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FantaPapa, si scommette sul Vicario di Cristo come in una schedina del TotoCalcio qualunque: peccato che qui ci sia solo da perdere!

Si discute ancora tra Munus e Ministerium, a voler sviscerare ancora una declaratio che ha demarcato i due poli del Vaticano. Poi, si grida “Evviva!” ad un presunto squarcio di velo che avrebbe “smascherato” l’impostore venuto dalla fine del mondo e il gioco linguistico di Papa Benedetto XVI, il quale, a sua volta, non avrebbe voluto, o perlomeno così dicono, rinunciare alla “corona”. E ora, deposte le spoglie di Papa Francesco, ecco che arriva persino il FantaPapa, l’incredibile quanto surreale corsa alla scommessa su chi ascenderà prossimamente al soglio pontificio nemmeno stessimo giocando una schedina del TotoCalcio. Ma come funziona?

Cos’è il FantaPapa? L’ennesimo frutto di una società ormai alla deriva?

Oggigiorno viviamo eternamente sospesi tra chi sostiene di essere un evoluto capace addirittura di vedere col terzo occhio e chi, non possedendo un’arguta vista, non è ritenuto in grado di osservare la realtà autentica, dando per buono tutto ciò che ci viene incondizionatamente propinato. Ma non sarebbe forse l’ora di discutere sulla eventuale apertura dei “manicomi”, per regalare una vacanza a chi cavalca le onde di un complottismo costruito su presunte verità segrete-non segrete del nostro tempo? Specie per quelli che “ah, ma la macchia nera sul viso di Francesco alla fine cosa era? Il fondotinta sciolto dopo aver decongelato le spoglie del papa morto a febbraio“?

In più, come se non fosse già abbastanza, ad aggiungere un altro pizzico di amenità dentro questo calderone è arrivato il “TotoPapa”. Sembra un momento surreale, cosa sta succedendo allo spirito e alla parola della buona novella? Meglio il karma occidentale piuttosto che un Cristo che va in mezzo alla gente per creare comuni dove condividere tutto? O meglio ancora, una sala con arazzi pacchiani e un dipinto di un dio greco che un Gesù che sfida il male affinché l’uomo riconosca il bene?

Viviamo in tempi in cui il futuro non è più quello di una volta – Paul Valéry

Signori e Signore, siamo alle soglie dell’assurdo: l’elezione di colui che farà le veci di Cristo sulla Terra ridotte ad un mero nonché autentico gioco. Ma, in tutto ciò, cosa si vince? Una nuvoletta in paradiso, la dimora eterna o il perdono di tutti i peccati? Si scommette sul Vicario di Cristo come fosse un “cavallo da corsa” qualunque, peccato solo che qui ci sia soltanto da perdere!

Che contraddizione questo mondo evoluto che porta al rogo la Chiesa ma, al tempo stesso, vuole un plauso o menzione di merito se indovinerà il prossimo Santo Padre, il nome che sceglierà per sé e cosa dirà prima della benedizione apostolica.

Ma, se proprio volessimo, come si gioca al FantaPapa?

L’utente dovrà scegliere una squadra composta da undici cardinali. Se qualcuno di questi sarà eletto Papa si guadagneranno dei bonus. Certo, non si vuole mancare di rispetto alla Chiesa. Anzi, l’intenzione è quella di rendere partecipi tutti (sicuramente anche gli epicurei!), sebbene vi sia dell’inconcepibile. Non è un gioco mensile o annuale, ma si giocherà, perdonate l’espressione, “ogni morte di papa“. Chissà, forse potrebbe essere un modo per sorridere, ma dopo tutto ciò è successo con Francesco, riderà anche lui? Spirito e materia sono indistinti in un mondo che, scherzando scherzando, non ha più vocazione per le questioni di anima se non una reductio al gioco!

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Bartolomeo Di Giovanni

Bartolomeo Di Giovanni (detto Theo) è nato a Palermo il 2 Giugno 1975, ha conseguito la laurea in filosofia presso l’università di Palermo, docente di materie umanistiche. Ha collaborato con realtà poetiche dei paesi dell’Est, e del Messico, ha in attivo diverse pubblicazioni di silloge poetiche e saggi di filosofia psicopedagogica, le opere sono state tradotte in Spagnolo, Russo, Rumeno, Arabo. Scrive per alcune riviste articoli sulla cultura letteraria antica e contemporanea, esperto e studioso di Dante Alighieri e di Ebraico biblico. Nel 2013 fonda il movimento culturale “Una piuma per Alda Merini” per la salvaguardia del patrimonio poetico della poetessa dei navigli. Collabora con Wikipoesia per la estensione della nascente Repubblica dei Poeti, di cui è console e cavaliere con distintivo dell’ Ordine di Dante Alighieri. Ha ricevuto da parte della Ordine dei poeti della Bielorussia, e di altre realtà culturali l’appellativo di “Vate”. Nel 2024 gli viene conferito il premio : Cattedra della Pace, tenutosi ad Assisi, nello stesso anno diviene vicepresidente di WikiPace.

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