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Quando tutto è perfetto troppo in fretta: love bombing, il primo passo della relazione tossica

C’è un momento, all’inizio di certe relazioni, in cui tutto appare incredibilmente semplice e naturale. Inevitabile. Le conversazioni scorrono naturalmente e senza sosta, le affinità si moltiplicano con una precisione millimetrica: stessi gusti, stessi valori, stessi sogni. Quasi subito uno dei due pronuncia una di queste frasi:

Mi sembra di conoscerti da sempre.
Ci dobbiamo essere già conosciuti in una vita precedente.
Ti aspetto da una vita.

Non è solo attrazione quella che si sente: è riconoscimento, è casa. Eppure, quando tutto è perfetto troppo in fretta, non è il destino che corre ma è qualcuno che sta accelerando.

Love bombing: il primo segnale della relazione tossica

Quella pioggia di attenzioni, messaggi, parole profonde, promesse appena accennate ma già potentissime non sono amore che nasce ma amore che viene messo in scena. Ed entrambi, magari uno dei due consapevolmente, l’altro meno, hanno davvero bisogno di quel “film” che stanno per iniziare a girare.

Il love bombing (cioè il bombardamento d’amore) è uno dei primi segnali di una relazione tossica: una strategia che crea un legame rapido, intenso, totalizzante che non avviene attraverso la conoscenza reciproca, ma attraverso un’accelerazione emotiva. In sostanza non è il cervello che riconosce una compatibilità reale ma è il cuore che reagisce a qualcosa che gli è già familiare. Durante questo periodo c’è tutto: presenza, ascolto, curiosità, domande su domande. L’altro è davvero al centro del mondo. E per entrambi si apre la porta della relazione tossica in cui da una parte una persona manipola, dall’altra una persona empatizza perché entrambi è quello che sanno fare. Ma perché accade?

Il manipolatore: perché crea relazioni tossiche

Ridurre il manipolatore a una figura grottesca o semplicemente al “cattivo” sarebbe un errore. Non è solo calcolo, non è solo freddezza. È, prima di tutto mancanza di un’identità stabile, di un senso interno di valore. È qualcuno che ha bisogno dello sguardo dell’altro per sentirsi reale, consistente, vivo. Non cerca amore nel senso proprio del termine: cerca conferma, ammirazione, presenza costante. E per ottenerle, costruisce relazioni con chiunque gli dia queste sensazioni e non si chiede se sono legami autentici. Ecco perchè attiva il love bombing. E’ un modo per attivare il legame emotivo in fretta, per assicurarsi una fonte da cui attingere e colmare quella mancanza che gli fa davvero male.

La persona empatica: perché cade nel love bombing

Dall’altra parte non c’è debolezza, c’è solo una grande apertura. La persona empatica sente tutto profondamente e si connette con facilità. Non ha paura dell’intensità, anzi, la riconosce come qualcosa di autentico e in quell’eccesso di sentimento che le “esplode” nel cuore, crede di avere trovato finalmente qualcuno che possa davvero capirla. Ma anche questa faccia della medaglia della relazione tossica ha un punto debole. Di là la mancanza da colmare; di qua il bisogno di essere scelta, vista, riconosciuta fino in fondo.

Entrambi hanno ferite profonde. Entrambi pensano che l’altro possa finalmente guarirle.

Compatibilità emotiva: il collante di manipolatore e empatico

Questa strada che ci sembra finalmente averci portato alla persona che cercavamo, non è un caso, non è fortuna e no, non è destino: è compatibilità emotiva. Il manipolatore offre esattamente ciò che l’empatico desidera: attenzione, intensità, centralità. L’empatico offre esattamente ciò di cui il manipolatore si nutre: presenza, ascolto, dedizione. È un incastro perfetto. Ma non sano.

Vuoi davvero mangiare in quel piatto?

È qui che nasce l’equivoco più stravolgente. Quella sensazione di unicità, di connessione immediata, di incastro perfetto… viene interpretata come la conferma che questa volta è amore vero. Ma ciò che sembra naturale, spesso è costruito. Costruito su mancanze e bisogni. È come avere fame e mangiare il primo piatto che trovi davanti. Non perché sia quello che desideri davvero, ma perché hai bisogno di nutrirti subito.

Il problema è che la fame non è amore. E ciò che scegli per bisogno, raramente è ciò che avresti scelto da “intero”. Il vero “alimento” oppure chiamiamola pure la vera anima gemella, la incontriamo nel tempo, la scopriamo piano piano e senza urgenza. Mancanze e bisogni, li dobbiamo risolvere da soli, se non vogliamo mangiare dentro il primo piatto che arriva.

Non è amore vero: è riconoscimento tra ferite

E allora forse la domanda da farsi non è “perché sono caduto o caduta dentro una relazione così?”, ma un’altra, più scomoda: e se quello che mi sembrava amore non fosse stato amore… ma il punto esatto in cui le tue ferite hanno incontrato le sue?

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Inganni d’Amore”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Monica Landro

Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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