Costume e Società

Xenofobia, chi avrebbe mai pensato che nel XXI secolo sarebbe stata una realtà dalle forti radici?

Hanno bussato alla mia porta
dice di essere straniero,
ma non conosco stranieri
se non fratelli – Taomà, III, 132

La presunta fine della Seconda Guerra Mondiale sembrava essere la venuta messianica redentiva, ma nulla è finito, se non continuato attraverso altre forme, o meglio, altri mezzi. Siamo miopi davanti ai social, ad esempio, che ogni giorno espandono e divulgano parole di odio, incitano ad una violenza che inevitabilmente si riproduce nella realtà di tutti noi. La manifestazione umana più raccapricciante, però, è l’indifferenza che a ciò ci accompagna. Tutti pronti a scendere sulla tastiera, a scrivere discorsi ecumenici ma poi nei fatti ci si rivela assenteisti.

Si è bravi a compilare fogli, ad esporsi in prima fila attraverso sillabari che sottintendono il vuoto effettivo, sulla scia di un falso mito secondo il quale:

Lo straniero è il predatore, la bestia famelica che viene a derubarci il territorio, che non chiede permesso, ruba a casa nostra.

La forza ideologica della xenofobia odierna

Ormai questi modi di espressione sono diventati ideologia, difficile da estirpare, dietro questo reale scenario, fondamentalmente, c’è la paura scaturita dalla volontà di supremazia verso chi tenta di esplorare nuove realtà. Dalle crociate, in nome di un Dio amorevole, si sono create armi “pietose”.

Ed è proprio vero che l’umanità fa difficoltà ad aprire le braccia e al partecipare al sano confronto culturale, il dialogo è farina per pochi, per coloro che riescono a condividere il nutrimento che se ne ricava, le notizie quotidiane non fanno altro che fare chiarezza sulla incapacità di leggere la cartina geografica “senza limiti né confini”.

Islamofobia, femminicidio, omotransfobia, ebraismofobia, si sono coalizzate in unica parola XENOFOBIA, perché paura dello straniero? Perché la crisi della comunicazione si è costruita un trono dal quale non vuole scendere né lasciare lo scettro alla consapevolezza che: in questo pianeta nessuno è straniero ma siamo tutti ospiti transitori. E’ possibile vivere o aver vissuto parte del XX secolo e questo primo quarto di secolo del XXI secolo, dove si discute di progresso e di evoluzione senza la percezione della impermanenza di ogni cosa?

Un fenomeno in preoccupante aumento

La percentuale rispetto agli anni trascorsi è aumentata, Nel 2024 oltre un milione di messaggio di odio si potevano leggere su X, l’antisemitismo dal 7% è salito al 27%, non sono numeri ma è la condizione attuale, addirittura gli ebrei in alcune parti di Italia, per evitare insulti, non possono indossare il Kippah, il copricapo che indossano gli uomini di fede ebraica. Nonostante i viaggi all’estero siano aumentati, i paesi oltre confine sono diventate le mete più ambite, c’è ancora odio razziale.

Cosa si sta insegnando alle future generazioni? Odio, non solo verso chi proviene da culture diverse ma verso coloro che non appartengono ai ceti agiati, che si vedono indicati con l’indice del giudizio, nonostante sia tangibile l’andamento della situazione lavorativa, i ricchi sono lì, in quell’empireo a “giudicare i vivi ed i morti”. Lo straniero è quindi colui che è estraneo alle èlite che determinano il movimento degli ingranaggi della società.

Sicuramente, la Xenofobia, rientra in un disturbo della sfera comportamentale, però da non giustificare se non divulgare nelle scuole, negli uffici, nelle chiese, insomma dove c’è una affluenza di utenti che ogni giorno devo condividere la propria realtà, almeno, con uno “straniero”. La preoccupazione è che questo disturbo, già abbastanza dilatato, sfoci in conflitti sempre più pesanti.

E’ necessario esortare a parlare meno, a scrivere ancor meno e ad agire di più perché oggi lo straniero sono io, ma domani potresti essere tu!

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Bartolomeo Di Giovanni

Bartolomeo Di Giovanni (detto Theo) è nato a Palermo il 2 Giugno 1975, ha conseguito la laurea in filosofia presso l’università di Palermo, docente di materie umanistiche. Ha collaborato con realtà poetiche dei paesi dell’Est, e del Messico, ha in attivo diverse pubblicazioni di silloge poetiche e saggi di filosofia psicopedagogica, le opere sono state tradotte in Spagnolo, Russo, Rumeno, Arabo. Scrive per alcune riviste articoli sulla cultura letteraria antica e contemporanea, esperto e studioso di Dante Alighieri e di Ebraico biblico. Nel 2013 fonda il movimento culturale “Una piuma per Alda Merini” per la salvaguardia del patrimonio poetico della poetessa dei navigli. Collabora con Wikipoesia per la estensione della nascente Repubblica dei Poeti, di cui è console e cavaliere con distintivo dell’ Ordine di Dante Alighieri. Ha ricevuto da parte della Ordine dei poeti della Bielorussia, e di altre realtà culturali l’appellativo di “Vate”. Nel 2024 gli viene conferito il premio : Cattedra della Pace, tenutosi ad Assisi, nello stesso anno diviene vicepresidente di WikiPace.

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