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Perché ti tradisce invece di lasciarti?

Se una relazione è finita, perché ti tradisce invece di lasciarti e andarsene? Perché mentire, tradire e distruggere la fiducia di qualcuno che ti ama? Se non eri più felice, perché non te ne sei andato?

Per una persona emotivamente matura la risposta sembra quasi ovvia: se non voglio più stare con te, affronto il dolore della separazione e me ne vado.

Ma andarsene significa scegliere, parlare, spiegare, assumersi la responsabilità di una decisione e accettare di essere, almeno per un momento, quello che provoca dolore.

In una relazione tossica, e di fronte ad una persona emotivamente immatura, il meccanismo può cambiare.

Il tradimento allora non è soltanto ricerca di sesso, emozione o novità ma può diventare una via d’uscita che permette di ottenere molto senza avere il coraggio di dire una frase semplicissima: non voglio più stare con te.

Ti tradisco finché sarai tu a lasciarmi

È forse il meccanismo più crudele perché rende la relazione progressivamente invivibile. Si alza continuamente l’asticella del dolore con bugie, assenze, provocazioni fino a quando sei tu a non poterne più e a decidere di andartene.

È una forma di uscita indiretta dalla relazione:

Non ho avuto il coraggio di lasciarti, così ti ho portato al punto in cui non potevi fare altro che lasciare me

C’è anche un altro vantaggio in questa strategia: potrà raccontare agli altri che sei stato o stata tu ad andartene.

Tradire per dirti che sei sostituibile

In alcune relazioni tossiche il partner fatica a percepire l’altro come una persona completamente autonoma, con desideri, confini e libertà propri. Finché resti lì, disponibile, innamorata, prevedibile, tutto funziona. Ma quando cominci a sottrarti, a mettere distanza, a recuperare autonomia, può arrivare la svalutazione.

E il tradimento può diventarne uno degli strumenti e davvero non conta necessariamente con chi.

Conta un messaggio implicito particolarmente crudele:

“Vedi? Posso sostituirti con chiunque.”

Non è vero. E questa valutazione non riguarda te, ma la percezione che il o la partner deve mantenere di sé: questa persona ha bisogno di sentirsi superiore e per farlo la strategia è quella di farti sentire intercambiabile e irrilevante.

Quelle tracce lasciate quasi apposta

E poi ci sono i tradimenti scoperti in maniera quasi ridicola (se non facesse piangere): messaggi lasciati sul telefono, conversazioni aperte, indizi talmente evidenti da farti chiedere: ma davvero pensava che non me ne sarei accorta?

In certi casi, la domanda da farsi è un’altra: e se, più o meno consapevolmente, avesse bisogno proprio di essere scoperto?

Perché essere scoperto fa esplodere te. Sei tu che urli, che chiedi spiegazioni, che dici basta e che chiudi la relazione.

Lui ha provocato l’incendio, ma alla fine la scena che resta impressa è quella di te che chiudi la porta.

Ed ecco la frase ad effetto che riscrive il racconto:

“Io avrei provato ad aggiustare le cose. È stata lei a non volermi più.”

È uno dei ribaltamenti più destabilizzanti delle relazioni manipolatorie: chi provoca la rottura riesce perfino a rappresentarsi come colui che l’ha subita.

Se ti tradisce invece di lasciarti, il problema non sei tu!

Non domandarti cosa aveva l’altra persona che tu non avevi, non domandarti se e dove hai sbagliato.

Il punto è il modo in cui qualcuno decide di gestire la fine, il bisogno di conferme, la responsabilità delle proprie scelte.

Una persona adulta può innamorarsi di un’altra persona. Può smettere di amare. Può desiderare una vita diversa. Può persino commettere un errore enorme.

Ma poi se ne assume la responsabilità!

Chi invece mente, tradisce, provoca e porta l’altro all’esasperazione pur di non pronunciare un addio, lascia al partner non soltanto il dolore della fine, ma anche il peso di averla materialmente decisa.

Il problema non sei tu. Tu sei solo la persona che ha dovuto firmare le dimissioni da un contratto che era già stracciato.

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Inganni d’Amore”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Monica Landro

Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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