Azioni o soltanto parole? Cronaca di un’epoca che confonde la realtà con la sua interpretazione

1 min read
azioni
Credit: immagine di copertina creata con un software di IA generativa

Dopo il periodo del fare concretamente senza esitazione, siamo ora nell’epoca delle parole a cui, puntualmente, non fanno seguito delle azioni. In pratica, viviamo in un periodo in cui la realtà è costantemente volgarizzata dalla cosiddetta “realtà apparente”. Insomma, è come se dicessimo che non è vero ciò che accade, ma lo è la mia interpretazione (mutevole) di esso, che si tratti di atteggiamenti, comportamenti beceri o arroganza generata dalla ignoranza o altro.

Ritrovare la propria misura: meno ego, più azioni!

Un po’ ciò che accade, ogni riferimento è puramente casuale, con chi schernisce l’avversario poco abbiente per l’abbigliamento povero e, in seguito, sfoggia per mesi la stessa cravatta rossa, forse perché non se ne possiede un’altra, e infine, nonostante il ruolo istituzionale ricoperto, mantiene un atteggiamento che una volta non si riteneva accettabile neppure nelle taverne. Ci vorrebbe (a livello mondiale) un bel bagno di umiltà che restituisca, oltre alla dignità, il rispetto per il prossimo a tutti, in primis a chi serve la Nazione. Perché, ricordiamocelo, nessuno qui è padrone di nulla, se non delle proprie responsabilità in linea con gli incarichi e gli impegni che ci assumiamo.

In più, per essere completo e fruttifero, il dovuto comportamento deve mostrare eleganza, e non nel senso specifico dell’abbigliamento (che comunque non guasta mai), ma in relazione alla somma di quei vari elementi che ci permettono di essere presentabili e credibili. A prescindere dalla posizione politica, applicare la diplomazia, fare uso di una specifica competenza tecnica e trovare il giusto equilibrio, persino nei momenti di disagi personali, non dimenticando mai di tutelare soltanto gli interessi dello Stato, non i propri!

In conclusione, basta arroganza, guerre, infantilismi senili, narcisismi e violenze di qualsiasi tipo, pur ricordando sempre quanto affermava Evelyn Beatrice Hall:

I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it [“Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”]

Leggi anche:

Margaret Thatcher, una “Lady di Ferro” fra eccezione e normalità delle donne in politica – L’Opinione

Donald Trump, quando lo Studio Ovale diventa un cabaret di deliri di onnipotenza – L’Opinione

“Cara Giorgia Meloni, ti scrivo”, così parliamo un po’: “Quand’è che scenderemo a patti con la realtà anziché continuare a negare l’evidenza”? – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

Iscritto all’Albo degli Avvocati dell’Ordine di Napoli ed all’Albo Speciale per il patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori. Specializzato in diritto civile, bancario, ambientale, di famiglia e tutela dei minori, lavoro, occupandosi anche di difesa del consumatore nei confronti di banche, società di intermediazione finanziarie e società di servizi. E’ attualmente co-Presidente (legale rapp.te) del CODACONS (coordinamento dei comitati per la difesa dell’ambiente e dei consumatori). Ha collaborato con l’ADUSBEF ed è stato arbitro e conciliatore CONSOB. Collaboratore giuridico, per diverso tempo, del CENTRO ANTIUSURA istituito per la prima volta dalla Provincia di Napoli. Collaboratore, presso la Comunità Europea ( Bruxelles) alla realizzazione delle camere di compensazione tra i consumatori ed imprenditori esteri.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Le professioni vanno e vengono: quando il progresso non può assicurarci stabilità assoluta

Next Story

L’inventore di favole (2003), la storia vera dietro lo scandalo di Stephen Glass

Latest from Blog