Costume e Società

“Il Respiro della Luce” di Corrado La Licata: “Fermiamoci a comprendere”!

Mancano pressappoco 6 giorni al tanto atteso Natale, quel periodo dell’anno in cui le città si riempiono di luci, vetrine e immagini scintillanti, e lo stesso durante il quale, spesso, ci soffermiamo a riflettere sui mesi che ci stiamo lasciando alle spalle. Dovrebbe essere un momento per riflettere su quanto fatto fino ad oggi, eppure si rivela essere puntualmente l’occasione perfetta per farci notare che viviamo in un mondo che corre troppo in fretta, dove, immersi nella fugacità del quotidiano, a malapena ci rendiamo conto di vivere una vita alla quale non prestiamo la men che minima attenzione. Ma d’altronde, lo diceva anche Antoine de Saint-Exupéry che:

Ciò che è essenziale è invisibile agli occhi

Guardare oltre tra le pagine de “Il Respiro della Luce”

In questo mondo definito “moderno”, infatti, siamo diventati eccessivamente rapidi, voraci, superficiali, e così il nostro sguardo. Trascorriamo le nostre giornate immersi in un flusso continuo di immagini che consumiamo in maniera passiva, senza neanche provare a capirle. Complice di questo, forse, la tecnologia, che avrà sicuramente moltiplicato le possibilità del vedere, ma ci ha resi ciechi a qualsiasi tipo di interpretazione e comprensione: si guarda molto, ma si osserva poco. Ed è in un contesto così iper-stimolato che dovremmo ricordarci, forse più spesso, dell’importanza di fermarsi di fronte a ciò che non capiamo e di riuscire a vedere quello che, a prima vista, sembriamo non scorgere.

Un po’ ciò che pare comunicarci Corrado La Licata con il suo primo libro Il Respiro della Luce, disponibile dallo scorso 25 novembre sulle piattaforme digitali e nei migliori store. Si tratta di un testo piuttosto particolare, perché esplora proprio quel sottile limite tra vedere e comprendere di cui vi parlavo poc’anzi, trasformando la fotografia in un linguaggio dell’anima. Non è un manuale, ma un’esperienza meditativa che guida verso una percezione più profonda: non l’occhio che cerca, ma la presenza che accoglie.

Copertina libro/Credit: web

Difatti, il libro, arricchito da sei fotografie, ciascuna delle quali accompagnata da riflessioni poetico-filosofiche, si sviluppa su contemplazioni e riflessioni riguardanti la fragilità e il potere intrinseco che il nostro sguardo possiede. Influenzato da autori come Rainer Maria Rilke e Lao-Tzu, il tono è essenziale, ipnotico, e le immagini in esso contenute cercano di instaurare un dialogo con l’inconscio visivo del lettore. Insomma, è una pausa che quelle pagine ci invitano a prendere, con l’augurio di poter porre un freno alla frenesia dell’età contemporanea, quelle stesse pagine che danno vita ad un testo da leggere e assaporare con calma, in silenzio, e soprattutto con attenzione!

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Monica Raeli

Nata a Noto, paesino della Sicilia Orientale, dove ogni giorno sapeva di sole, mare e granita alle mandorle. Si trasferisce a Milano nel 2005 per diventare pendolare, precaria e vivere quotidianamente di corsa. Insegna da 20 anni, nell’hinterland milanese, con passione, dedizione e spirito di sacrificio. Ama cucinare sorseggiando un buon bicchiere di vino, legge per rilassarsi e adora guardare tutti i tipi di film, ad eccezione degli horror. Quando può, viaggia alla scoperta di nuovi tramonti anche se non le piace prendere l’aereo. Fotografa ogni cosa, anche quelle che possono sembrare banali per poi chiedersi come mai la memoria del suo telefono sia sempre piena!

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