“Divino Amore” di Simone Messina: quando la danza si fa Vangelo di speranza (VIDEO)

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Divino Amore

Lo avevo già accennato, qualche giorno fa, all’interno del nostro #FOCUS di questa settimana e oggi torno a farci caso. Viviamo in un mondo che sembra essere, ormai, completamente privo di qualsiasi punto di riferimento. La nostra è una realtà alla continua ricerca di un senso, alimentata dal bisogno incessante di credere pur non riuscendo più a credere seriamente in nulla e finendo, contemporaneamente e in modo alquanto bizzarro, per credere alla qualunque. Quelli che erano i nostri modelli, perlomeno per la maggior parte, ora non ci sono più mentre altri, seppur spesso in maniera piuttosto maldestra, cercano inutilmente di prenderne il posto. E questo accade a livello politico, economico, sociale, culturale, letterario, umano e in qualsiasi altro ambito di vita, professionale o privato che sia.

Divino Amore/Credit:YouTube/DivinoAmore

Le tecnologie, poi, ci hanno insegnato a connetterci come mai prima d’ora, eppure abbiamo dimenticato il modo di entrare realmente in contatto con chi (e con ciò che) ci circonda. I mezzi di comunicazione amplificano la nostra voce, certo, ma la capacità di ascoltare pare venir meno di giorno in giorno. Insomma, la società contemporanea corre, produce e consuma qualsiasi cosa alla velocità di un battito di ciglia. Che si tratti di una vecchia scarpa o di un sentimento poco importa, fa lo stesso, perché a mancare sono ancore stabili, porti sicuri in un ambiente costantemente in balia delle correnti, qualcuno che ci aiuti a fare i conti con il peso delle nostre fragilità (che le si voglia vedere oppure no, tutti ne abbiamo).

In “Divino Amore” uno sguardo lucido sulla contemporaneità

Credit: foto per gentile concessione di Simone Messina

In un contesto del genere, quindi, l’arte viene ‘declassata’ a mero mezzo di intrattenimento, mentre la spiritualità si ricopre di vergogna, quasi fosse un ‘fatto privato’ da tenere nascosto ad ogni costo. Ed è qui che entra in scena Divino Amore di Simone Giovanni Messina, ballerino, coreografo e direttore artistico, nonché ideatore, di un’iniziativa che si propone come scopo quello di riportare l’attenzione sulla speranza, la fede e l’amore che siamo in grado di donare. Anche perché:

L’amore è la forza più umile, ma la più potente di cui il mondo dispone – Mahatma Gandhi

Difatti, il suo progetto non nasce unicamente per intrattenere un pubblico. Al contrario, prima di ogni altra cosa, vuole spingerlo a riflettere, con l’obiettivo di riuscire a restituire voce a ciò che, quotidianamente, viene soffocato nel silenzio attraverso un inaspettato connubio di danza e Credo che genera un sorprendente messaggio. “‘Divino Amore’ nasce per donare alle persone la speranza – afferma Messina -. Tramite la danza, la fede, le testimonianze e la parola di Dio possono arrivare al cuore di tutte quelle persone che si sentono emarginate, escluse e senza amore. Ho deciso di mettere a servizio di Dio il mio talento, coinvolgendo artisti che sentono il bisogno di esprimersi per gli altri e creare anche tra di loro un legame veritiero e di fratellanza che possa penetrare nei cuori e nella vita di chi vedrà ciò che abbiamo preparato.”

Un messaggio d’amore che si esprime attraverso la danza

In Divino Amore arte e spiritualità non competono, dunque, ma si completano. Le coreografie incarnano, infatti, i grandi temi del cammino cristiano: il perdono, la fraternità, la capacità di rialzarsi, la lode come atto di gratitudine. Ogni movimento diventa parola, ogni scena si tramuta in una relazione e ogni gesto in un possibile ritorno a se stessi. A tal proposito, Simone dichiara:

Credit: foto per gentile concessione di Simone Messina

La società mette Gesù all’ultimo posto. Se così non fosse, non ci sarebbero guerre, carestie, e non esisterebbe il male, che cerca sempre di insinuarsi nelle nostre vite, creando un’immagine distorta di noi stessi e dei doni che Dio ci ha conferito. Ci fa stare comodi e non ci fa vedere in faccia la realtà, ci riempie di menzogne. Siamo sempre alla ricerca di una felicità che non riusciamo mai a trovare. Ci fosse una volta che ci sentiamo seriamente soddisfatti. Vogliamo sempre di più, ma noi possiamo combattere tutto questo e uno dei modi per farlo è quello di tornare a credere, di donarci all’altro e di aiutare chi ci sta intorno, nemici inclusi amandoli e perdonandoli. In altre parole, possiamo essere felici se torniamo ad aprirci a Dio“.

Parole forti le sue, ma che non esprimono condanna. Anzi, ci restituiscono semplicemente uno sguardo lucido sul disagio del presente e ci invitano a seguire la direzione che per lui è la più giusta. E in effetti, Divino Amore vuole rispondere proprio all’odierna fame di senso e di amore, proponendo un linguaggio che tutti possono comprendere: quello del corpo, del movimento, dell’emozione condivisa.

Contatto e cura reciproca

La danza si fonde al credo e può diventare un mezzo, secondo Messina, per quell’uomo moderno perennemente in fuga e alla ricerca di una felicità inarrivabile. Ma non solo. Essa è punto di condivisione e di contatto, il che, in un’era dominata dall’individualismo, ci rammenta della cura reciproca e dell’incontro, fini verso i quali dovremmo protendere.

Da poco ho sentito parlare, inoltre, – aggiunge in proposito – di uno studio scientifico che avrebbe dimostrato come, aiutando una persona a noi cara, il nostro corpo rilasci dopamina. Un’ulteriore prova del fatto che siamo stati creati in maniera perfetta“.

Divino Amore/Credit: video per gentile concessione di Simone Messina

E questa è forse una delle intuizioni più potenti del progetto in quanto sottolinea come l’amore non sia soltanto un comandamento spirituale al quale doversi rifare, bensì un bisogno scritto nella nostra stessa biologia. Divino Amore, però, non vuole limitarsi ad essere un’esperienza estetica o un’emozione momentanea per coloro che vi assistono. Stando alle idee e alle convinzioni che animano Messina, la volontà è quella di dar vita ad un vero e proprio movimento, una comunità, che ambisca a risultati notevoli: “La visione futura del Divino Amore è raccontare, – spiega – tramite l’arte, la storia e la vita di Gesù. Spero che un giorno questo progetto abbia un sostegno economico importante, per aiutare non solo spiritualmente, ma anche e soprattutto concretamente le persone in difficoltà.”

La dimensione sociale dell’iniziativa

Qui si coglie la dimensione sociale dell’iniziativa, alla luce della quale l’arte diventa uno strumento per realizzare un cambiamento e il messaggio non resta uno slogan fine a se stesso, ma si concretizza in un’azione con un fine ben preciso, accompagnata dalla consapevolezza che qualsivoglia tipo di cambiamento non può essere imposto ma solamente accompagnato: “Il mio progetto mette un seme, – dice – poi è Dio che fa il resto.”

Logo/Credit: foto per gentile concessione di Simone Messina

D’altronde, già il simbolo di Divino Amore, un albero nato dal cuore e illuminato dallo Spirito, ne è un chiarissimo esempio dal momento che parla di radici, crescita e vita condivisa: “Divino Amore non è solo il mio progetto, è un dono per tutti: vi invito a farne parte, a diffonderlo, a crederci con me”, rivela Simone. E chissà, in un mondo in cui tanti si sentono soli, invisibili e magari feriti, forse ce n’è davvero bisogno!

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Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine ed EVA3000. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Attualmente, è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e caporedattore per L'Opinione.

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