/

“Piccoli fantasmi” di Gregg Dunnett: uno stupro, il dolore di una famiglia e un ritorno dall’aldilà

2 mins read

È facile evocare gli spiriti, difficile congedarli – proverbio antico

Una famiglia rotta, che ha smarrito il suo collante. Due genitori distanti, troppo distanti, lontani come solo certe tragedie sanno dividere. E un figlio, Gale, che è rimasto indietro con la testa. Con i pensieri. Che non sa andare avanti. Ha solo 10 anni, il piccolo, la stessa età che aveva la sua sorella maggiore Layla quando, due anni prima, è stata rapita, violentata e uccisa. Uno sconosciuto. Un colpevole che non ha ricevuto pena per quell’abominio. Per quella morte così brutta, malvagia. Ma non tutti sanno che Layla c’è, è rimasta sotto forma di spirito per farsi vedere proprio da Gale. Il suo fratellino. Piccoli fantasmi di Gregg Dunnett è proprio una storia con al centro un’anima in pena che non può andare avanti.

Piccoli fantasmi: Gale la vede, ma pensa sia il suo inconscio

Non è facile per un ragazzino chiuso in se stesso pensare “oh, bene, vedo mia sorella morta”. È molto più facile credere alla consulente del lutto che vede una volta alla settimana: sei tu, tesoro (gli dice), perché non riesci a lasciarla andare dai tuoi pensieri. Ma se non fosse così? E Gale la vedesse perché lei, morta in maniera brutale e violenta, fosse “ferma”, cristallizzata in una vita che non le appartiene più? Un giorno, tutto ciò diventa chiaro e i due fratelli ne parlano apertamente. Layla rimarrà perché il suo assassino stupratore è lì fuori, pericolo per altri e altre come lei. Anime pure. Al momento sbagliato e nel posto sbagliato.

Layla e Gale devono lavorare da soli. Chi potrebbe credere al ragazzino? E come può fare Layla a dare un nome che non conosce? Se ci si aggiunge il fatto che qui, in Piccoli fantasmi, gli spettri non possono vagare ovunque e fare di tutto (vi ricordate Ghost?) capiamo tutta la difficoltà insita nell’impresa. Dovranno mettere insieme tutto, collegare tutti i dettagli. Lui, il mostro, aveva una cantina. E dei serpenti. Ah, e un cuore marcio. Ma il colpo di scena arriva a metà libro quindi il vero perché non è “chi è il mostro?” ma “Come faranno i ragazzi a dimostrarlo”? E soprattutto: Gale è in pericolo?

Sulla scia di “Amabili resti”: un thriller dal sapore agrodolce sull’addio mancato

Layla sarà per il fratello come un Angelo custode. Nonostante i limiti della sua condizione, e la sofferenza che si porta dietro la sua anima, sarà per il sangue del suo sangue riparo e dolcezza, porto sicuro. Ed è proprio qui la parte veramente agrodolce: l’amore che spesso pensiamo continui ad arrivarci dai nostri cari andati “oltre” ci fa credere a libri come questo. Ci fa credere in Layla che lotta, da morta, per Gale. E per fare sì che la sua famiglia riesca a superare la sua morte.

Insomma, bello, non noioso, molto triste e molto dolce al tempo stesso. Chiunque abbia letto Amabili Resti sa che questo tipo di libri resta dentro come un tatuaggio. Sì, perché chiunque di noi spera che i mostri di bambini vengano presi ma non solo. Anzi, anche perché ci restituisce l’idea che “il dopo” sia dolce e che la morte sia solo un passaggio per un’eternità serena. E scusate se è poco.

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Rotte Letterarie”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

Leggi anche:

“Love, Mom”: vuoi sapere un segreto? Il thriller che scruta le tenebre dell’anima – L’Opinione

“L’insegnante” di Freida McFadden, il thriller dove il male si aggira tra i corridoi scolastici

“L’inquilina” di Freida McFadden, un thriller da 50 milioni di copie vendute nel mondo

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

2 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

ASI Autogiro d’Italia 2026, meno di trenta giorni alla partenza della “Via delle Acque”

Next Story

Aggressione in crociera, ma la giustizia rimane a terra: la battaglia della 21enne torinese

Latest from Blog