Costume e Società

Tamagotchi compie trent’anni: il ricordo di una generazione cresciuta a colpi di beep!

Controllare il telefono ogni cinque minuti è il nuovo Tamagotchi – Anonimo

Chiunque sia nato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta lo sa: il beep caratteristico del Tamagotchi era capace di mettere ansia in una maniera persino difficile da spiegare. Insomma, tutti i tuoi sensi si accendevano come le luci di un albero di Natale e tu avevi un solo compito: non ignorare, giammai!, quel beep. Angoscia, abbiamo detto, certo, ma anche eccitazione – una combo di emozioni pazzesca per l’epoca. Fu un fenomeno mondiale, con Bandai (la casa produttrice) che si trovò a gestire una domanda esplosiva: 5 milioni di unità vendute in Giappone in appena sei mesi per poi superare i 10 milioni su scala mondiale poco dopo. Si era nel 1996/1997 e praticamente non si parlava d’altro.

Il Tamagotchi era nelle tasche dei bimbi prima dello smartphone

Tutti, o quasi, ne avevano uno e – chi più, chi meno – si impegnavano a… be’, tenerlo in vita. Sì, perché quello che oggi è considerato, più che un giocattolo, proprio un pezzo di storia del costume, era semplicemente basato su un meccanismo semplice (e crudele, viste le continue attenzioni che necessitava) di cura. Non dovevi dimenticarti di pulirlo, cibarlo e giocarci o sarebbero stati guai seri per la tua acerba coscienza. Ricordo ancora i pianti, le disperazioni, la sensazione di impotenza perché ehi, quando tu il tamagotchi te lo eri proprio dimenticato a casa, porello, moriva e a te restava da portare il lutto.

Credit: web

Non si può certo pensare che un bambino di dieci anni sia così meticoloso, così attento, e quando l’esserino volava tra i pianeti – la primissima immagine con la lapide venne presto sostituita con una figura che fluttua nello spazio per evitare traumi – era una grande, enorme delusione.

È stato prima di internet, prima del bisogno costante di tenere tra le mani uno smartphone, prima dei social e prima di essere interconnessi con l’intero universo terracqueo: il nostro primissimo impegno digitale, che comunque faceva tenerezza, era proprio il tamagotchi. E dai, che non mi si dica che non era una prova di responsabilità: sì, come ho detto, era impossibile tenerlo in vita a lungo (c’è da dire che i primi perdonavano ben poche mancanze) ma era un modo per responsabilizzare i ragazzini verso qualcosa. Qualcosa, che per l’appunto, andava nutrito, pulito, coccolato mediante il gioco.

La psicologia che c’era dietro e la sua evoluzione

Alla base del tamagotchi non c’era la sua tecnologia, che era piuttosto rudimentale, ma la psicologia: cercava di produrre empatia. Di far crescere la nostra propensione a prenderci cura degli altri. E non faceva danni. Da pazzi era, sempre per l’epoca, affidare a ragazzini cocorite, criceti e coniglietti. Lì sì che l’incuria poteva fare danni. Con il tamagotchi, be’, alla morte si ripartiva!

Da quei primissimi, rudimentali e piccoli esserini della fine degli anni Novanta ne è passata, di acqua sotto i ponti: quest’anno Bandai compie trent’anni e non ha mai incassato il colpo del tempo che passa. Dopo l’era Vintage, quella tra il 96 e il 99, c’è stata quella della connessione (dei Connection, per l’appunto, dal V1 al V5): tra il 2004 e il 2008 Bandai torna con una chicca, la possibilità di far accoppiare due dispositivi tramite porta a infrarossi. Ecco che da fenomeno solitario, tamagotchi diventa fenomeno relazionale. Dal 2008 al 2018 negli schermi esplode anche il colore: nascono, a dimostrazione del tempo che passa, i primi dispositivi con schermo e animazioni moderne.

Abbiamo quindi il Plus Color, l’iD e iD L, il P’s, il M!x. ma la vera modernità inizia con il 2019, quando vengono creati dispositivi che si possono connettere a internet e che hanno metaversi e multiversi e altre cose che uniscono i partecipanti in tutto il mondo. L’On /Meets, il Pix, lo Smart, l’Uni e, ultimo della covata, il Paradise.

Un fenomeno che non smette di divertire

La cosa buffa? Tra i più acquistati, ci sono i moderni Original – nuovi ma con lo stesso e identico meccanismo dei primissimi – e i nuovi Connection. Forse il fascino del pixel che non muore mai? La nostalgia del tempo che passa così velocemente lasciando solo ricordi? Un tuffo dove l’acqua era più blu? Intanto Bandai ha promesso, per questo compleanno da trenta candeline, delle fantastiche novità: non vedete l’ora di vederle anche voi?

Leggi anche:

Relazioni umane al tempo dell’IA: perché sempre più italiani si confidano con un algoritmo? – L’Opinione

Papa Francesco, Covid e San Pietro vuota, cosa resta sei anni dopo: ne siamo usciti migliori? – L’Opinione

Kenya, vende un rene per un iPhone: valori sacrificati in nome del consumismo – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

Recent Posts

Gianfranco Paglia, il valore della divisa non si toglie mai: le opinioni passano, ma la storia resta

Le polemiche che hanno investito il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue parole sul…

13 ore ago

World Humanoid Games, gli automi battono Bolt: e se fossimo già dentro “Io, Robot 2.0”?

La scorsa settimana ci siamo concentrati su quella meravigliosa e assurda abitudine tipicamente moderna di…

13 ore ago

“Perché capitano sempre a me?”, la domanda che ci tiene prigionieri delle relazioni tossiche

Perché incontro sempre persone incapaci di amarmi davvero? Perché all’inizio sembrano meravigliose e poi si…

24 ore ago

Sotto il Tevere, una nuova mappa svela il patrimonio archeologico sommerso di Roma

Una Roma che conosciamo poco, nascosta sotto la superficie del Tevere eppure strettamente legata alla…

2 giorni ago

Il Vesuvio, duemila anni dopo, continua a cambiare la storia di Pompei ed Ercolano

Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale…

2 giorni ago

Oroscopo Etico settimanale: le previsioni zodiacali dal 24 al 30 agosto

Il 24 agosto è quel momento dell’anno in cui l’estate comincia a perdere pezzi, ma…

2 giorni ago