Benvenuti ad un nuovo appuntamento di Senti chi parla, la rubrica dedicata al doppiaggio. Questa settimana ci concentreremo sulle amatissime principesse Disney, ognuna delle quali, nessuna esclusa, è divenuta a modo suo un’icona senza tempo. Alcune ci hanno fatto sognare, altre ci hanno accompagnato nella crescita, e molte di loro hanno fatto parte, in un modo o nell’altro, della nostra infanzia. Dietro a quei volti incantati, però, ci sono voci italiane che hanno dato loro vita, emozione e carattere, interpretazioni che ancora oggi restano nella memoria di chi le ha ascoltate.
E sono proprio le doppiatrici di questi personaggi immortali che andremo a (ri-)scoprire. E chissà, magari in un prossimo appuntamento parleremo anche delle regine cattive e delle villain, perché anche loro hanno lasciato un segno indelebile nella storia del doppiaggio!
Tutte le fiabe finiscono, ma alcune restano con noi per sempre – Anonimo
Si parte dalle origini, con Biancaneve. Nel primo doppiaggio italiano del 1938 la voce è quella di Rosetta Calavetta, mentre nel ri-doppiaggio del 1972 arriva Melina Martello. Due epoche diverse del doppiaggio, due modi diversi di stare dentro la fiaba, ma un personaggio che resta legato a entrambe. Un discorso simile vale per Cenerentola: Giuliana Maroni nel doppiaggio del 1950 e Fiorella Betti in quello del 1967 raccontano bene come sia cambiato nel tempo il modo di recitare nei film d’animazione, pur mantenendo intatta l’immagine del personaggio.
Con Ariel troviamo Simona Patitucci, che ha seguito il personaggio sia nel parlato che nel cantato. Ricordo ancora la prima volta che ascoltai il suo lavoro sulla sirenetta: mi colpì subito la delicatezza della sua voce e la capacità di trasmettere emozioni pure. Anni dopo, riascoltandola nei panni di Ursula, si percepisce come la sua voce sia cambiata nel tempo, senza però intaccare la sua straordinaria bravura.
Parlando di principesse amatissime, Belle ha la voce di Laura Boccanera, una delle doppiatrici italiane più brave e voce italiana di Jodie Foster. La sua interpretazione ha reso Belle un personaggio amatissimo e ha fatto sognare intere generazioni. Posso dire che, come doppiatore, mi ha sempre colpito quanto riuscisse a dare vita a ogni frase, rendendo il personaggio immediatamente credibile e riconoscibile.
Con Jasmine troviamo, invece, Manuela Cenciarelli, che accompagna un personaggio già diverso dalle principesse più classiche, più diretto e deciso. Una voce che ha contribuito a rendere Jasmine immediatamente riconoscibile anche da noi. Arriviamo poi a Mulan, con Laura Lenghi, doppiatrice molto solida e con una carriera importante anche su attrici come Hilary Swank. La sua voce accompagna perfettamente il personaggio nel suo percorso di crescita, rendendo ogni sfumatura emotiva chiara e credibile.
Per Pocahontas la voce italiana è quella di Ilaria Stagni, che riesce a dare profondità e sensibilità al personaggio, trasmettendo sia la sua forza sia le emozioni più delicate. Aurora porta la voce di Maria Pia Di Meo, che per me è la regina delle doppiatrici italiane. Ci ha accompagnato in tantissimi film e personaggi, e proprio in questi giorni ho avuto il piacere di riascoltarla ridoppiare Meryl Streep nel trailer di Il diavolo veste Prada 2. È stato un momento che mi ha fatto davvero piacere, perché negli ultimi tempi non era più lei a doppiare Streep, e sentirla di nuovo in quel ruolo mi ha dato una grande soddisfazione. Di Meo ha dato la sua voce anche a un’icona Disney come Mary Poppins, un personaggio che rimane indelebile nell’immaginario di tanti spettatori.
Con Tiana entriamo nel mondo delle principesse più recenti, e qui troviamo Domitilla D’Amico, una voce molto presente nel doppiaggio contemporaneo, capace di accompagnare un personaggio determinato e lontano dagli schemi delle fiabe più classiche. E infine c’è Rapunzel, affidata a Laura Chiatti, attrice e non doppiatrice di professione. Una scelta legata a una certa fase del settore e all’uso dei talent, che ha fatto discutere pubblico e addetti ai lavori, ma che resta comunque parte dell’immaginario italiano del personaggio.
Riascoltando queste principesse, si sente chiaramente come sia cambiato il doppiaggio nel tempo: cambiano le voci, cambiano i modi di recitare, cambiano anche le scelte produttive. Ma una cosa resta identica: il legame emotivo che si crea tra spettatore e personaggio attraverso la voce. Alla fine, quando ripensiamo a una principessa Disney, ciò che resta più impresso non è solo il suo volto ma la magia della sua voce!!!
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