Così, il passato e il presente si erano mescolati per formare la tempesta perfetta
Lucas è uno di quegli scrittori che hanno fatto fortuna con un romanzo, uno solo, e che poi si trovano arenati nel deserto della mancata immaginazione. I più perfidi direbbero che quella pazzesca vendita di libri, che li ha consacrati autori di best seller, è stata solo vero, profondissimo culo, ma… esiste un ma. E se si avesse bisogno solo di un po’ di tempo sereno, tipo quello che una persona si ricaverebbe in un rifugio per scrittori? Ed è così che parte questo romanzo, uno dei più riusciti di Mark Edwards, per l’appunto “Il segreto del rifugio”. Ma che fortuna – o sfortuna – è per un autore di horror finire in un posto dove un segreto incombe?
Un posto ameno dove accadde qualcosa di terribile: questo è “Il segreto del rifugio”
La padrona di casa, Julia, è bella di una bellezza triste. Lo sarebbe chiunque se poco tempo prima avesse dovuto seppellire il marito e perdere la figlia. In un giorno bruttissimo, infatti, Michael si era tuffato per soccorrere la piccola Lily nel fiume – in cui galleggiava il suo pupazzo, unico segno della presenza presunta della bambina. Era annegato così, mentre Julia guardava – incapace di nuotare – dall’argine. Per la polizia, nessun dubbio: Lily era annegata. Ma per Julia la bambina non è morta, lei sente che il sangue del suo sangue è ancora in vita. Voi ci credete al sesto senso dei genitori? Quel pazzesco intuito che permette di sapere le cose in anticipo, intendo. Julia lo sa.
Lucas e Julia, due anime affini
Sin dal suo arrivo al rifugio, Lucas sente nei confronti della donna un’affinità pazzesca. Non sa perché, ma quel viso così bello lo ammalia, lo inquieta, lo manda al manicomio. Quando scopre la sua storia, poi, vuole darle una mano. Assolda anche una investigatrice privata per scoprire qualcosa di più, per dare a quella mamma che non respira più o sollievo o una bara su cui piangere. Certe volte è meglio sapere perché l’incertezza uccide più di mille killer.
Una stranezza dopo l’altra
Inizialmente, Lucas pensa che non ci sia trippa per gatti, ma poi. Al rifugio iniziano ad accadere cose strane. Sì una delle scrittrici che riferisce fatti particolari fuma un pochino troppa erba, eh, ma… ma è mai possibile che spariscano le cose? Che si sentano ninnenanne bizzarre attraverso i muri? Che appaiono nel bosco strane figure infagottate in cappotti rubati?
Ha qualcosa a che fare con il fatto che nella cittadina si parli di una strana Vedova Rossa che esige un bambino in dono ogni 35 anni? Ecco che tutto torna, anche perché Lily è scomparsa a 35 anni esatti da quando anche un’altra bambina, Carys, scomparve nel nulla.
Lucas non ci capisce più nulla, ma sa una cosa: deve indagare perché qualcosa, non sa di che tipo, ma sta accadendo. E uno dopo l’altro verranno fuori dei segreti sepolti da decenni. E finalmente Julia avrà delle risposte.
Che dire, bello, assolutamente promosso. Un romanzo ricco di colpi di scena, ben scritto. Lungo ma mai noioso. Edwards è un maestro nel tenere il fiato sospeso. Riesce a tenere il lettore al guinzaglio, re delle parole.
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Rotte Letterarie”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
