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L’amore non ti deve costare la pace

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L’amore non deve costarti la pace interiore. Lasciare un uomo che ami può essere un atto di forza e consapevolezza, non una sconfitta. Ecco perché andarsene è una scelta di libertà.

In una relazione amorosa c’è una convinzione silenziosa che molte persone portano dentro: se resto, vuol dire che amo davvero. Se sopporto, se comprendo, se aspetto che cambi, allora il mio sentimento è autentico. Ma restare non è sempre una prova d’amore: a volte è solo paura. Restare può essere più semplice di quanto sembri: si resta per abitudine, per attaccamento, per timore del vuoto. Si resta perché l’idea di perdere la persona che si ama sembra più insopportabile dell’idea di perdere se stesse.

Andarsene, invece, è uno strappo, non solo dalla persona, ma dall’immagine di futuro che avevi costruito.

Ed è qui che molti si fermano.

Il coraggio che non si vede

Lasciare una persona che ami davvero non è un gesto impulsivo. È una decisione che attraversa notti insonni, giustificazioni inaccettabili, tentativi di resistere ancora un po’. Non te ne vai perché non provi più nulla. Te ne vai quando capisci che l’amore non può chiederti di adattarti al punto da spezzarti in silenzio.

Andarsene significa affrontare la paura di restare soli, il vuoto delle abitudini interrotte, il dubbio di avere sbagliato, la tentazione di tornare indietro.

È una guerra invisibile, e non ha applausi ma solo solitudine e lacrime. E’ una guerra contro il bisogno di essere scelta a qualsiasi costo, contro l’idea che valga più la sua presenza della tua serenità. E ci vuole coraggio per farlo.

Non è mancanza d’amore: è protezione

Molte persone, dopo aver lasciato la persona che pensavano di amare sopra ogni cosa devono fare uno sforzo straordinario: mettere se stesse proprio sopra quella persona lì. Spesso sentono ancora amore per l’altro o l’altra ma sentono anche che non ce la fanno proprio più. E’ una forma di protezione atavica, un istinto che prima o poi spinge e deve uscire. A volte può spaventare, ma solo perché non si è abituati ad essere la priorità di se stessi e non si sa bene come procedere.

Scegliersi è destabilizzante

Restare dentro una dinamica che conosci, anche se ti fa male, è prevedibile. Il dolore, quando diventa familiare, rassicura più dell’ignoto. Andarsene rompe il copione. Significa dire:

“Questo non mi basta più”
“Non posso davvero volere questo per la mia vita!”

Ed è qui che cambia tutto. Perché quando smetti di inseguire, accade qualcosa di strutturale: torni al centro della tua vita. Non cerchi più di essere scelta. Inizi a scegliere.

Riuscire a restare centrati!

Dopo uno strappo del genere da quella relazione, non è l’altra persona il centro del discorso. Non interessa più se tornerà, se capirà, se si pentirà, se ti penserà. Interessa imparare a restare fermi, interi, lasciando che sia chi ti vuole davvero a camminare verso di te. E non importa se senti di amarlo o amarla ancora perché si tratta solo di un inganno. L’inganno che ti faceva credere che l’amore dovesse costarti la pace.

E la pace non è un dettaglio. È il confine minimo sotto il quale non dovrai mai più scendere!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Inganni d’Amore”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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