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Nessy Guerra, donna e madre italiana, intrappolata da tre anni in Egitto: dov’è lo Stato?

La misura della civiltà di un Paese si vede da come tratta i suoi cittadini più deboli

Così ripeteva, forse in tempi ancora non sospetti, un Nelson Mandela che certamente non poteva sapere che i suoi insegnamenti, in un futuro non così lontano dal suo tempo, sarebbero stati tutti deliberatamente e scientemente ignorati. Ogni vicenda che sconvolge il mondo odierno, in fondo, ne è una chiara ed innegabile dimostrazione. Basti pensare ai capricci sulla Groenlandia avanzati da Donald Trump, disposto a mettere da parte amici ed alleati per paura, almeno ufficialmente, di un nemico che potrebbe non arrivare mai. Oppure alla brutale repressione attualmente in atto in Iran, dove, a causa del blackout di internet, nessuno sa cosa stia accadendo e sicuramente non sarà nulla di buono. O che ne so, all’inconcepibile silenzio di Giorgia Meloni dinanzi al caso di Nessy Guerra e di sua figlia, attualmente bloccate in Egitto senza alcuna possibilità, per il momento, di far ritorno in Italia!

I tre anni di silenzio e l’immobilismo del governo sul caso di Nessy Guerra

Nessy è una donna italiana e una madre, con una bambina piccola al seguito, costretta a vivere nascosta al Cairo quasi fosse una latitante. Peccato solo, però, che non lo sia per davvero, perché altrimenti, un po’ come nel caso del torturatore ricercato Nijeem Osama Almasri, il nostro Esecutivo l’avrebbe riportata immediatamente a casa con un volo di Stato! Difatti, Nessy è “soltanto” una di quelle tante donne, l’ennesima di una lunga lista non ancora terminata, che hanno avuto la sfortuna di conoscere l’uomo sbagliato e di riporre fiducia in istituzioni che sembrano avere a cuore tutto fuorché il bene dei cittadini che sono chiamate a rappresentare.

Trasferitasi in Egitto con il marito, ha passato gli ultimi tre anni circa a chiedere aiuto per se stessa e per la bimba, un grido di disperazione che, tutt’ora, è rimasto inascoltato. In seguito al naufragio della sua relazione con il consorte, infatti, ha ricevuto accuse di adulterio e prostituzione, che nel Paese del Nord Africa si configurano come “reati penali”, gli stessi per i quali è stata arrestata, le è stato impedito di risbarcare in patria e si è vista costretta a cambiare casa per ben sette volte, oltre che a vivere nell’ombra per paura che le venga portata via pure la sola ed unica cosa bella che le è rimasta: sua figlia!

Dove sono le istituzioni?

Insomma, una vicenda a cui, fino a poco tempo fa, eravamo abituati ad assistere solamente nelle migliori pellicole cinematografiche e che mai avremmo pensato potesse riguardare una nostra connazionale. Eppure, in molti sono a conoscenza della situazione. Lo hanno raccontato Le Iene. Oggi sono io a farlo. I familiari hanno diffuso quanto più potevano la notizia. Persino la Farnesina e i ministri sono stati informati. O almeno, questo è ciò che riferiscono. E allora, mi chiedo, dove sono le istituzioni italiane?

Che fine ha fatto il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo le dichiarazioni di rito, quelle buone giusto per un comunicato di facciata o per dare l’impressione di star facendo realmente qualcosa, perché nei fatti non servono proprio ad un bel niente?!? Ciò nonostante risulta che già nel maggio 2025 fosse stato informato, o magari, al pari di quel diritto internazionale che in questi mesi è sempre più sulla bocca di tutti e nel cuore di nessuno, le sue competenze valgono, per citare le sue stesse parole, “fino ad un certo punto“? Dopotutto, siamo a metà gennaio 2026 e Nessy è ancora là, impaurita, bloccata e nascosta chissà in quale luogo.

Giorgia Meloni: da slogan identitario a presenza sfumata nel rumore del presente

E che dire del Presidente del Consiglio? Dov’è GIORGIA, colei che ha il coraggio di presentarsi come MADRE, DONNA che rivendica la difesa dei bambini e CRISTIANA che richiama, anche quando non le viene richiesto, quei cosiddetti valori di cui, poi, pare non far tesoro né testamento? Che fine ha fatto? Tra un brindisi di auguri in Giappone e una gita a Mar-a-lago di anni a disposizione per fare qualcosa in merito ne ha avuti TRE!

Non so cosa ne pensiate voi, m qui ci sono una bambina italiana e una madre italiana, in una situazione di pericolo concreto. Perché non si fa nulla? Perché non ci sono dichiarazioni in merito? Dove sono le azioni e le strategie da mettere in campo? O quelle valgono soltanto quando si tratta di fare bella figura di fronte ai propri elettori? Sarai stata anche votata solamente dal 28% degli aventi diritto al voto, ma ricordati, cara Giorgia Meloni, che hai il dovere di rappresentare TUTTI gli italiani, nessuno escluso!

Non si può scegliere chi difendere!

D’altronde, Nessy non chiede nient’altro che un intervento a livello politico. Per carità, capisco che non sia una figura “utile” alla propaganda attuale (sebbene, per certi versi, seppur non a suo vantaggio, potrebbe esserne un chiaro emblema) o che la diplomazia, quella VERA, sia qualcosa che può spaventare i nostri governanti, ma non ci vuole di certo uno statista per comprendere che non si può lasciare sola una cittadina italiana in balia di un sistema giudiziario che non riconosce i diritti che qui in Italia diamo per scontati.

Uno Stato non è tale se sceglie chi difendere in base alla convenienza. Anzi, uno Stato protegge tutti oppure smette di raccontarsi come patria. Perciò, quando torneranno a casa Nessy e sua figlia? Chi si assume la responsabilità di questo immobilismo? Quanto vale, oggi, essere cittadina italiana all’estero Perché se la risposta è “dipende”, allora il problema non è l’Egitto. Il problema siamo noi!!!

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Leggi anche:

“Cara Giorgia Meloni, ti scrivo”, così parliamo un po’: “Quand’è che scenderemo a patti con la realtà anziché continuare a negare l’evidenza”? – L’Opinione

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Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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