Le parole di Arisa in sala stampa al Festival di Sanremo mi hanno acceso molte riflessioni. Non erano frasi preparate, bensì parole dette quasi di pancia.
Ogni idea era che dovevo avere l’amore, l’amore, l’amore… non ho pensato a nient’altro – Arisa
E dentro quella ripetizione ossessiva c’è molto più di una storia personale: c’è un modello e un’educazione sentimentale in cui credo che tante donne si riconoscano.
Quando l’amore non è un sentimento in mezzo gli altri, ma diventa il centro gravitazionale della propria identità, quando non è più una dimensione della vita, allora diventa vita stessa. Ecco perché non pensiamo ad altro. È il copione che molte imparano fin da bambine: essere amate significa essere valide. Essere scelte significa essere abbastanza. Come se senza uno sguardo che ti conferma, tu non fossi intera.
Allora tutto si orienta lì. Le tue energie, i tuoi pensieri, e le tue aspettative. In realtà non si cerca un compagno, una persona con la quale si capisce di stare bene: si cerca una conferma che avalli il senso della tua vita su questa terra. E quando l’amore diventa l’unico orizzonte possibile, ogni relazione assume un peso enorme, quasi vitale
Mi hanno portato alle stelle… e poi con uno schianto incredibile – Arisa
Quante si riconoscono in questa immagine? Le stelle di cui parla Arisa e che molte di noi hanno visto, sono pericolose perché quando qualcuno ti fa sentire unica, speciale, scelta sopra tutte, il cervello registra quell’euforia come qualcosa di irripetibile. Ma quando arriva la caduta, non perdi solo quella persona, perdi soprattutto la versione di te che si sentiva finalmente vista ed apprezzata. E’ questo il vero guaio da affrontare, con te stessa. Il fatto è che avevi investito tutto su quella sola idea. E quindi quando ti rialzi, sei incrinata, rotta. E senti male.
Poi arriva la frase che cambia il registro della confessione:
Ho capito che come le allergie, ci sono cose che mi fanno male e quindi faccio a meno.
Quello che dice ha un peso enorme: è il passaggio da una dipendenza affettiva a una forma di consapevolezza quasi biologica: come le allergie. Un allergico non odia il polline semplicemente sa che il suo corpo reagisce male e si protegge. Detta così, l’allergia di cui parla Arisa, non è disprezzo dell’amore ma riconoscimento del danno che può causare. Però in verità, forse non siamo allergiche all’amore ma siamo (diventate!) allergiche alle dinamiche intermittenti. A quei sali scendi, a quelle montagne russe emotive che ti portano alle stelle e poi ti fanno schiantare a terra.
E allora smettere non è resa, sconfitta. È sopravvivenza.
Questa frase può significare finalmente autonomia, pienezza di sé, può significare che finalmente l’amore non è “la vita” ma solo una porzione di essa. Ma può anche essere una corazza, una velata rinuncia per paura di schiantarsi nuovamente. E infatti, la linea tra consapevolezza e rinuncia e davvero sottile e ci vuole molta onestà intellettuale con sé stesse per capire in quale punto della linea ci troviamo perché arrivare alla consapevolezza è un percorso grande che segna il traguardo dell’evoluzione.
Ma a volte nasce dopo troppe cadute, dopo aver raccolto i pezzi di sé più volte di quante si vorrebbe ammettere. E allora il dubbio resta lì, sospeso. Quante di noi sono davvero serene nella propria “allergia”?
E quante, invece, hanno smesso di esporsi per non schiantarsi più?
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Inganni d’Amore”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
Speciale Sanremo Archivi – L’Opinione
L’amore non ti deve costare la pace
Non sarò mai abbastanza: quando l’eccellenza nasce da una ferita
Le 10 cose da non fare con un narcisista (più una bonus!)
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
Chi giace nella mia bara? Edith Phillips non vede sua sorella gemella Margaret da quasi…
Questa settimana avrei potuto parlarvi della fantomatica docu-serie dedicata a Rita De Crescenzo, quella che…
L'uso dell'intelligenza artificiale pervade ormai quasi ogni branca del sapere umano, poteva mai restare escluso…
Principi, rappresentanti delle grandi casate europee, imprenditori ed esponenti del mondo culturale e della società…
Si è spenta oggi, all'età di 80 anni, la regina della musica country Dolly Parton,…
Le polemiche che hanno investito il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue parole sul…