Le Nostre Rubriche

Deficit odierno e bias che ci impediscono di comprendere di non saper ragionare

Il più grande pericolo per la libertà è l’incapacità di pensare — Hannah Arendt

La Dis-logia è un deficit gravissimo, in quanto è corredato da una componente chiamata Bias del Punto Cieco, la quale impedisce alla mente di prendere coscienza del fatto che i propri processi di ragionamento stanno operando in modo non corretto, pur confidando ciecamente nei risultati che producono. Chi ne è affetto interpreta la realtà, prende decisioni e agisce sulla base di conclusioni errate, vissute però come oggettivamente vere.

Gli effetti del deficit: discalculia, daltonismo e il problema della consapevolezza dell’errore

Per renderti più chiaro il concetto, ti faccio due esempi di disturbi più noti, che hanno caratteristiche simili alla Dis-logia: la Discalculia e il Daltonismo. Immagina di osservare due adulti, a cui, al primo viene chiesto di eseguire un semplice calcolo, tipo 3 x 4, e all’altro, di riferire di che colore è una rosa rossa che gli viene mostrata.

La certezza soggettiva dell’errore

Cosa penseresti se il primo rispondesse 15 e al fargli notare che ha sbagliato, facesse mente locale, lo vedessi fare delle verifiche, e poi tornasse a riferire che il suo calcolo è corretto? E se il secondo, rispondesse gialla e al fargli notare che ha sbagliato, facesse mente locale, lo vedessi fare delle verifiche, e poi tornasse a riferire che il colore che ha indicato è corretto?

Certamente, come chiunque, avresti il sospetto che c’è qualcosa che non va nel cervello, nella vista o nella mente di queste due persone. Trovandoti invece nei panni di una di queste due persone, come credi che reagiresti al fatto che qualcuno ti contesti il risultato di un banale calcolo o del riconoscimento di un colore?

Il conflitto tra percezione individuale e consenso collettivo

Secondo le tue percezioni sensoriali, i tuoi calcoli e il tuo ragionamento, senti e ritieni di avere ragione, e di stare affermando delle verità oggettive incontestabili, ma di fronte a te, due, tre, dieci, mille persone, affermano che ti sbagli, e che il risultato corretto è 12 e il colore della rosa è il rosso.

Quelle due persone, e tu, se ti trovassi nella loro condizione di Discalculia o Daltonismo, vi trovereste ad aver applicato con tutte le più genuine buone intenzioni, e utilizzando al massimo delle possibilità che potete, i vostri sensi, il vostro cervello e le vostre competenze intellettive, per svolgere il compito che vi è stato richiesto, sentendovi assolutamente certi, di aver calcolato, osservato e anche verificato i risultati che riferite.

Bias cognitivi come apprendimento distorto

E lo stesso, accade per le persone, che di fronte a voi, hanno svolto gli stessi compiti, ma vi informano che siete voi a non riuscire a vedere correttamente la realtà, solo che, queste persone davanti a voi, sono molte, e tutte riferiscono lo stesso risultato e lo stesso colore, tranne voi. A questo punto, è chiaro, che siete stati informati, da queste persone e dai fatti che vi hanno messo davanti, che siete affetti da un qualche disturbo sensoriale o di processamento che potrebbe essere di diversa natura, come, ad esempio, neurologico o psicologico, oppure, da quello che è definito un Bias.

E cioè, da una distorsione, non derivante da una patologia, ma dal malfunzionamento, acquisito in fase di apprendimento, ad esempio, di un processo di calcolo o di un’associazione mnemonica della nomenclatura dei numeri o dei colori. Quindi, un Discalculico, potrebbe esserlo, non solamente a causa di un difetto congenito o un trauma neurologico, ma semplicemente perché a scuola, non ha appreso correttamente le tabelline. E un Daltonico, potrebbe esserlo, non a causa di un difetto congenito o un trauma neurologico, ma semplicemente perché a scuola, non ha appreso correttamente l’associazione corretta tra i colori e i loro nomi.

Ebbene, qualcuno potrebbe esserlo, non a causa di un difetto congenito o un trauma neurologico, ma semplicemente perché a scuola, non ha appreso correttamente le operazioni logico-cognitive e le corrispondenti congiunzioni logiche grammaticali, con cui tali operazioni sono integrate nel nostro linguaggio.

Le due fasi dell’apprendimento logico-cognitivo

Analogamente ai calcoli matematici, anche per i calcoli logico-cognitivi, per essere appresi correttamente, occorrono due fasi:

  1. L’esperienza cognitiva, attraverso cui il cervello, individua, comprende e acquisisce gli algoritmi con cui può riconoscere e manipolare le quantità, l’ordine e le relazioni di causa-effetto tra oggetti.
  2. La memorizzazione delle tabelline matematiche e delle tabelle di verità logiche, per accelerare i processi di calcolo e ragionamento.

Laddove, un soggetto sano, che non possieda deficit o traumi neuropsicologici, può apprendere e applicare correttamente le facoltà di calcolo e di ragionamento, se l’apprendimento avvenisse in modo inadeguato, deficitario o distorto, il soggetto verrebbe affetto dai Bias Cognitivi della Discalculia e/o della Dis-logia. Invece, laddove, a un intero gruppo, venisse appositamente insegnato il calcolo matematico e/o il ragionamento logico, in maniera distorta, l’intero gruppo si ritroverebbe affetto dai medesimi Bias Cognitivi.

La realtà condivisa falsata di un gruppo con deficit del ragionamento

Tutti, in questo gruppo, opererebbero calcoli e/o ragionamenti non corretti, e non ne sarebbero coscienti, e in caso di discordanza di risultati, comunque non avrebbero modo di verificare tra loro, i risultati corretti dei loro calcoli e ragionamenti, in quanto, quelli che individuerebbero, confrontandosi e correggendosi tra loro, sarebbero comunque risultati falsi, non essendo conformi alla realtà.

In sostanza, si verrebbe a formare un gruppo che, se isolato, vivrebbe nella piena certezza di una realtà matematico-logica, che esisterebbe solamente nelle loro menti e nel ristretto contesto del loro gruppo. Un semplice esempio di questa situazione, potrebbe essere quello di pensare di aver insegnato ai membri di questo gruppo, che il colore delle rose rosse, si chiami giallo.

A questo punto, tutti nel gruppo vedendo una rosa rossa, la riferirebbero come rosa gialla, e tutti si troverebbero d’accordo, e se per caso uno di essi fosse daltonico e affermasse che la rosa è verde, tutti lo correggerebbero dicendogli che è gialla, ma, l’intero gruppo, di fatto, si troverebbe in errore, senza che nessuno ne sia cosciente.

Conseguenze pratiche e pericoli dell’errore percettivo e logico

Ora, scambiare un colore per un altro, già potrebbe creare grandi difficoltà anche di incolumità fisica, propria e altrui. Immaginate di scambiare il rosso per verde approssimandovi al semaforo di un incrocio trafficato, o mentre tagliate un filo per disinnescare una bomba. Essere ad esempio un ingegnere edile, navale o aeronautico Discalculico, di certo creerebbe danni uguali se non superiori.

Appartenere a un gruppo di Discalculici, non solo ne limiterebbe addirittura le possibilità di evoluzione tecnologica, ma certamente creerebbe situazioni di pericolo, capaci di decimare i membri del gruppo, tra incidenti e irrisolvibili conflitti. Essere un Dis-logico, porterebbe facilmente all’isolamento del soggetto che verrebbe considerato dagli altri, dallo stravagante al malato di mente, ma, se l’intero gruppo lo fosse, interverrebbero delle interessantissime ESS (Strategie Evolutivamente Stabili).

Formazione di sottogruppi e credenze incompatibili

Ad esempio, potrebbero apparire sottogruppi formati da individui che abbiano in comune una certa modalità di ragionamento non corretta, i quali, svilupperebbero di conseguenza specifiche credenze, e che si ritroverebbero in disaccordo con altri sottogruppi analoghi, ma convinti attraverso altri ragionamenti non corretti, di diversi risultati e conseguenti altre credenze.

Essendo però, tutti Dis-logici, nessun individuo o sottogruppo, riuscirebbe a dimostrare efficacemente agli altri, la correttezza del proprio ragionamento e risultato, e le divergenze si esaurirebbero in un continuum di inutili confronti tra ragionamenti infondati, che potrebbero: o degenerare sino allo scontro fisico, o dissolversi con l’apparire di nuovi argomenti di maggiore interesse su cui ciclicamente si ripeterebbe lo stesso processo di inutile confronto.

Ad osservare dall’esterno, l’andamento di un gruppo del genere, sia un soggetto sano, sia un soggetto “affetto”, arriverebbero entrambe alla stessa conclusione, ovvero, che si tratti di un gruppo di persone, che hanno tutte un qualche problema di interpretazione della realtà e di comunicazione. Ed entrambe queste persone, avrebbero una grande difficoltà, se dovessero spiegare ai membri di questo gruppo, che tutti si sbagliano e che la realtà su cui dibattono è totalmente diversa da quella che riescono a osservare ed interpretare, in quanto, è il loro stesso sistema di calcolo logico-cognitivo, ad essere difettoso.

Tentativi di rieducazione e frustrazione esistenziale

Anche se la persona sana procedesse a piccoli sottogruppi, a mostrare il problema e a insegnare loro a ragionare correttamente, gli individui di questi piccoli gruppi, poi, si ritroverebbero a dover interagire e sottostare alle modalità di vita, alle convezioni e anche ai processi lavorativi stabilitisi in questo sistema caotico e del tutto senza senso reale, con grande frustrazione e disagio esistenziale.

E, nei momenti in cui cercassero di spiegare agli altri la situazione, e a insegnare loro a ragionare correttamente, questi, li scambierebbero per soggetti stravaganti o addirittura, disadattati o malati di mente, in quanto, li percepirebbero come inconformati a qualcuna delle logiche dei tanti sottogruppi che conoscono e che, in qualche modo, funzionano in quel sistema caotico, che per loro, di fatto, costituisce, seppur in modo meramente psicologico, il mondo.

Il paradosso del “manicomio”

In un gruppo Dis-logico, sorgerebbe il fenomeno paradossale del ‘manicomio’, ovvero, ogni pazzo, considererebbe come pazzi, tutti gli altri individui del suo stesso gruppo, nonostante si trovi a vivere nello stesso ambiente, a convivere e interagire quotidianamente con tutti loro, e soprattutto, si trovi a fare, seppur nella piena illusione di farle sulla base di credenze e ragioni proprie, le medesime loro attività. Trovandosi a poter interagire con un gruppo del genere, sarebbe possibile indurre sistemicamente, specifiche credenze, sia a livello globale, sia a livello di uno o più sottogruppi, e sarebbe possibile osservarne l’influenza sulle Strategie Evolutive, e le trasformazioni che ne deriverebbero nella struttura dei sottogruppi, nel ristabilirsi dei nuovi equilibri stabili.

Il test cognitivo

Ora, veniamo alla tua Dis-logia. Osservando le foto di copertina, puoi riferire cosa rappresentano per te, tra le opzioni sotto, questi due soggetti?

  1. Un criminale, Un criminale
  2. Un presidente, Un presidente
  3. Un criminale, Un presidente
  4. Un presidente, Un criminale
  5. Un presidente criminale, Un presidente criminale
  6. Un presidente criminale, Un presidente
  7. Un presidente, Un presidente criminale

Non posso immaginare, quale potrebbe essere la visione che hai di queste due persone, e pertanto, quale opzione tu abbia scelto. Ma certamente, al di là di qualche dubbio tra una o un’altra, ne hai scelta almeno una, non è vero? Se è così, prova ora a pensare a quanto sto per proporti. E se la tua scelta è caduta su una delle prime quattro opzioni, ti chiedo: “in uno stato di diritto, di regime repubblicano, dotato dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, e delle autorità e forze militari e di polizia, potrebbe un presidente in carica, agire indiscriminatamente in modo criminale, per anni, attuando crimini i cui effetti, sia in termini di vantaggi e profitto personale, che di conseguenze sociali, economiche e sulla salute e sicurezza dei cittadini, sono tangibili ed evidenti“?

Il paradosso storico del potere criminale

Se lo stato di diritto è ciò che in milioni di anni di evoluzione l’uomo ha prodotto, proprio per essere lo strumento più avanzato, sicuro ed efficiente per garantire a un popolo uguaglianza e libertà, come mai nella storia sono apparsi criminali che hanno potuto assumere la massima carica politica in una repubblica, e hanno potuto attuare per anni, con la connivenza dei rappresentanti di tutto l’apparato governativo, crimini contro interi popoli, così gravi, che addirittura sono necessitati interventi militari di altri paesi, per riuscire a destituirli?

E se la tua scelta è caduta su una delle ultime tre opzioni, ti chiedo: Sulla base di cosa ritieni che una persona, in uno stato di diritto, possa allo stesso tempo essere un criminale e il presidente dello stato?

Se sei maggiorenne e un po’ attempato, sicuramente, almeno una volta nella vita, ti sarà capitato di andare a votare, e quindi di dover scegliere un partito e a persona che lo guida, su cui porre la tua piena fiducia, sul fatto che nel contesto della sua coscienza e della sua vita, ci siano competenze, passione, e soprattutto l’interesse per la tua vita e il tuo benessere e lo stesso per la tua famiglia, e ci sia l’impegno da parte sua a realizzare progetti per garantire la vostra sopravvivenza dignitosa e sicura, oltre che la vostra salute e la previdenza per la vostra vecchiaia, giusto?

Il sistema di cui fai parte

Ma, se sulla base di una qualsiasi delle opzioni che hai scelto, sai inconsciamente e forse anche consciamente, che per anni, un presidente di uno stato repubblicano può pensare e agire indisturbatamente, nonostante poteri e organi legislativi ed esecutivi operanti, a proprio esclusivo vantaggio e profitto, a discapito del benessere, della sicurezza, della salute e persino dell’incolumità fisica di un intero popolo, secondo te, di che tipo di sistema fai parte e sei attivamente operante, persino col tuo voto, oltre che con l’impiego di 2/3 del tempo della tua esistenza quotidiana? Pensi veramente che si tratti di uno stato di diritto che garantisce uguaglianza e libertà a un popolo, a te e alla tua famiglia?

O ti sembra coerente – visto che per quanto compromessi, i tuoi processi cognitivi, comunque ti stanno facendo percepire proprio adesso che stai riflettendo, che i fatti dell’intera vita dei due uomini che vedi in foto, oltre a quelli relativi alla vita di migliaia di altri venuti prima, anche in epoche più remote, e che conosci, che hai studiato a scuola, letto sui libri, come imperatori, sovrani, dèi-re, sono la prova evidente – che non sia mai esistito sistema di governo alcuno, che non fosse strutturato da un piccolo gruppo di individui privilegiati, dotati di potere e controllo, sulla vita e sulla produzione del lavoro di interi popoli assoggettati?

Euristica e plausibilità al posto della verifica

Quando il cervello e la mente si trovano di fronte a questa tipologia di ambiguità, e non possiede adeguate competenze logico-cognitive inferenziali, quelle che gestiscono i processi di valutazione e dimostrazione delle relazioni di causa-effetto e che gli permettono di fare distinzione tra condizioni sufficienti e condizioni necessarie, rimane interdetto, e si affida ai processi di valutazione euristica, i quali, sono basati, non sulla verifica e la dimostrazione, bensì, su quanto a livello meramente psicologico ritiene che le informazioni possano essere, non vere, ma plausibili.

Maduro e Berlusconi, li hai visti in TV o sui social dove ne parlano come se fossero il presidente del Venezuela, e un ex presidente del consiglio italiano, e il tuo cervello, assume questo come verità, senza alcuna base logico-dimostrativa. Poi, sempre in TV e social, senti che uno agisce come dittatore e trafficante di droga e l’altro è stato, oltre che indagato per decenni di crimini finanziari e abusi politici a proprio personale vantaggio, anche condannato.

Scatta lo stato di interdizione, cosa è vero e cosa è falso?

Vedi il mondo che ti presenta un presidente nel pieno dei suoi poteri e allo stesso tempo vedi ai telegiornali che è indagato e accusato di crimini, anche molto gravi, e, a causa dell’assenza nella tua corteccia cerebrale degli engrammi corticali deputati all’inferenza, entra in gioco l’interdizione, il cervello non sa quale sia la verità e non sa come fare a verificarla, pertanto, assume, a livello meramente psicologico e non fondato sulla rilevazione della realtà, a seconda del contesto, l’una o l’altra.

Pensaci, se parli di Maduro con qualcuno, come lo identifichi? Non affermi cose del tipo: “è stato eletto presidente frodando le elezioni”, “è un dittatore”. Riflettici, hanno senso reale queste tue affermazioni?

Il problema della legittimità non verificata

Uno che froda le elezioni, se è stato assodato che le ha frodate, e viene addirittura comunicato al mondo in TV un abuso del genere, perché le autorità giuridiche, se esistessero, non sono intervenute? E perché un intero popolo, che dice di essere addirittura sotto pressione dittatoriale e scappa dal suo paese, riconosce questa persona come autorità e potere politico?

Se venisse davanti a te uno che è stato dichiarato pubblicamente come condannato per un crimine, e ti dicesse: guarda, io sono il presidente del consiglio e da domani mi devi dare il 20% in più di tasse sul tuo lavoro, tu che faresti? Lo considereresti come ladro, lo prenderesti per un orecchio e glielo torceresti fino a farlo mettere inginocchio e poi gli daresti un calcio nel culo, oppure, gli diresti: “si presidente, domattina le faccio subito il bonifico”?

Distanza sistemica e protezione del potere

Di fatto, è il sistema stesso che pone distanza tra te e quella persona, che, quando deve circolare nell’ambiente urbano dove tu sei confinato, lo fa circondato dai suoi pretoriani, perché sa bene che se si trovasse faccia a faccia con te, da solo, probabilmente farebbe una brutta fine.

Tu, lo vedi solo in TV, dove ti viene presentato come il presidente e dove tutti quelli che opportunamente gli vengono messi attorno, ignorano propositamente il fattore ladro, e lo chiamano presidente, quindi, il tuo cervello, interdetto, non funziona e rimane paralizzato, ascolti e opini euristicamente, e la mattina dopo, ti alzi alle 07:00, vai a lavorare e, indipendentemente dalle tue vuote, infondate e inutili opinioni, ti viene automaticamente detratto dal sistema, quel 20% ti tasse in più.

Condizioni necessarie e occultamento logico

Ma, se dominassi il concetto di condizione necessaria, se sapessi che ne esistono due, e se sapessi che, guarda un po’, proprio quello che ti servirebbe per comprendere le relazioni di causa-effetto cognitivamente, da oltre 2400 anni, è stato completamente occultato dalla teoria della logica classica e della grammatica del linguaggio – pensa che nel linguaggio ne è persino stata eliminata la congiunzione grammaticale che lo rappresenta – sapresti ragionare da solo sul fatto che, un cittadino, per poter attuare il potere di una carica pubblica e influenzare la tua e la viti di altri milioni di persone come te, DEVE possedere la fedina penale pulita?

E NON DEVE essere sotto indagini per sospetti crimini, e pertanto, sapresti con piena lucidità e convinzione cognitiva, che quel tizio, indagato e poi anche condannato, di fronte alla costituzione, alla legge, alle autorità giuridiche e di polizia, non è il presidente, ma è solamente uno sporco ladro, e che queste autorità, che dovrebbero proteggerti, stanno invece proteggendo lui e il suo potere, perché queste autorità, di fatto, non sono altro che i suoi pretoriani.

Presa di coscienza

Ora, credo che dovresti aver fatto una sufficiente full immersion sulla tua realtà mentale e aver almeno intuito, che nel tuo cervello, nella tua mente e nella tua entità esistenziale psichica, c’è qualcosa che non sta funzionando correttamente, e che questo, sta comportando sin dalla tua nascita, il fatto che tu sia manipolato, orientato e guidato da banalissimi stimoli psicologici attraverso mezzi mediatici e all’effetto propaganda.

Dovresti aver iniziato a prendere coscienza del fatto che non sei un individuo cosciente, e che la tua Dis-logia, ti rende solamente, un automa senziente, completamente vuoto dal punto di vista cognitivo, e pertanto, estremamente docile e obbediente, di fronte anche a qualsiasi abuso sulla tua integrità mentale, morale, etica e persino fisica.

La condizione economica come evidenza fattuale

E’ molto probabile che tu che leggi, sia uno di quel 75% degli italiani che, dati ISTAT ufficiali, lavora per 2/3 della sua giornata per guadagnare un salario inferiore ai 3000 euro.

Non serve un economista per fare due conti e verificare che, con 3000 euro, oggi in Italia, a malapena copri le spese per sopravvivere, e dalle tasse che paghi non ottini ne i servizi sanitari, ne previdenziali, ne la qualità e dignità di vita che meriti per cedere oltre l’80% della tua esistenza allo stato.

Ma soprattutto non riesci a comprendere che, qualsiasi attività lavorativa un cittadino svolga, dipendente o indipendente che sia, questa deve essere sempre e non a piacere e discrezione di nessun potere politico, costituita di 4 elementi: il tempo che impieghi a svolgere il lavoro, il corrispettivo economico che ne risulta per coprire TUTTE le tue spese, casa, auto, figli, scuola, università, salute, previdenza, fine settimana, vacanze… TUTTO, e per ultimo, il tuo profitto, ovvero, il valore corrispondente al tempo e allo sforzo che hai erogato, togliendolo dalla tua vita, composto da tutti gli studi, competenze ed esperienza che hai dovuto svolgere e acquisire per poter fare quel lavoro.

Il paradosso dell’impresa individuale

Nessun imprenditore, acquisirebbe un progetto se da esso non ne traesse un profitto adeguato ma ne ottenesse in ritorno solamente i costi di produzione, le tasse e quanto gli basterebbe solo per sopravvivere, la sua azienda non avrebbe senso.

Invece tu, con la tua azienda, ovvero la tua famiglia, tri ammazzi di lavoro, a malapena riesci a coprire le spese essenziali e se per qualsiasi imprevisto perdessi il lavoro non avresti nemmeno di che sopravvivere in autonomia per una settimana. Se parlassi di questo con un ingegnere fiscale, ti direbbe che sei solamente un povero pazzo.

Ho avuto il privilegio nel mio percorso professionale trentennale come ricercatore nell’area dell’intelligenza umana e artificiale, del pensiero critico, della logica pura e dei bias cognitivi, che svolto tra l’Italia e il Brasile, di scoprire tutti i convenzionalismi e gli occultamenti di informazioni che sono stati applicati ai fondamenti della logica classica e del linguaggio, e ho avuto l’opportunità di poter riformulare tali principi debellandoli dall’induzione della Dis-logia o Bias della Razionalità Limitata.

Validazione interdisciplinare e applicazione didattica

In Brasile, ho avuto l’opportunità di lavorare su questa lunga e complessa ricerca, con professionisti delle aree della psicologia, della pedagogia, della didattica, dell’antropologia, dell’informatica, dell’intelligenza artificiale, della neurologia, dell’elettronica, e insieme abbiamo, collaudato, revisionato e testato su interi cicli formativi, gli adeguamenti teorici che abbiamo sviluppato per consentire agli studenti di comprendere in modo cognitivamente efficace i principi fondamentali della logica classica e del linguaggio.

Dal mio canto, ne è nato un primo libro di divulgazione in Brasile nel 2018, Itroduçao à Psicomecanica, un seminario accademico per gruppi e un corso individuale intensivo di due ore, dove presento e insegno cos’è l’intelligenza e quali sono gli strumenti che permettono di consolidare i propri engrammi corticali, relativi alle cinque operazioni logico-cognitive di cui il nostro cervello è capace.

Trasformazione percettiva della realtà

Una volta acquisite correttamente queste operazioni, il mondo, l’esistenza e le relazioni umane ti appariranno in una modalità completamente diversa. Mentre prima, nella fase iniziale di misurazione del livello delle tue competenze logico-cognitive inferenziali, di fronte alla tua risposta a un semplicissimo test, alla domanda: Metteresti in gioco la tua vita puntandola sul fatto che il tuo processo di ragionamento funziona correttamente, e che la risposta che hai prodotto è corretta? Risponderesti con assoluta certezza: mai!

Dopo, gli strumenti che ti metterò a disposizione, ti consentiranno di analizzare, verificare e testare il tuo processo di ragionamento e la tue risposte con assoluta affidabilità, al punto che non avrai il minimo dubbio, ne la minima incertezza nel puntare su di essi persino la tua vita. E questo, ti condurrà a una libertà interiore, che non hai mai provato prima, nel confrontarti con la realtà e con gli altri. In più, scoprirai, che tra gli esseri umani intelligenti, i Sapiens, non esistono conflitti, perché possiedono e dominano questi strumenti che conducono ognuno di loro alla Verità, unica, scientifica, su ogni cosa, fatto, evento con cui si trovano a misurarsi.

Il conflitto, nasce dall’ignoranza e è prerogativa, della Sottospecie homo Urbano a cui appartieni!

Se siete curiosi di leggere le precedenti rubriche di “Tra Le Righe”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Fabrizio Ranzani

Professionista del settore ITC nell'area ricerca e sviluppo, con oltre trent'anni di esperienza, Fabrizio Ranzani è ricercatore indipendente sui temi di logica formale, pensiero critico, didattica, antropologia, psicologia, neuroscienze, intelligenza e comunicazione umane e artificiali, ha scritto due libri sul tema della logica e del pensiero critico. Nel 2008 è rientrato nella lista dei cavalieri del lavoro sotto ai 35 anni nella prima edizione del concorso. La sua esperienza professionale si svolge fra l'Italia e il Brasile, la sua passione è insegnare e divulgare i fondamenti della logica e del pensiero critico.

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