Laura Bono torna con “Luna Park”: il rock di una storia d’amore arrivata al bivio

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Laura Bono

Oggi Laura Bono torna con “Luna Park”, il nuovo singolo per la Orangle Records, e lo fa ritrovando una dimensione musicale che le appartiene da sempre: chitarre, energia e soprattutto rock. Una canzone che parte dalla storia di una coppia arrivata ad un punto difficile del proprio percorso e la racconta senza cercare risposte semplici, lasciando aperta la possibilità di un ultimo giro prima di decidere se sia davvero arrivato il momento di scendere dalla giostra.

“Luna Park”, Laura Bono canta l’amore tra crisi, silenzi e un ultimo giro

Al centro del brano c’è una frase che appartiene a moltissime storie d’amore: «Noi non faremo come gli altri». È la convinzione degli inizi, quando sembra quasi impossibile che quello che sta funzionando possa un giorno cambiare. Le crisi degli altri appaiono lontane, spiegabili con errori che noi, naturalmente, pensiamo di poter evitare. Poi arrivano il tempo, le abitudini, i silenzi, le discussioni rimandate e tutto ciò che può modificare, poco alla volta, il modo in cui due persone stanno insieme.

Giostre e momenti di rara semplicità

Cover ufficiale del singolo/Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Da qui nasce la domanda che Laura Bono affida alla canzone: «Ma poi cosa è successo?». Non necessariamente c’è un singolo episodio a spiegare la distanza. A volte una relazione si consuma attraverso una somma di comunicazioni mancate, stanchezza e difese che finiscono per diventare più forti della voglia di avvicinarsi. Nel testo questa distanza prende la forma di due tartarughe chiuse ciascuna nel proprio guscio. E il Luna Park diventa il luogo simbolico nel quale provare a tornare insieme, almeno per un altro giro.

La metafora della giostra accompagna tutta la canzone: una nuova corsa, un’altra possibilità di affrontare le proprie battaglie prima di decidere se sia il momento di fermarsi definitivamente. La musica corre mentre la relazione sembra essersi fermata e il rock diventa la spinta di chi non ha ancora smesso di chiedersi se valga la pena tentare.

C’è anche un invito semplice, quasi sospeso tra passato e presente: «Ti va di ballare?». Un richiamo alla naturalezza degli inizi, ma che oggi assume un significato diverso. È il tentativo di capire se sia rimasto qualcosa di quella complicità e se due persone che hanno imparato a difendersi possano ancora trovare un modo per avvicinarsi. Bono non decide per loro, quindi “Luna Park” non offre una soluzione e non stabilisce se quel giro sarà sufficiente, ma lascia la storia aperta, proprio come spesso accade nelle relazioni reali.

Un inedito in un momento piuttosto speciale

Il brano arriva in un momento particolare della carriera della cantautrice varesina. Nel 2025 “Non credo nei miracoli” ha compiuto vent’anni, così come il suo primo album, riproposto per l’occasione in una nuova edizione in doppio vinile. Un anniversario che ha riportato l’attenzione su una canzone e su un percorso iniziato molto presto, ma che non rappresenta per Bono un punto d’arrivo. Nel 2005 aveva ventisei anni quando vinse la categoria Giovani del Festival di Sanremo proprio con “Non credo nei miracoli”, classificandosi poi quinta nella graduatoria generale. In quello stesso anno pubblicò per EMI il suo album d’esordio omonimo, che ottenne riscontro anche in Finlandia, entrando nella top ten delle classifiche di vendita e airplay.

La sua voce non passò inosservata nemmeno a Vasco Rossi, che dopo averla vista sul palco dell’Ariston volle conoscerla e successivamente la scelse come opening act per alcune date del suo tour negli stadi. Da allora sono arrivati nuovi album, concerti, televisione, collaborazioni e diverse esperienze professionali. Nel 2006 Laura Bono partecipò a Music Farm su Rai 2 e prestò la propria voce alla colonna sonora italiana di “Bambi 2”. Negli anni successivi pubblicò “S’intitola così”, realizzato per il mercato finlandese, “La mia discreta compagnia” e “Segreto”, continuando parallelamente l’attività dal vivo in Italia e all’estero.

Le Deva e altri progetti

Nel 2017 è iniziato un altro capitolo importante con Le Deva, il progetto nato insieme a Verdiana Zangaro, Greta Manuzi e Roberta Pompa. Con il gruppo ha pubblicato l’album “4” e nel 2021 è tornata sul palco dell’Ariston durante la serata delle cover insieme a Orietta Berti. L’esperienza con la band ha rappresentato anche un cambiamento nel modo di vivere il proprio lavoro. Condividere palco, responsabilità e decisioni con altre artiste ha significato per Laura Bono misurarsi con una dimensione diversa da quella della carriera solista, dopo anni nei quali aveva affrontato gran parte del proprio percorso soprattutto in prima persona.

Conclusa quell’esperienza, Laura è tornata progressivamente alla dimensione solista. E con il ritorno alla pubblicazione di nuova musica è emerso anche quanto il lavoro di scrittura fosse proseguito negli anni, fino ad arrivare ad oltre duecento canzoni. Nel 2022 prese parte al terzo singolo estratto da “L’amore dietro ogni cosa” (New Music Group, 2022), primo concept album interamente concepito a partire dall’omonima opera letteraria dello scrittore e giornalista Simone Di Matteo. L’anno dopo, invece, ritorna a pubblicare con il proprio nome, mentre nel 2025, con “Buona Non Buonanotte”, aveva già riportato nella propria scrittura le tracce lasciate dalle relazioni e la capacità di alcuni ricordi sentimentali di riaffiorare anche molto tempo dopo. E oggi, infine, eccola qui con “Luna Park”, il che ci fa intuire come per lei sia arrivato il momento di un altro giro!

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