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Sulle tracce di Leonardo in Valsassina: il territorio che ispirò la Gioconda e i capolavori di Manzoni

Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo…

Il celebre passo dei Promessi Sposi può rappresentare il punto di partenza ideale per scoprire la Valsassina, territorio che conserva ancora oggi numerosi richiami geografici e paesaggistici legati all’opera di Alessandro Manzoni. Questa valle lombarda, oggi in provincia di Lecco, è infatti un luogo in cui letteratura, storia e natura si intrecciano in modo straordinario. Ma prima ancora di Manzoni e dei suoi personaggi, un altro genio universale aveva posato lo sguardo su questi luoghi: Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci in Valsassina: il fascino di un territorio unico

Alla fine del Quattrocento, durante il suo soggiorno milanese presso la corte degli Sforza di Ludovico il Moro, Leonardo da Vinci visitò più volte il territorio lecchese e la Valsassina. Partendo da Milano, il maestro raggiunse Lecco e rimase profondamente colpito dalla spettacolarità del paesaggio, dalle montagne, dai corsi d’acqua e dalle particolari conformazioni geologiche della valle. Un fascino che avrebbe lasciato tracce nelle sue opere e nei suoi celebri codici di studio.

La Gioconda e il paesaggio del Lago di Como: l’ipotesi degli studiosi

Secondo alcuni storici dell’arte, tra cui Luca Tomìo e Carla Glori, il paesaggio sullo sfondo della Gioconda potrebbe rappresentare scorci del territorio lecchese. Tra gli elementi individuati figurano il Ponte Azzone Visconti sull’Adda e i profili montuosi del Monte San Martino e dei Piani Resinelli, che richiamano in modo sorprendente il panorama prealpino del Lecchese. Un’ipotesi affascinante che rafforza il legame tra Leonardo e questi territori.

La Vergine delle Rocce e le Grigne: il legame tra arte e natura

Anche nella Vergine delle Rocce molti studiosi riconoscono possibili richiami alle caratteristiche geologiche della Valsassina. Le grotte, le pareti rocciose e le forme modellate dall’acqua che caratterizzano il massiccio delle Grigne sembrano aver influenzato l’ambientazione misteriosa e suggestiva del celebre dipinto leonardesco.

La cascata della Troggia a Introbio Valsassina/Credit: Aristide Malnati

Il Codice Atlantico e gli studi di Leonardo sulla Valsassina

L’interesse di Leonardo per la Valsassina non si limitò all’aspetto artistico. Nel Codice Atlantico il genio toscano annotò osservazioni dettagliate sulla geologia, sull’idrografia e sulle attività produttive della valle. Tra i luoghi studiati compare la Cascata della Troggia, presso Introbio, descritta come un impressionante salto d’acqua che scompare nel sottosuolo.

Particolare attenzione venne dedicata anche alla Grigna, definita da Leonardo “la più alta montagna ch’abbian questi paesi”, e alle attività estrattive e metallurgiche della zona, dalle miniere di ferro di Prato San Pietro fino ai giacimenti di rame e argento.

La Rocca di Baiedo e i paesaggi disegnati da Leonardo

Nei fogli vinciani compaiono anche rappresentazioni architettoniche che molti studiosi identificano con la Rocca di Baiedo, fortificazione situata nel cuore della Valsassina. Nel cosiddetto Codice Resta, conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, è inoltre presente un piccolo paesaggio che raffigurerebbe alcuni monti della valle e costruzioni ancora oggi riconoscibili.

A queste testimonianze si aggiunge il cosiddetto “Ritratto di Lecco”, un disegno attribuito da alcuni esperti a Leonardo e ambientato in un contesto che richiamerebbe il territorio lecchese.

La Chiesa di San Michele Arcangelo: un tesoro d’arte sacra

La ricchezza culturale della Valsassina non si esaurisce con Leonardo. Tra i luoghi più suggestivi spicca la Chiesa di San Michele Arcangelo di Introbio, edificio dalle origini antichissime, probabilmente riconducibili all’epoca longobarda. Gli affreschi quattrocenteschi custoditi all’interno rappresentano un patrimonio artistico di grande valore: dalla Crocifissione all’ingresso alla Madonna in trono con il Bambino, fino alla straordinaria Trinità neotestamentaria racchiusa in una luminosa mandorla simbolo della gloria divina.

A pochi chilometri da Milano, la Valsassina conserva un patrimonio unico fatto di paesaggi, arte, spiritualità e memoria storica. È una terra che ha affascinato Leonardo da Vinci, ispirato pagine immortali di Alessandro Manzoni e custodito nei secoli testimonianze preziose di cultura e fede. Un luogo dove la storia continua a emergere tra montagne, chiese e antichi borghi, offrendo al visitatore un viaggio autentico nel cuore della Lombardia più sorprendente.

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Aristide Malnati e Virginia Reniero

Aristide Malnati è un papirologo italiano, archeologo e mummiologo, noto per la sua partecipazione a vari programmi televisivi. Ha studiato al Liceo Classico "Omero" di Milano e ha conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l'Università Statale di Milano, ottenendo due dottorati a Strasburgo, una specializzazione in Filologia Classica all'Università di Zurigo e una D.E.A. in Papirologia Greca all'Università di Strasburgo. Ha preso parte a oltre 15 partecipazioni a scavi in Egitto ed è curatore della traduzione di testi filosofici. Il primo testo da lui studiato è un ampio frammento in greco antico del III-II secolo a.C., reperto che ha poi attribuito ad un'opera del primo stoicismo, di cui è la prima testimonianza diretta. Virginia Reniero è da sempre una grande appassionata di arte e grandi nomi della Storia. Ha studiato Economia all’Università di Verona, specializzandosi poi a Milano presso l’Università Bicocca e finendo il percorso universitario di impronta economico-turistica a Mosca conseguendo così anche una doppia laurea. Dal 2014 collabora con l’archeologo Aristide Malnati, con cui ha girovagato per gran parte del Sud-est asiatico. È anche presentatrice televisiva e modella. I due conducono insieme, su Telenova, il programma "Storie e misteri".

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