Cultura e Spettacolo

“Profumo di viole sfiorite” di Antonio Borsa, tra suicidio e rinascita: ricominciare a vivere si può!

Negli ultimi anni la narrativa che affronta il tema del dolore psichico e della fragilità emotiva ha registrato una crescente attenzione, ma raramente, purtroppo, sembra riuscire a sottrarsi al rischio della retorica o della semplificazione. Parlare di suicidio, di perdita e di resilienza significa muoversi su un crinale delicato, dove la letteratura può diventare testimonianza autentica oppure ridursi a mero messaggio consolatorio. Ed è proprio in questo spazio incerto che si colloca Profumo di viole sfiorite, il nuovo romanzo di Antonio Borsa, che prova ad interrogare il dolore senza cercare di addomesticarlo per renderlo vendibile ad un pubblico di lettori.

“Profumo di viole sfiorite” è un viaggio tra anime, esperienze e sentimenti

Il punto di partenza è la storia di Ryan, un giovane travolto dalla fine di un amore e dalla conseguente decisione di togliersi la vita. Ma ciò che potrebbe assomigliare all’incipit di una vicenda lineare si trasforma, in realtà, in un viaggio che va ben oltre la nostra realtà. Difatti, il protagonista si risveglia nella cosiddetta “Valle”, un luogo liminale, quasi una sorta di Purgatorio, in cui il dolore non viene cancellato ma osservato, studiato, reinterpretato, finché dal piano individuale non ci si sposta a quello universale, rendendo quella sofferenza una condizione condivisa dall’umanità intera.

La struttura del romanzo si costruisce così come una sorta di viaggio guidato, in cui Ryan incontra altre anime, storie, esperienze. La “Valle” diventa uno strumento per trasmettere qualcosa al lettore più che uno spazio narrativo: un’aula esistenziale in cui il fallimento non è mai definitivo e in cui il suicidio emerge non come soluzione, ma come interruzione irreversibile di un possibile processo di trasformazione. È in questo dialogo continuo tra perdita e consapevolezza che si innesta il nucleo più esplicito dell’opera: un invito alla permanenza, alla resistenza, alla possibilità di restare perfino (e forse soprattutto) quando ogni cosa spingerebbe ad andarsene.

Qualcosa su cui faremmo bene a riflettere, di cui dovremmo parlare più spesso, e in merito al quale l’autore ha voluto condividere con noi alcune considerazioni.

Antonio Borsa: “In Italia non si fa ancora abbastanza per affrontare il tema del suicidio”

“‘Profumo di viole sfiorite’ nasce proprio dalla convinzione che parlare, ascoltare e condividere possa davvero fare la differenza. Il tema del suicidio, oggi, in Italia e non solo, viene affrontato davvero pochissimo. Ne parlano i titoli di cronaca quando è troppo tardi, qualche spot istituzionale, qualche giornata mondiale che passa inosservata. Ma nella vita quotidiana? Nei discorsi veri, nelle famiglie, tra amici, a scuola? Quasi nulla. Pare non si faccia niente di concreto su larga scala: manca un piano nazionale strutturato, mancano protocolli diffusi e formazione capillare.

E intanto i numeri ci urlano contro: ogni giorno in Italia si tolgono la vita circa 10-11 persone, e tra i più giovani il fenomeno è in crescita preoccupante. Le richieste di aiuto a linee come Telefono Amico sono esplose negli ultimi anni, con migliaia di ragazzi e adolescenti che chiedono di essere ascoltati nei momenti più bui. I nostri ragazzi sono sempre più soli e disorientati. Vivono in un’epoca in cui i social network promettono connessione ma consegnano paragone continuo, ricerca ossessiva della perfezione, filtri che nascondono le ferite.

Parlare alle nuove generazioni è fondamentale

Quello che appare è un’immagine lucida e invincibile; quello che resta nascosto è il peso insopportabile di sentirsi sbagliati, inadeguati, invisibili. E quando il dolore diventa insostenibile, molti pensano che l’unica via d’uscita sia sparire. Ma sparire non cancella il dolore: lo moltiplica, lo scarica su chi resta – genitori, fratelli, amici – che porteranno per sempre quel vuoto e quel ‘perché non me ne sono accorto?’. Per questo ho scritto il libro. Non per dare risposte facili o soluzioni miracolose, ma per rompere il silenzio, per entrare nelle case e nelle scuole e dire: ‘Non sei solo. Il tuo dolore ha un nome, ha un peso, ma non è più grande di te. Puoi farcela a portarlo, a trasformarlo, a rialzarti’.

Porto il libro nelle scuole superiori, nelle università della terza età, nei convegni, ovunque ci sia qualcuno disposto ad ascoltare. Parlo con professori, psicologi, ragazzi. Organizzo laboratori in cui si prova a nominare le emozioni senza vergogna. E devo ringraziare la mia Associazione ‘Pollena Trocchia Solidale’ per tutto questo, e persone uniche come Maria Rosaria di Tuoro, Pasquale Murone e Anna Brasiello, che mi hanno permesso di entrare in contatto con tante realtà. Perché se ne parla troppo poco, e quando se ne parla spesso lo si fa con pudore o con paura di “suggerire” idee sbagliate.

Io credo invece che parlarne salvi vite. Parlarne con delicatezza, con verità, con speranza. Il messaggio che vorrei lasciare a chi legge, e soprattutto ai ragazzi che magari in questo momento stanno pensando di arrendersi, è uno solo, semplice e assoluto: ‘Non arrenderti. Potresti farlo un secondo prima di toccare il paradiso’. La vita ha una capacità incredibile di girare pagina quando meno te lo aspetti. Ha tramonti che non ti immagini, abbracci che arrivano all’improvviso, canzoni che ti salvano, persone che ti vedono davvero. Spesso il punto più buio è proprio quello prima dell’alba. Restiamo sul ring ancora un round. Vi assicuro che ne varrà la pena“!

Brevi cenni sull’autore

Laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, Antonio Borsa, informatore farmaceutico e atleta di Kick boxing, è alla sua seconda opera narrativa. Dopo il successo di I tre appuntamenti (La bussola, 2024), che narra di un amore non corrisposto e diventato un manifesto contro la violenza, dimostra con Profumo di viole sfiorite una maturità narrativa che va oltre l’esordio. Se il primo romanzo era un’esplorazione dell’amore e del rispetto, il secondo si allarga a una riflessione universale sulla resilienza.

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Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, Affari Italini (sez. Roma), EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Dal 2024 è caporedattore per L'Opinione - Tempi Moderni.

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