Fino a poche settimane fa ci ripetevano che l’Hantavirus avrebbe messo in ginocchio l’intero pianeta in un batter di ciglia, ma qui, a ben guardare, la sola che non gode affatto di buona salute sembra proprio essere la nostra amata televisione nostrana. Aggrappata a format riesumati dal passato nemmeno fosse una Selvaggia Lucarelli qualunque avvinghiata al groppone del Biscione, tra idee riciclate ad una frequenza addirittura maggiore di quella con cui la maggior parte di noi cambia la propria biancheria intima, opinionisti di incerto valore e dubbio spessore promossi senza ovvie ragioni a conduttori e una creatività che è ormai andata letteralmente a farsi benedire, il grande motore dell’intrattenimento procederebbe a ruota libera, o meglio, unicamente con La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti che, per non farsi mancare niente, ha ben pensato di mangiarsi anche buona parte della prima serata.
Un tempo, in effetti, esisteva il prime time e si chiamava così perché cominciava, per l’appunto, in prima serata. Oggi, invece, arriva quando la metà dei telespettatori è già andata a dormire. Per carità, non che ci si perda qualcosa, in fondo, le offerte non mi pare siano delle migliori, eppure devo ammettere che, anziché riproporre gli stessi programmi ai limiti dello sfinimento, un ventaglio più variegato di trasmissioni a disposizione potrebbe essere una soluzione decisamente più che ottimale.
Peccato solo, però, che i vertici di Mediaset, per citare un caso visto che pare si verifichino situazioni analoghe persino sulla rete ammiraglia di Mamma Rai, preferirebbero allungare all’inverosimile, neanche si trattasse di quel fantomatico brodo per cui le Star odierne non risultano affatto buone, il nuovo gioco di Canale 5 dello Zio Gerry continua ad andare in rotazione e lo farà per tutta l’estate, perché, si sa, finché la ruota gira, parafrasando un famosissimo testo di Orietta Berti, lasciamola girare!
Sfortunatamente, a girare non sono soltanto le ruote e men che meno la buona sorte, ma le balls di chi come me, tra uno spot pubblicitario e l’altro, è costretto ad assistere all’ennesimo spettacolo trito e ritrito spacciato, per giunta, per assoluta novità. Il programma funzionerà pure e nessuno intende negarlo, ma sarebbe altrettanto bello godersi, almeno per una volta, una prima serata che sia tale, e perché no, magari perfino con qualcosa di decente da vedere.
Ora, non so cosa ne pensiate voi, io capisco che il tracollo dell’intrattenimento e la necessità di dover riempire il palinsesto la facciano da padroni, ma spremere fino all’osso un appuntamento indubbiamente di successo, che dovrebbe accompagnare il pubblico verso la serata e che finisce per divenire esso stesso la serata, fa quasi venire il dubbio che il vero quiz della serata non sia più quello della Ruota, ma il resistere svegli fino alla fine. Anche perché, come diceva il filosofo e politologo John Stuart Mill:
La novità piace perché ci libera dalla tirannia dell’abitudine
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