Hai appena ricevuto i risultati dei tuoi esami medici. Il medico li guarda, e poi ti dice: “Lei ha un tumore in stadio avanzato. Incurabile.” Quale sarebbe la tua reazione? Shock. Paura. Sensazione di massima urgenza estrema. Inizieresti a cercare disperatamente qualsiasi possibilità di cura. Non è così? Ora, considera qualcosa di meno visibile, ma altrettanto mortale. Esiste un “cancro” che attacca il pensiero. Non uccide in pochi mesi. Consuma lentamente una vita intera. Come riconoscerlo?
Non è il fatto di avere convinzioni che ci danneggia, ma il non sapere perché le abbiamo — Bertrand Russell
Ebbene, i sintomi più comuni sono la frustrazione continua, una serie di scelte sbagliate ripetute, l’ostinazione nel portare avanti relazioni compromesse o la dissoluzione delle stesse, opportunità perdute, perpetuo senso di inadeguatezza e una purtroppo evidente limitazione della capacità di comprendere la realtà. Si chiama: Dislogia o Bias della Razionalità Limitata. È un deficit della struttura logica del pensiero ed è stato scientificamente individuato da Peter Wason, negli anni ’60. Philip N. Johnson-Laird negli anni ’80, ne ha descritto dettagliatamente gli effetti sui nostri modelli mentali. Riguarda la capacità del cervello e della mente, di esprimere appieno la facoltà dell’intelligenza. Affetta la qualità del processo del ragionamento.
Quando le operazioni logiche inferenziali non sono correttamente strutturate negli engrammi corticali, la mente, valuta e produce solamente:
Ma non è in grado di effettuare ragionamenti fondati, né di giungere a conclusioni attraverso processi dimostrabili. Ed è proprio sulle tue opinioni convincenti e sulle tue conclusioni plausibili, che costruisci la tua vita. Se la struttura dei tuoi engrammi corticali relativi alle operazioni logiche è difettosa:
Ed è così che costruisci la tua vita! Quella Dislogica, è una condizione invisibile, altamente diffusa, e profondamente sottovalutata.
È una carenza strutturale delle proprie competenze logiche-inferenziali. Ed è insita nel luogo dove ha origine il tuo stato esistenziale, il tuo pensiero. La componente di questo deficit definita Bias del Punto Cieco, ti impedisce di poter osservare su te stesso gli effetti devastanti di questo “cancro”. Ma ne subisci inconsciamente le conseguenze, nell’intero percorso della tua vita.
Se non padroneggi le operazioni logiche fondamentali:
Ogni cosa che studi e cerchi di apprendere, ogni valutazione e ogni scelta che fai, ogni decisione che prendi in ogni ambito — personale, professionale, economico, relazionale — poggia sulla struttura del tuo pensiero e della tua intelligenza. Se questa struttura non è correttamente formata, il tuo pensiero e la tua intelligenza, divengono inconsistenti. Una mente logicamente non strutturata diventa:
La Dislogia non riduce la capacità di acquisire nuove informazioni e apprendere nuove procedure algoritmiche, da ripetere e replicare poi a memoria, passo a passo, in un lavoro monotono. Riduce l’efficacia della comprensione, della valutazione e della produzione di nuova informazione e di nuovi algoritmi migliori di quelli appresi. Ecco perché è pericolosa:
Il Bias del Punto Cieco ti impedisce di percepire il tuo difetto strutturale. E continui a costruire scelte di vita su inferenze non formalmente fondate.
L’aspetto più sorprendente? La Dislogia è facilmente diagnosticabile. Bastano pochi minuti, c’è persino un semplice test online. Eppure, molte persone che scoprono di essere affette da questo gravissimo deficit logico-cognitivo non reagiscono immediatamente, restano interdette, quasi indifferenti. Come se questo grave allerta, non le riguardasse. Perché accade questo? È proprio qui che entra in gioco il Bias del Punto Cieco.
La nostra tendenza è quella di vedere i limiti cognitivi negli altri, di vedere solamente le cose che stanno al di fuori di noi, e non riusciamo ad osservare obiettivamente noi stessi. Questo, è uno dei meccanismi più potenti tra quelli sfruttati dall’ingegneria sociale. Ci rende ciechi, e proprio davanti alle evidenze più gravi e pericolose che ci riguardano. La domanda fondamentale è semplice: “Se scoprissi di avere un limite strutturale nel modo in cui analizzi, interpreti e ragioni, lo ignoreresti? O ti attiveresti tempestivamente per correggerlo?“
Chi resta fermo:
Chi evolve:
Non si tratta di sapere di più, di acquisire acriticamente e passivamente informazioni e algoritmi procedurali come troppo spesso avviene a scuola, all’università o al lavoro. Si tratta di scoprire:
La qualità dei tuoi processi di pensiero e di ragionamento, determina la qualità della tua vita. Non otterrai un miglioramento superficiale. Ma una ristrutturazione cognitiva. L’intelligenza è una risorsa fondamentale. La struttura logica del pensiero e del ragionamento, determina se questa tua risorsa produce valore o errore sistematico. Chi compie questo passaggio non ragiona solo meglio, ma diventa:
Se siete curiosi di leggere le precedenti rubriche di “Tra Le Righe”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
La dislogia odierna e il bias che ci impedisce di comprendere di non saper ragionare – L’Opinione
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