Credit: immagine di copertina creata con un software di IA generativa
Dopo il periodo del fare concretamente senza esitazione, siamo ora nell’epoca delle parole a cui, puntualmente, non fanno seguito delle azioni. In pratica, viviamo in un periodo in cui la realtà è costantemente volgarizzata dalla cosiddetta “realtà apparente”. Insomma, è come se dicessimo che non è vero ciò che accade, ma lo è la mia interpretazione (mutevole) di esso, che si tratti di atteggiamenti, comportamenti beceri o arroganza generata dalla ignoranza o altro.
Un po’ ciò che accade, ogni riferimento è puramente casuale, con chi schernisce l’avversario poco abbiente per l’abbigliamento povero e, in seguito, sfoggia per mesi la stessa cravatta rossa, forse perché non se ne possiede un’altra, e infine, nonostante il ruolo istituzionale ricoperto, mantiene un atteggiamento che una volta non si riteneva accettabile neppure nelle taverne. Ci vorrebbe (a livello mondiale) un bel bagno di umiltà che restituisca, oltre alla dignità, il rispetto per il prossimo a tutti, in primis a chi serve la Nazione. Perché, ricordiamocelo, nessuno qui è padrone di nulla, se non delle proprie responsabilità in linea con gli incarichi e gli impegni che ci assumiamo.
In più, per essere completo e fruttifero, il dovuto comportamento deve mostrare eleganza, e non nel senso specifico dell’abbigliamento (che comunque non guasta mai), ma in relazione alla somma di quei vari elementi che ci permettono di essere presentabili e credibili. A prescindere dalla posizione politica, applicare la diplomazia, fare uso di una specifica competenza tecnica e trovare il giusto equilibrio, persino nei momenti di disagi personali, non dimenticando mai di tutelare soltanto gli interessi dello Stato, non i propri!
In conclusione, basta arroganza, guerre, infantilismi senili, narcisismi e violenze di qualsiasi tipo, pur ricordando sempre quanto affermava Evelyn Beatrice Hall:
I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it [“Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”]
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