La Procura sta indagando da qualche mese sulla morte, avvenuta nel 2013, del cinquantunenne David Rossi, Responsabile della Comunicazione della Banca Monte Paschi di Siena. La Magistratura lo archiviò come suicidio, ma ora il caso si riapre dopo 13 anni dalla Procura di Firenze e dall’Antimafia, che indagano da qualche mese, ritenendo che l’uomo sia stato ucciso. La riapertura è avvenuta a seguito delle diverse azioni legali e dall’ultimo esposto presentati dalla moglie Antonella Tognazzi e della figlia Carolina Orlandi.
David Rossi, l’ipotesi dell’omicidio e i possibili legami con la criminalità organizzata
La verità è figlia del tempo, non dell’autorità — Francis Bacon
La riapertura è stata possibile anche a seguito di documenti e consulenze, prodotti messi a disposizione dalla Commissione Parlamentare D’Inchiesta che mesi fa ha avallato l’ipotesi di incompatibilità dell’azione suicida, dopo alcuni risultati di perizie sulla dinamica della caduta e sulle lesioni presenti sul corpo del defunto. Gli inquirenti hanno poi ritenuto opportuno estendere le ricerche in diverse città: a Brescia, a Bologna e nel Mantovano, individuando dei collegamenti tra il delitto ed organizzazioni mafiose.
Le autorità, infatti, riterrebbero che un probabile movente dell’omicidio sia connesso a “sponsorizzazioni” da parte della banca senese MPS. Si parla di presunte cifre consistenti, che si aggirano intorno ai 50 milioni di euro all’anno. Gli investigatori avrebbero scoperti che sudette sponsorizzazioni avrebbero subito un taglio di una decina di milioni poco tempo prima della morte di Rossi e questa sia una coincidenza che fa riflettere e che potrebbe essere, secondo chi indaga, il movente dell’omicidio.
I familiari ha accolto positivamente l’apertura della nuova indagine, dopo tanti anni in cui si sono dichiarati contrari alla archiviazione, ritenendo da subito che si trattasse di omicidio.
Le nuove ricostruzioni degli inquirenti
Gli inquirenti stanno ricostruendo in questi mesi ciò che accadde nel 2013 a Siena nell’ufficio dell’uomo e pare siano giunti alla conclusione che più persone abbiano preso parte, quel fatidico giorno, all’aggressione e all’uccisione. Stando alle prime ricostruzioni, sembra che, dopo un’azione intimidatoria, l’uomo abbia tentato di difendersi, prima di precipitare dalla finestra del suo studio. La Procura sta cercando gli esecutori materiali del delitto e i mandatari, ci sarebbero già dei sospettati.
Quando si parla in tv del caso si ripropone spesso un video della telecamera di sorveglianza, che mostra un uomo, al momento non ancora identificato, che appare per pochi secondi. Gli investigatori ipotizzano possa trattarsi di uno degli autori del delitto. Naturalmente, l’indagine è ancora in una fase iniziale, ma è importante che ci sia la volontà, da parte della Magistratura, di fare chiarezza ed arrivare alla verità, specialmente per i familiari, che da tanto tempo sperano e aspettano una risoluzione definitiva.
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