Che Chiara Ferragni fosse abituata a vivere la propria vita sotto la luce costante dei riflettori non è di certo una novità. Tuttavia, che quella sempiterna e non richiesta soap-opera sulla sua vita, scritta, diretta e autoprodotta nientemeno che dalla protagonista, potesse giungere ad un colpo di scena, forse, nemmeno lei lo avrebbe mai sperato. E così, dai red carpet (inter-)nazionali si è passati, in men che non si dica, alle porte del Palazzo di Giustizia di Milano, giusto il tempo di uno di quei click attorno ai quali la sua esistenza si è forgiata, dove l’influencer italiana per antonomasia dovrà rispondere del reato di ‘truffa aggravata’.
Insomma, un “cliffhanger” che tutti oramai conosciamo come il “Pandoro-Gate” e che neppure Mark Caltagirone avrebbe osato mettere in scena!
La fama è una maschera che mangia la faccia
Queste le parole che il noto romanziere, poeta, saggista e critico letterario statunitense John Updike una volta disse e la Ferragni sembrerebbe saperne abbondantemente a riguardo. D’altronde, è stata proprio lei quella che da imprenditrice all’apice del successo si è ritrovata ad essere piccola fiammiferaia di quartiere, con un impero in rovina alle spalle e una narrazione glitterata che non impressiona più nessuno. Anzi, stando ai più recenti sviluppi, quella stessa narrazione oggi farebbe impressione punto e basta!
Non a caso, da quel feed raffigurante una vita sensazionale, a cui, ammettiamolo, ci eravamo abituati, ne sarebbero passati di atti giudiziari sotto i ponti! Scherzi a parte, in seguito alle indagini, che parlerebbero di 2, 2 milioni di euro di profitto illecito per lei, la Procura ha chiesto un anno e otto mesi di reclusione, una richiesta di condanna alla quale Chiara avrebbe ben pensato di far fronte con la ‘buona fede‘. La medesima, magari, di tutti quelli che, un paio di anni fa, hanno acquistato il suo pandoro nella speranza, risultata poi vana, che quei soldi sarebbero realmente andati in beneficenza. Una beneficenza che, si sa, rappresenta sempre un terreno scivoloso, soprattutto quando si fonde con il brand, il marketing e l’autocelebrazione!
Che poi, a dirla tutta, il punto non è neanche stabilire adesso se Chiara Ferragni sia colpevole, innocente, mal consigliata, una povera ingenua o semplicemente una vittima, a tratti inconsapevole, del suo stesso brand. Questo lo deciderà la magistratura. Il vero aspetto da non sottovalutare è che, per l’ennesima volta, ci ritroviamo impotenti davanti allo spettacolo più tipico della modernità: la collisione tra l’influencer–economy e la realtà vera. Quella con i tribunali veri. I magistrati veri. E conseguenze vere.
Perché il confine tra marketing e morale è sottile, sicuramente molto più sottile di qualsivoglia tipo di filtro a cui Santa Chiara da Instagram ci ha abituati. Così come la beneficenza, per definizione, non dovrebbe richiedere un packaging rosa e un reel emozionale per risultare credibile. Se ne necessita, allora, a mio avviso, c’è qualcosa che non torna. E il fatto che la protagonista abbia già sborsato 3,4 milioni di euro in donazioni per chiudere la questione amministrativa, alla vigilia del processo, assomiglia a qualcosa di lodevolmente furbo.
La prossima udienza si terrà il 19 dicembre. Chissà, forse più che sponsorizzare candele, farebbe prima e meglio ad accendere un cero alla Madonna, non sia mai che, in prossimità delle festività natalizie, possa accadere un miracolo. IT’S GONNA BE INCREDIBLE!
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite de “L’irriverente”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
Influencer, il declino di Chiara Ferragni segna l’inizio della fine di un’era? – L’Opinione
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
Nell'Abbazia di San Galgano (Siena) si rinnova l'appuntamento con il musical. Questa sera, giovedì 27…
C’è una parola che pesa più della disabilità stessa: pregiudizio. È lì che nasce l’equivoco, l’idea…
Chi giace nella mia bara? Edith Phillips non vede sua sorella gemella Margaret da quasi…
Questa settimana avrei potuto parlarvi della fantomatica docu-serie dedicata a Rita De Crescenzo, quella che…
L'uso dell'intelligenza artificiale pervade ormai quasi ogni branca del sapere umano, poteva mai restare escluso…
Principi, rappresentanti delle grandi casate europee, imprenditori ed esponenti del mondo culturale e della società…
View Comments