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“Non mentire”, il thriller di Freida McFadden che lascia col fiato sospeso!

Dopotutto, mia madre diceva sempre che l’unico modo per cui due persone possono mantenere un segreto è che una delle due sia morta

Tricia ed Ethan si sono appena sposati e stanno cercando una casa. Sì, insomma, un nido solo loro per poter mettere su famiglia. Si conoscono da poco – non dovrebbe essere legale sposare una persona che si conosce solo da una manciata di mesi, ma a ognuno il suo – ma sono innamorati pazzi. Soprattutto pazzi, perché se i fiori d’arancio arrivano quando dell’altra persona non sai nulla, o quasi nulla, be’, non ti puoi certo aspettare che non ci siano scheletri nell’armadio, eh. Sarò pessimista io, ma questa situazione era un pochetto, ehm, pericolosa sin dall’inizio. Un ottimo incipit per un thriller. Ma siccome si parla di Freida McFadden, nulla è come sembra: in Non mentire si è persino superata.

“Non mentire”: la ricerca di una casa che porta a un posto sperduto

Allora, abbiamo detto che i novelli sposi sono alla ricerca di una home, sweet home. La casa perfetta esiste? Per come la vedo io, forse sì, ma non è certo sperduta nel bosco nel bel mezzo di una bufera di neve. I coniugi, però, si recano a vedere una villa isolata proprio durante una bella nevicata. La casa è bella, per carità, anzi, bellissima; enorme e rifinita, sembra un castello. Ma le condizioni non aiutano? Quando poi arrivano, prima della loro agente, e rimangono bloccati dentro, tutto si fa ancora più cupo e tenebroso.

La dimora della psichiatra Adrienne, scomparsa

La meravigliosa villa altro non è, come Ethan e Tricia scoprono presto, che la casa disabitata di una psichiatra, Adrienne Hale, scomparsa nel nulla anni prima. Ne parlarono tutti i telegiornali, del resto Adrienne era famosa anche per aver scritto un best seller, ma il suo corpo non venne mai ritrovato. No corpo, no reato: non è così che funziona? Però c’è da dire che rimanere bloccati nella casa di una persona sicuramente morta non è una gran bella cosa. Tricia è nel panico più totale. Ethan mantiene la calma, perso nella bellezza della villa, ma deve ammettere che il fatto che sembra che qualcuno ci abbia fatto visita qualche giorno prima è abbastanza inquietante. Mica i salumi rimangono buoni in frigo per anni, eh. E le luci non si accendono da sole.

Il mistero si infittisce.

Tricia e la sua scoperta

Tricia poi, nella curiosità che nasce sempre quando non si sa cosa fare, trova in quella che è una stanza segreta (dove pare non sia entrata nemmeno la polizia) le cassette delle ultime sedute della dottoressa Hale. Subito, si accorge che il mistero della sua scomparsa potrebbe essere in quei nastri, in quelle registrazioni così bizzarre. Cosa fare? Continuare a sentire o consegnare tutto alla polizia? Ma che male c’è, si dice, se ne sento ancora una? O due? O cento? Piano piano, tutto sembra più chiaro, ma non per noi lettori.

Insomma, Mcfadden è la solita regina del thriller. Tu immagini un finale, lo assapori, pensi di aver capito tutto e invece non hai capito un tubo. Ma proprio nulla. E il finale arriva e tu dici: ma che diamine! Del resto, non ci saresti arrivata mai. Mai. Pazzesco. È un’autrice che lascia senza fiato, questo è sicuro. Da leggere. Clap-clap per l’originalità!

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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