Ci sono assenze che il tempo non riesce a colmare e persone che, anche quando non ci sono più, continuano a far parte della nostra quotidianità. È da questa esperienza, tanto personale quanto universale, che nasce “Non passi”, il nuovo singolo di Pierdavide Carone, disponibile da venerdì 6 novembre per Zoo Dischi/ADA Music Italy. Una ballata intensa e profondamente autobiografica, nella quale il cantautore affronta il tema della perdita, del dolore e della difficoltà di fare i conti con un’assenza che continua a farsi sentire.
“Non passi”, una canzone di Pierdavide Carone tra ricordi e assenza
Il brano è stato presentato dal vivo il 5 e il 7 novembre durante le fasi finali della seconda edizione del Musicante Awards – Premio Pino Daniele, trasmesse in diretta su Rai Radio 2 e disponibili in streaming su RaiPlay e sul canale 202 del digitale terrestre. “Non passi” nasce dal bisogno di esorcizzare la mancanza di una persona cara e da quella sensazione, difficile da spiegare, per cui chi se n’è andato sembra non aver mai lasciato davvero la nostra vita. Il dolore dell’addio, anziché attenuarsi, continua a riaffiorare proprio attraverso i ricordi e la percezione di ciò che non c’è più.

Nel testo emerge il contrasto tra quello che si mostra agli altri e ciò che si prova realmente. Da una parte ci sono le risate, i momenti di apparente serenità e la necessità di andare avanti; dall’altra, un mondo interiore attraversato dal dolore, nel quale si cercano ancora i segni e le tracce di chi è venuto a mancare. Intanto, però, la vita prosegue. Il mondo non si ferma davanti alle vicende personali e il tempo continua a scorrere, spesso in netto contrasto con le emozioni di chi sta affrontando un lutto. È proprio in questa distanza tra la sofferenza individuale e la normalità che continua a circondarci che la canzone trova una delle sue chiavi di lettura più significative.
Un brano che parla di mancanza
A spiegare il significato del brano è lo stesso Carone: «“Non passi” parla di mancanza, dalla copertina si intuirà quale abbia ispirato la mia, ma spero e credo che chiunque abbia vissuto una qualunque forma di mancanza, possa sentire questa canzone un po’ propria». Scritta da lui e prodotta da Davide Gobello e Pio Stefanini, la canzone rappresenta un momento di maturità artistica e personale per il cantautore romano. Un racconto intimo che, partendo da un’esperienza individuale, prova a raggiungere una dimensione condivisa, lasciando a ciascun ascoltatore la possibilità di riconoscersi in quelle parole e in quella sensazione di vuoto che, a volte, non passa davvero.
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