Il terrore più grande non è ciò che vediamo, ma ciò che immaginiamo — Stephen King
La scorsa settimana ci siamo concentrati sulla prima ovariectomia della Storia e sulla vicenda di Jane Todd Crawford. Quest’oggi, invece, volendo rimanere in tema di “squarci” e “tagli”, si fa per dire, parleremo con mio immenso piacere dell’imminente arrivo nelle sale di Scream 7, atteso nei cinema italiani domani (mercoledì 25 febbraio), mentre in quelli statunitensi approderà soltanto giovedì, e della vicenda che ha ispirato la genesi dell’amatissima saga.
Difatti, la lunga serie di film dell’orrore pare ormai essere pronta a compiere un ciclo che si potrebbe definire quasi perfetto. Ritroveremo la storica protagonista Sidney Prescott (interpretata da Neve Campbell), e questa volta, oltre a dover affrontare a viso aperto l’ultra-emulato killer Ghostface, la donna dovrà mettercela tutta per tenere lontane dalle grinfie del temibile assassino la vita e la famiglia che è finalmente riuscita a costruire, proteggendo sua figlia (interpretata da Isabel May) ad ogni costo. Beh, seppur con qualche accenno di differenza, sembra che all’apparenza non ci sia nulla di nuovo. Anzi, sembrerebbe trattarsi della solita trama che, di anno in anno, ci ha abituati a dinamiche piuttosto simili tra loro.
Ciò nonostante, si tratta pur sempre di quelle medesime dinamiche che ci hanno permesso di affezionarci, nel bene o nel male, a personaggi divenuti veri e propri volti cult del cinema horror contemporaneo. Ma quanto c’è di vero in ciò che le pellicole ci mostrano? E soprattutto, quei personaggi sono realmente esistiti? Ebbene, per quanto strano possa sembrare, un fondo di verità c’è sempre, ovunque, persino nel mondo di Ghostface!
Per chi non lo sapesse, sin dal film originale del 1996, Scream ha continuamente giocato con la nozione di “storia vera” entro i confini del genere horror. È innegabile, infatti, che il primo capitolo abbia parzialmente preso ispirazione dal clima di paura generato dai crimini del serial killer Danny Rolling, noto come il Gainesville Ripper che negli anni ’90 uccise cinque studenti universitari in Florida, e che quella atmosfera abbia contribuito alla creazione di un antagonista del tutto nuovo nel panorama cinematografico dell’epoca. Ciò che più spaventava, e che ha caratterizzato maggiormente il nemico di Sidney, era frutto di un’idea diffusa e alimentata dai media secondo la quale il criminale colpisse esclusivamente persone giovani, entrasse nelle case e potesse in senso letterale “essere chiunque”.
La sensazione generale di insicurezza quotidiana, dunque, ha aiutato parecchio gli sceneggiatori a costruire l’immaginario dei fatti di Woodsboro e di quelli che vi hanno fatto seguito. Tuttavia, è importante precisare che Ghostface non è la trasposizione fedele sul grande schermo di Danny Rolling o di un altro criminale, dal momento che non esiste un assassino reale con quella maschera e quella storia specifica, e che tutti i personaggi (e le relative trame) sono pure invenzioni narrative. La connessione con gli eventi reali riguarda solo l’ambientazione psicologica. In altre parole, è come se Scream 7 esplorasse un timore collettivo, più che un fatto di cronaca nera: la paura di veder tornare un passato traumatico dentro la nostra quotidianità, qui rappresentata dal ritorno perpetuo di Ghostface.
E chissà, magari è proprio per questo che la saga continua a catturare la nostra attenzione, poiché ogni nuovo capitolo potrebbe tranquillamente fungere da specchio per le nostre paure. Se nel 1996 il pubblico era pronto per un horror autoconsapevole, oggi la tensione sfiorerebbe delle corde ben più intime come la protezione della famiglia, il confronto con il proprio passato e la voglia di non voler più fuggire di fronte agli incubi, che sia dentro o fuori dallo schermo.
E perché no, forse assistere a Ghostface (o al suo ennesimo emulatore) che miete vittime in quel mondo fittizio, ci rammenta che nella realtà il brivido più forte spesso nasce non dal vedere un mostro o qualcosa di mostruoso, ma dal riconoscere quanto quel mostro e quel qualcosa di mostruoso possano essere più simili a noi o alle nostre peggiori paure di quanto oseremmo mai immaginare!
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