/

Le voci del Natale: l’indimenticabile doppiaggio che ci scalda il cuore

3 mins read
Le voci del Natale

Siamo quasi entrati, ormai, nel vivo del periodo natalizio, tra luci colorate, profumo di biscotti e maratone di film che da anni accompagnano le feste nelle nostre case. Proprio per questo, oggi non vi proporrò interviste o dietro le quinte con i doppiatori. Al contrario, dal momento che ci ritroveremo immediatamente al termine delle imminenti festività, ho deciso di celebrare per questa speciale occasione quelle voci storiche ed indimenticabili che hanno reso magico il Natale sul grande e piccolo schermo. Perché sì, i film ci emozionano, ma è grazie al doppiaggio, o meglio, a quelle interpretazioni vocali che si imprimono nella memoria, se certi personaggi sembrano parlare direttamente a noi, anno dopo anno.

La voce è l’impronta dell’anima — Fernando Pessoa

Un Natale in compagnia delle voci più amate

Partiamo da un simbolo assoluto delle feste: Kevin McCallister in Mamma ho perso l’aereo. Quel bambino furbo, dispettoso, dolcissimo, per molti ha la voce di Ilaria Stagni. Una prova brillante, fresca e vivace, che ha reso Kevin più vicino al pubblico italiano di quanto le parole possano descrivere.

Continuiamo con un altro classico immancabile della Vigilia, ormai tradizione nazionale: Una poltrona per due. Un film che non è solo commedia, ma anche un piccolo tuffo nella storia del doppiaggio. Nel cast vocale troviamo Mauro Gravina e, purtroppo oggi scomparsi, Sergio Fiorentini e Tonino Accolla.
Fiorentini, con il suo timbro caldo e inconfondibile, sapeva dare peso a ogni battuta. Accanto a lui, Tonino Accolla, indimenticabile voce italiana di Eddie Murphy, illumina il film con quella brillantezza vocale che riconosciamo anche ad occhi chiusi: ritmo, musicalità, un’energia contagiosa. Tre voci che insieme hanno scolpito nella memoria collettiva il suono stesso di questo film natalizio.

E come non parlare del re del Natale in versione verde? Il Grinch. Jim Carrey è già di per sé puro ciclone creativo, ma il doppiaggio di Stefano Benassi ha trasformato la sua interpretazione in un piccolo capolavoro. Ritmo, ironia, caratterizzazione: una voce che ha saputo essere mostruosa e tenera allo stesso tempo.

Mondi fiabeschi e atmosfere più dark che in pochi sanno portare in vita

Natale porta con sé anche mondi più dark e fiabeschi come Nightmare Before Christmas, un cult che oscilla tra Halloween e il Natale. Il protagonista Jack Skeletron, nella versione italiana, è stato doppiato da Renato Zero. Non un doppiatore di carriera, e proprio per questo sorprendente: iconico, musicale, perfettamente calato nel personaggio. Ancora oggi molti ricordano Jack proprio attraverso la sua voce.

Torniamo poi al calore della tradizione con Miracolo nella 34ª strada, una storia che profuma di Natale puro, fatto di dolcezza, speranza e un pizzico di magia. Nella versione italiana brillavano tre nomi importanti: Rossella IzzoLuca Ward e soprattutto Giuseppe Rinaldi, una delle voci più eleganti e riconoscibili del nostro panorama. La sua interpretazione resta nel cuore non solo per bravura, ma per quella delicatezza che portava con sé in ogni parola: un timbro capace di arrivare dritto all’anima dello spettatore. Oggi Rinaldi non è più con noi, ma continua a vivere nei film che lo hanno reso immortale. È bello pensare che a ogni visione, ogni 24 dicembre, un pezzo della sua arte ritorni nelle nostre case, come un augurio gentile che attraversa il tempo.

E per chi vuole un Natale un po’ fuori dagli schemi, con comicità e brividi leggeri, Gremlins resta un titolo iconico. Qui ritroviamo Loris Loddi, perfetto nel ruolo del protagonista, e il compianto Gianni Bonagura, attore e doppiatore tra i più eleganti e raffinati della nostra tradizione vocale. Due presenze che hanno dato al film anima, colore e un pizzico di follia natalizia.

Tradizioni più che pellicole, compagni di viaggio più che semplici doppiatori

Questi film ormai non sono soltanto pellicole: sono tradizioni, riti che ripetiamo ogni anno, spesso in famiglia, spesso sul divano con una coperta e una cioccolata calda. E assieme alle immagini, ai personaggi e alla neve finta che cade sullo schermo, tornano quelle voci che hanno accompagnato la nostra infanzia e la nostra crescita, alcune purtroppo non più con noi, ma vive nelle loro interpretazioni.

Il doppiaggio è questo: memoria. Una voce che torna, e con essa un ricordo. Ed è su questa nota che auguro a tutti un Natale pieno di cinema, di voci familiari e nuove emozioni. Che queste feste portino con sé ancora storie da raccontare e da ascoltare. Grazie per l’attenzione e alla prossima! Vi do appuntamento al prossimo anno!
Con affetto,

Omar Vitelli, autore di Senti chi parla 

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Senti Chi Parla”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

Leggi anche:

Monica Volpe, versatilità e sensibilità: “La voce non ha età, è l’intenzione ad averla” – L’Opinione

Immacolata Tradizione: un bisogno di credere che va oltre la fede – L’Opinione

Fabrizio Pucci: l’arte ‘silenziosa’ di saper dare voce all’animo umano

Guendalina Ward: “Ogni esperienza, anche al di fuori del doppiaggio, ha contribuito a formare la mia identità artistica”

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Classe 1984, passione e dedizione, Omar Vitelli è un doppiatore italiano. Dal grande schermo alla televisione, passando per i videogiochi e le serie animate, la sua voce accompagna da tempo numerose generazioni e continua ad appassionare migliaia di telespettatori. Attivo sia a Roma che a Milano, ha vinto il Premio "Voce dell'anno emergente - Cartoni e radio al Gran Galà del Doppiaggio" al Romics nel 2003.

1 Comment

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Artino FAAA 2025: la V edizione del Festival dell’Arte Applicata prorogata al 23 dicembre

Next Story

“Divino Amore” di Simone Messina: quando la danza si fa Vangelo di speranza (VIDEO)

Latest from Blog