Costume e Società

Quando la scuola educa oltre a istruire: il ruolo di insegnanti e famiglie

Nell’Italia del caro vita e dei ritmi frenetici, la scuola diventa sempre più un presidio educativo. Insegnanti e nonni colmano vuoti, mentre lo Stato è chiamato a fare la sua parte. Nella società contemporanea il ruolo degli insegnanti ha superato da tempo i confini tradizionali dell’istruzione. Non si tratta più soltanto di trasmettere nozioni, competenze e saperi disciplinari, ma di educare, accompagnare e spesso supplire alle fragilità di un contesto familiare sempre più sotto pressione. Il costo della vita, in costante aumento, ha reso quasi inevitabile che entrambi i genitori lavorino, spesso con orari prolungati e poco conciliabili con la vita familiare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: bambini e ragazzi trascorrono la maggior parte della giornata a scuola, tra mattina e pomeriggio, e quando rientrano a casa trovano genitori stanchi, impegnati tra faccende domestiche e incombenze quotidiane.

Come si prospetta la scuola nel 2026?

In questo scenario la scuola diventa il luogo in cui non solo si impara, ma si cresce come persone. Gli insegnanti si trovano quotidianamente a gestire dinamiche emotive, educare al rispetto delle regole, all’ascolto, alla convivenza civile, intervenendo su aspetti che un tempo erano prerogativa quasi esclusiva della famiglia. Educazione affettiva, gestione delle emozioni, inclusione, cittadinanza digitale: sono solo alcune delle sfide che entrano oggi in classe insieme ai programmi ministeriali. Non è una missione semplice. Spesso viene svolta in silenzio, senza riconoscimenti adeguati e con risorse limitate. Eppure, mai come oggi, la figura dell’insegnante rappresenta un punto di riferimento stabile per molti studenti, talvolta l’unico adulto presente con continuità nella loro giornata. Un ruolo delicato, che richiede competenze professionali ma anche umane, empatia e capacità di ascolto.

Accanto alla scuola, quando possibile, emerge con forza il ruolo dei nonni. In molte famiglie rappresentano un vero e proprio pilastro: accompagnano e riprendono i nipoti da scuola, li seguono nei compiti, offrono tempo, attenzione e quell’ascolto che spesso manca. I nonni diventano così una cerniera tra generazioni, custodi di valori, tradizioni e affetti, arrivando in alcuni casi a sostituirsi ai genitori nella quotidianità educativa.

Tuttavia, non tutte le famiglie possono contare su questa risorsa: la distanza geografica, l’età avanzata o condizioni di salute precarie rendono questo supporto non sempre disponibile. Di fronte a questo quadro complesso, è necessario un intervento strutturale da parte del governo. Sul fronte delle famiglie, servono politiche che favoriscano una reale conciliazione tra lavoro e vita privata. Orari più flessibili, smart working dove possibile, congedi parentali più lunghi e retribuiti, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità. Misure che permettano ai genitori di recuperare tempo da dedicare ai figli, non come lusso, ma come diritto.

Parallelamente, è urgente valorizzare il ruolo degli insegnanti. Questo significa investire nella scuola, migliorare le retribuzioni, ridurre il precariato, offrire formazione continua e supporto psicopedagogico. Ma significa anche riconoscere socialmente il valore educativo del loro lavoro. Un lavoro che restituisce dignità e autorevolezza a una professione che è alla base del futuro del Paese. La sfida educativa non può essere lasciata sulle spalle di singoli attori. Serve una nuova alleanza tra scuola, famiglia e istituzioni, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici in atto. Perché educare non è solo un compito individuale, ma una responsabilità collettiva. E investire oggi in chi educa significa costruire una società più equilibrata, consapevole e giusta domani.

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Filippo Marra

Nato a Reggio Calabria nel 1972, è un consulente tecnico esterno al Senato della Repubblica, membro della Segreteria di Stato, consulente tecnico per le ambasciate italiane all'estero, Presidente e Fondatole dello Sportello Unico che raggruppa varie associazioni di disabili in tutta Italia. Attualmente, è anche Presidente dell'associazione nazionale "Itaca"

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