposati.
Maria è sposata dal 1949 con l’industriale italiano Giovanni Battista Meneghini, molto più anziano di lei, che negli anni è diventato anche una figura centrale nella gestione della sua carriera. Onassis è sposato con Athina “Tina” Livanos, dalla quale ha avuto due figli.
Nell’estate del 1959 arriva la crociera sul Christina, il leggendario yacht di Onassis. A bordo ci sono Maria e Meneghini, Onassis e Tina, ma anche Winston Churchill e altri rappresentanti di quel jet set internazionale che trasforma la vita privata dei protagonisti in materia per i giornali. Quella crociera sarà l’inizio di un nuovo percorso per le due coppie.
Meneghini racconterà che proprio a bordo Maria gli confessò di amare un altro uomo. Nel 1959 Maria e Meneghini si separano e la relazione fra Callas e Onassis diventa uno dei grandi amori raccontati dalla stampa internazionale. .
Anche il matrimonio di Onassis finisce poco dopo: Tina chiede il divorzio e nel 1960 lui è ormai divorziato.
Sembrerebbe l’inizio di una grande storia d’amore e invece, è proprio l’inzio di un inganno.
Maria e Ari stanno insieme per anni. Viaggiano, frequentano Montecarlo, navigano sul Christina, partecipano alle feste e alle cene di quel mondo esclusivo nel quale entrambi sono perfettamente riconoscibili: lui per il denaro e il potere, lei per qualcosa di intestimabile: il talento.
Maria non è certamente una donna che abbia bisogno di un uomo per esistere. Quando incontra Onassis ha già conquistato il mondo da sola. Il suo nome riempie i teatri, la sua Norma, la sua Tosca, la sua Violetta sono entrate nella storia dell’opera. Non è “la compagna di”. È Maria Callas.
Eppure, nonostate tutto questo successo le manca qualcosa. E’ la donna di Aristotele Onassis e per quanto lo ami, non riesce a diventarne la moglie. Infatti arriva Jacqueline Kennedy.
Il 20 ottobre 1968 Aristotele Onassis sposa Jacqueline Kennedy, vedova del presidente americano John Fitzgerald Kennedy. Ne parla tutta la stampa. Tutto il mondo li segue. Il matrimonio viene celebrato sull’isola privata di Skorpios, in Grecia alla presenza dei figli di Jacqueline e di altri pochi invitati.
Dopo quasi dieci anni di relazione con Onassis, il posto accanto a lui viene occupato da un’altra donna.
Inutile pensare di fare dei confronti: chi era più bella? Chi era più importante? Chi amava davvero Onassis? Perché scelse l’una invece dell’altra?
Quello che si può senz’altro dire è che il valore di Maria Callas non diminuì minimamente nel momento in cui Aristotele Onassis sposò un’altra donna.
Era la stessa artista di talento acclamata in tutto il mondo. In lei non era cambiato niente. Tranne una cosa: non era stata la scelta di lui.
Il punto è proprio questo: qualcuno può desiderarci, amarci, cercarci, avere bisogno di noi, tornare da noi. Può condividere con noi anni della propria vita e poi alla fine può non sceglierci.
Noi, invece, tendiamo a trasformare ogni dimostrazione d’amore in una promessa.
Se mi ama, prima o poi farà quel passo. Se con me sta bene, alla fine mi sceglierà.
Però i sentimenti non sono decisioni e neanche impegni e quindi non sempre quello che si prova corrisponde a quello che si fa.
Sarebbe logico pensare che l’insicurezza sentimentale appartenga soltanto a chi non conosce il proprio valore, ma Maria Callas è la dimostrazione del fatto che non sia così. Lei era ammirata in tutto il mondo. Aveva raggiunto un livello artistico che pochissime persone raggiungono in una vita. Il suo nome è sopravvissuto al suo tempo e ancora oggi basta pronunciarlo perché non sia necessario aggiungere altro.
Eppure nemmeno tutto questo poteva obbligare un uomo a sceglierla, perché essere straordinari non ci rende automaticamente insostituibili nella vita sentimentale di qualcuno.
Quando qualcuno non ci sceglie, la domanda che ci tormenta quasi sempre è: che cosa aveva l’altra persona che io non avevo? Forse niente.
Onassis morì nel 1975. Callas morì a Parigi due anni dopo, il 16 settembre 1977. La loro relazione, però, era già diventata da tempo una leggenda costruita intorno ai due. Le fonti dell’epoca e varie biografie raccontano che i due continuarono ad avere contatti dopo il matrimonio di lui con Jacqueline, anche se mai niente di certo si evinse. E forse non abbiamo nemmeno bisogno di sapere esattamente quanto si siano amati fino alla fine.
Quello che Maria Callas ci lascia, come riflessione, è che possiamo essere desiderati senza essere scelti, che possiamo essere cercati senza essere messi al primo posto ma soprattutto possiamo essere amati da qualcuno che, quando arriva il momento di decidere, prende una strada nella quale per noi non c’è posto.
Questo non rende meno vero ciò che abbiamo provato ma dovrebbe cambiare la prospettiva del valore che ci diamo, per non cadere in un inganno d’amore. Maria Callas non è stata scelta da Ari, eppure nessuno potrebbe dubitare del suo valore.
Maria Callas era La Divina prima di Aristotele Onassis, mentre amava Aristotele Onassis e dopo che Aristotele Onassis aveva sposato un’altra donna.
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