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“Un inganno di troppo”, il thriller di Harlan Coben ci mostra il mondo della menzogna

La bara di Joe toccò il fondo della fossa con un tonfo che risuonò a lungo nell’aria immobile. Judith si appoggiò a Maya con un gemito di dolore. Maya mantenne il suo portamento militare: testa alta, schiena dritta, spalle indietro – [Estratto dal libro]

Maya Burkett è distrutta dal dolore, del resto l’amore della sua vita e padre di sua figlia, Joe Burkett, è morto, ucciso a Central Park qualche giorno prima (oltretutto proprio davanti ai suoi occhi). Devastata, la donna non sa a cosa appigliarsi, ma lo fa appoggiando il cuore a Lily, sua figlia prediletta, e gettandosi sul lavoro. È proprio grazie a un portafoto con una telecamera nascosta, che le regala la sua migliore amica Eileen per dare un’occhiata alla tata di Lily quando lei non c’è, che scopre una cosa raccapricciante: un uomo entra in casa, va dalla figlia e la abbraccia. Quell’uomo si volta, si vede solo una parte di viso ma è… Joe. Così parte Un inganno di troppo di Harlan Coben.

“Un inganno di troppo”, sono davvero in tanti alla ricerca della verità

“Un inganno di troppo”, copertina/Credit: web

E chi non ha segreti: viene da chiedere. Be’, magari non come quelli che vengono fuori grazie a Maya, che è motivata dalla rabbia e dal dolore. Lei, che è un’ex soldatessa traumatizzata e congedata in seguito a uno scandalo militare – con tanto di video in rete, diffuso dall’hacker Corey, che dimostra che lei uccise in missione anche dei civili –, è bella tosta e non vuole lasciare nulla al caso. E alla fine quella che sembrava solo una tragedia assume contorni meno definiti, meno nitidi. Del resto, nelle famiglie ricche – e quella dei Burkett lo è – ci sono sempre degli scheletri che è meglio che restino negli armadi, pena la perdita di tutto. Denaro, sì, ma anche credibilità. In quella che è l’azienda legata al settore farmaceutico gestita dalla family, ci sono dei nodi, ma c’è di più.

La sorella di Maya, Claire, lavorava proprio al fianco di Joe e, qualche mese prima della morte dell’uomo, venne uccisa. Un caso? Per Maya, assolutamente no. Quindi i delitti su cui scavare sono sostanzialmente due. Due morti. Due pozze di sangue. Due famiglie distrutte.

Insomma, il libro riesce a tenere alta l’attenzione a furia di colpi di scena pazzeschi, di quelli che tengono con il naso sul libro fino alla fine. Coben, re del thriller, è bravissimo a unire tutti i punti: si basa proprio sulla progressiva connessione tra la morte di Joe, quella di Claire, il passato militare di Maya e i segreti della famiglia Burkett.  

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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