C’è oscurità in ogni cuore [There is darkness in every heart] – Shiro Amano
Nora e Henrik hanno proprio bisogno di una vacanza, e quale modo migliore dell’andare in Svezia, nella vecchia baita dei genitori di lui, immersa in un bosco fiabesco? Il figlio, Fynn, che ha cinque anni e un temperamento vivace e dolce, non vede l’ora. Tutto sembra presupporre un’estate fantastica, degna dei migliori libri per bambini – che Henrik, oltretutto, scrive. Ma…
Nel libro di Vera Buck, La casa sull’albero, i “ma” si intervallano con una velocità disarmante.
Quanto è inquietante una casa sull’albero?
A un certo punto, è chiaro: qualcuno li sta spiando. Ma chi è? E cosa vuole? In più, Henrik trova nel mezzo del bosco una casa sull’albero che gli ricorda qualcosa. Del resto, lui in quel posto che di fatato non ha un bel nulla, se poi ci si pensa, ci passava tutte le sue estati – fino alla morte dell’amato nonno. Le cose iniziano a essere ancor più macabre e buie quando un bambino – o meglio, il suo scheletro – viene ritrovato sepolto ai piedi di un albero.
La passione per la morte di Rosa sarà determinante
A trovarlo, è Rosa, una ragazza dal passato particolare che ama scovare le tracce di morte in boschi e altri ambienti naturali. È un portento – una specie di scienziata dell’oltretomba – a comprendere se sotto quelle determinate foglie, di colore verde brillante, c’è sepolto qualcosa. È brava con gli animali, ma quando scopre che quelle ossa sono di un bambino ha un cedimento. Sì, la morte la affascina… ma così è troppo.
Comunque, è lei a portarle all’aria e, con esse, a portare alla luce un antico segreto.
Un inizio lento, ma un continuo pieno di suspense: un libro da leggere!
Un inizio lento, devo ammetterlo, che non mi ha entusiasmato troppo. In un libro di 400 pagine, non ci si può permettere di sbadigliare le prime duecento. Poi, però, quando meno ce lo si aspetta, si riprende. Ed è un continuo di scoperte, di segreti, di assurde rivelazioni che gelano il sangue. Soprattutto quando si tratta di bambini, capire che ci sono persone deviate, al mondo, fa paura. Leggerne, anche.
Chi era – è la domanda che si affaccia nella mente di Henrik – quella bambina che, a un certo punto, ricorda? Che ricorda in quella casa nell’albero, soprattutto? E perché c’è un anello nel muro?
A un certo punto, addirittura, Fynn scompare nel bosco. È come se un buco nero l’avesse inghiottito e per i genitori inizia un vortice fatto di paura, sospetti, rompicapi e ansia. Dov’è il bambino? È vivo, è morto?
Tutto sommato, è un bel libro. Come ho detto, lento all’inizio, ma recupera dopo. Su dieci, darei un dignitosissimo 7. Dai, su, leggete anche voi.
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