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Il litigio come alibi: quando il conflitto serve a uscire di scena

– Mi fai sentire a disagio, mi stai addosso!
– Sei gelosa per niente; provo rabbia nei tuoi confronti!

Le parole arrivano rapide, secche, taglienti. E tu resti immobile, cercando una logica in quelle parole. Disagio rispetto a cosa? Gelosa di chi? Starti addosso quando, esattamente? Provi a chiedere per capire, per chiarire ma più cerchi un senso, più chiedi un chiarimento, più la sua rabbia aumenta, diventa un muro, anzi un vuoto, perché poi sparisce. E tu rimani lì, con addosso un senso di colpa non meglio definito. Non ci sono prove, non ci sono eventi precisi, eppure ti lascia lì con la tua colpa e se ne va.

Il litigio è il primo atto della sua strategia

Tutto questo è solo il primo atto del suo teatrino. Non discute, non chiarisce, gira i tacchi e sorride alle tue spalle. Quel conflitto che ha appena imbastito gli o le serve come rampa di lancio per interrompere il contatto con te senza assumersi una vera responsabilità di quanto sta per accadere.

E qui inizia il secondo atto della sua strategia. Mentre tu resti a casa a ripercorrere la discussione, i toni, le possibili colpe, lui ha già ottenuto ciò che voleva: tempo, distanza, libertà di azione.

Un alibi per il suo comportamento

Se rileggiamo quel litigio, ci sono accuse vaghe, niente fatti precisi, tutto impossibile da verificare o confutare. Tutto questo siparietto non ha infatti lo scopo di spiegare, analizzare insieme, trovare una “quadra” nella relazione, ma serve solo a spostare il focus: non si parla più di ciò che è successo, di come siete voi ma di come sei tu. E naturalmente non vai bene. La sua sparizione è dunque una conseguenza del tuo comportamento, non una sua scelta.

E così finisce anche questo atto: sparizione e silenzio più assoluto e tombale.

Il conflitto serve a preparare il prossimo atto

Quando scompare, oltre a questo silenzio intorno che fa male quasi fisicamente, ti senti anche in colpa. Analizzi i tuoi comportamenti, ti concentri su eventuali sbagli che non riesci a comprendere fino in fondo anche perché il tuo istinto (mai sottovalutarlo!) ti accende dubbi che quel teatrino sia allestito per creare confusione emotiva ma non lo guardi, così come non guardi cosa sta facendo lui o lei durante la tua assenza.

Sta già recitando un altro atto. Ovviamente tu non avrai alcuna parte. Sei sparita di scena.

Il suo unico scopo era interrompere il contatto per giustificare giorni di assenza e silenzio senza dover spiegare nulla, senza dover rispondere a nessuno.

La funzione del litigio nella relazione tossica

Quando smetti di chiederti perché avete litigato e inizi a chiederti a cosa è servito quel litigio, il meccanismo si svela. E lì, finalmente, smetti di inseguire una logica che non è mai esistita. L’attore di questo teatrino, lui o lei che sia, non se ne va perché il rapporto è difficile. Rende il rapporto difficile per potersene andare.

Capirlo non serve a salvare la relazione. Serve a salvare te.

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Monica Landro

Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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