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Evelina Sgarbi: quella della “figlia d’arte indignata” è una professione a tempo pieno?

Qualche giorno fa, conversando con Aristide Malnati, il papirologo più famoso e autentico del piccolo schermo, abbiamo osservato quanto la nostra bella Italia, un tempo terra di eroi ed eroine, sicuramente anche a causa di chi la governa, pare essere diventata la patria di tutto ciò che parrebbe valere la pena, invece finisce inevitabilmente per farla. C’è una nuova professione però che sembra garantire grande visibilità, ospitate televisive e titoloni sui giornali: il figlio tormentato di un personaggio famoso. E grazie a questo, bisogna riconoscerlo, Evelina Sgarbi pare si stia costruendo una carriera niente male. Peccato che, fuori dai salotti televisivi, restiamo in molti tormentati da una domanda piuttosto semplice: quanto c’è di vero in quel che si racconta? E quanto di “televisivamente” appetibile?

Il silenzio è una fonte di grande forza — Lao Tzu

Evelina Sgarbi e le preoccupazioni per il padre a favor di telecamera?

Le ultime dichiarazioni della figlia di Vittorio Sgarbi sono arrivate ancora una volta davanti alle telecamere, nel salotto morbido e compassionevole di “La volta buona”. Toni affranti, parole pesanti, accuse gravissime mascherate dalle più svariate preoccupazioni filiali: il padre sarebbe “plagiato”, “manipolabile”, addirittura ridotto a un “involucro vuoto” portato in giro come un marchio da esibire. Ora, non che a guardarlo il buon Vittorio appaia come il ritratto della felicità, ma chiunque abbia seguito anche solo distrattamente la sua vita, sa bene che stiamo parlando di un uomo vulcanico, eccessivo, e il più delle volte ingestibile.

Ma da qui a trasformarlo improvvisamente in un relitto umana amministrato da oscuri burattinai, nemmeno fosse una delle mie ultime opere, ce ne passa di acqua sotto i ponti! E soprattutto: possibile che ogni questione familiare, così intima poi, debba diventare una “conferenza stampa” a favore di telecamera?

Saranno i giudici, eventualmente, a stabilire ciò che è meglio per Vittorio

Evelina sostiene di aver chiesto la nomina di un amministratore di sostegno “per il bene del padre”. Può darsi. Saranno i giudici, eventualmente, a stabilire cosa sia davvero meglio per Vittorio. Il sospetto che, almeno in me aleggia è un altro: che questa vicenda stia assumendo sempre più i contorni di una lunga e interminabile esibizione pubblica. Perché ogni intervista sembra costruita secondo la stessa sceneggiatura: lei parla, accusa, soffre davanti il pubblico e intanto continua imperterrita a fare audience.

Nel frattempo, però, c’è un dettaglio che sfugge ai più: milioni di italiani affrontano drammi familiari enormi senza convocare studi televisivi, senza distribuire sentenze psicologiche in diretta e senza trasformare il dolore privato in un reality show. Il punto non è negare che Vittorio Sgarbi possa vivere un momento difficile. È evidente, e sarebbe disumano asserire il contrario. Il punto a mio avviso è che esiste una sottile linea tra la preoccupazione sincera e la spettacolarizzazione continua di un rapporto.

E quando si arriva a dire pubblicamente che una persona “non ragiona più con la sua testa”, mentre quella persona è ancora viva, lucida a tratti e soprattutto incapace di difendersi nel tritacarne mediatico, il rischio di oltrepassare quella linea diventa infinitamente enorme. La verità è che questa storia lascia addosso una sensazione spiacevole: quella di un conflitto personale consumato sotto i riflettori, dove il dolore rischia di diventare contenuto e la famiglia un format televisivo. E allora viene spontaneo pensare che forse, più che un’altra intervista, servirebbe un po’ di silenzio. Perché, prima o poi, arriva un momento in cui bisogna smettere di vivere di riflesso!!!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite de “L’irriverente”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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