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Matrimoni omosessuali: quando due uomini si sposarono in una chiesa della Spagna medievale

La storia è scritta dai vincitori, ma a volte sopravvive in quei dettagli che nessuno riesce a cancellare – Anonimo, risalente al Medioevo

Per quanto a molti possa risultare strano ancora oggi, la Storia ci ha fornito numerose evidenze di matrimoni omosessuali, o comunque di “celebrazioni” simili, e di relazioni tra persone dello stesso sesso che andavano ben oltre il semplice rapporto fraterno o la mera amicizia. Vere e proprie intese, amorose o strettamente fisiche, in grado di far storcere sicuramente il naso a più di qualcuno nella nostra epoca, ma che in passato, soprattutto in un’epoca piuttosto remota e in determinati contesti, non avevano alcun che di straordinario o di scandalosamente condannabile.

Una riflessione riaccesa dal caso di due uomini che, in pieno Medioevo, si presentarono davanti ad un sacerdote e celebrarono una cerimonia solenne che li unì per la vita. Nessuno seppe mai nulla, perlomeno fino a quando alcuni ritrovamenti ‘insoliti’ non hanno suscitato scalpore.

I matrimoni omosessuali come sintomo di una società più fluida di quel che crediamo?

Stando a quel che riferisce un documento conservato nei registri del Monastero galiziano di San Salvador de Celanova, uno degli archivi medievali ed ecclesiastici più ricchi della zona, e (ri-)scoperto di recente dagli storici, il 16 aprile 1061 in Galizia, regione situata nell’area nord-ovest della penisola iberica, due uomini, Pedro Díaz e Muño Vandilaz, presero parte ad una funzione religiosa, dinanzi ad un sacerdote, in una piccola cappella nel villaggio di Rairiz de Veiga, formalizzando un accordo di vita insieme alla presenza di diversi testimoni. Una notizia che non è frutto di una leggenda o di una qualche diceria, bensì della testimonianza di una fonte accreditata. E chissà, riflettendoci, probabilmente è proprio questo particolare a rendere la vicenda piuttosto scomoda!

Tuttavia, che sia per scetticismo verso la veridicità della testimonianza in questione o per paura di un crollo di convinzioni (e convenzioni) secolari, in tanti si chiedono se ciò che viene descritto al suo interno sia effettivamente la celebrazione di un matrimonio. Magari potrebbe essere un rito di tutt’altra natura, certo, eppure si parla di una cerimonia con testimoni, officiata da un ministro della Chiesa, nel corso della quale Pedro e Muño si impegnano a vivere insieme, a condividere beni, responsabilità e destino. insomma, elementi che lasciano supporre delle nozze in piena regola!

L’adelphopoiesis e le reticenze degli storici

Ma perché, per secoli, questa storia non è mai venuta alla luce? Forse perché non rientrava nel racconto “ufficiale” della storia della Chiesa e della società medievale? O perché ammettere che due uomini potessero unirsi davanti a Dio nell’XI secolo avrebbe messo in crisi molte certezze moderne? A tal proposito, gli storici si schierano su posizioni differenti. C’è chi sostiene, in effetti, che quello del 1061 non fosse un altro che una forma di adelphopoiesis, cerimonia di “fratellanza spirituale” diffusa nel mondo cristiano orientale e, in parte, anche in Occidente, che univa due individui appartenenti al medesimo sesso in un legame sacro, riconosciuto dalla Chiesa, con obblighi morali e materiali non così diversi da quelli coniugali. Se fosse vero, allora, quanto è sottile la linea tra fratellanza rituale e unione per la vita?

Altri studiosi più cauti, invece, evidenziano come il documento non parli esplicitamente di relazione amorosa o sessuale. Ma basta per fornire una risoluzione convincente al dilemma? Ebbene, no! Bisogna rammentare, infatti, che nel Medioevo certe cose non si scrivevano e che l’amore, specialmente quello non “convenzionale”, veniva vissuto nell’intimità della propria sfera privata. Il che rende ancor più difficilmente ignorabile la presenza di una funzione pubblica, solenne e religiosa.

Un’epoca con più sfumature di quelle che immaginiamo!

Per non parlare del contesto, un momento storico ben preciso in cui la Chiesa condannava severamente i rapporti omosessuali. E allora com’è possibile che abbia tollerato, e per giunta officiato, una ‘messa’ del genere? Una contraddizione? Uno “strappo alla regola”? Ipocrisia? O banalmente, una società più complessa di come la immaginiamo oggi? Che dire, se due uomini potevano unirsi davanti a un prete nel 1061, siamo sicuri che certe battaglie siano davvero “contro natura”? O la natura della Storia è sempre stata più fluida di quanto siamo disposti ad ammettere?!

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Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, Affari Italini (sez. Roma), EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Dal 2024 è caporedattore per L'Opinione - Tempi Moderni.

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