La società contemporanea si trova ad affrontare una profonda contraddizione. Se da un lato si celebra, a parole, la diversità dei corpi e l’inclusività, dall’altro la mania dell’eccessivo dimagrimento continua ad esercitare un’influenza potentissima, alimentata da nuovi trend digitali, canoni estetici tossici e dall’avvento di farmaci di ultima generazione come l’Ozempic. Oggi la ricerca della magrezza non si manifesta più soltanto nelle forme classiche degli anni novanta o duemila (l’estetica heroin chic), ma si nasconde dietro concetti apparentemente salutari come il “fitness estremo”, l’ottimizzazione biologica o il biohacking. Il desiderio di un corpo scarnificato e privo di forme è tornato prepotentemente di moda, guidato in gran parte dai social media. Piattaforme come TikTok e Instagram espongono quotidianamente i giovani a filtri alteranti, sfide di dimagrimento e immagini di corpi irreali, creando un terreno fertile per l’insoddisfazione corporea.
A complicare il quadro attuale è la recente “medicalizzazione” della perdita di peso
L’esplosione della popolarità di farmaci nati per il diabete (come l’Ozempic) e utilizzati abusivamente per scopi estetici da celebrità e influencer ha sdoganato l’idea che il dimagrimento rapido e drastico sia accessibile a tutti, privo di sforzi e soprattutto privo di rischi. Questo fenomeno ha radicalizzato l’ossessione collettiva, trasformando il corpo magro non più in un obiettivo di benessere, ma in uno status symbol da esibire.
L’ideale di bellezza di oggi, applicato rigorosamente dai media, è una persona con lo stesso livello di grasso corporeo di una graffetta – Dave Barry
Le conseguenze di questa cultura sono devastanti, sia a livello fisico che psicologico, con effetti sui disturbi del comportamento alimentare (DCA), come anoressia, bulimia e vigoressia che registrano un abbassamento costante dell’età d’esordio, colpendo anche preadolescenti. Non mancano, purtroppo, isolamento sociale e ansia, perché la costante preoccupazione per il cibo, il peso e il conteggio delle calorie portano a un progressivo ritiro sociale e a stati depressivi e ci sono anche danni biologici a lungo termine. Restrizioni caloriche severe, infatti, compromettono il sistema endocrino, la densità ossea, la salute cardiaca e il metabolismo.
In un’epoca in cui l’apparenza digitale sembra definire il valore individuale, è fondamentale decostruire questo ideale tossico. La vera sfida culturale di oggi consiste dunque nel restituire al corpo la sua funzione originaria di veicolo di vita, salute ed espressione personale, liberandolo dalla prigione di una taglia idealizzata e distruttiva. Persino il volto paga un prezzo salato a causa del dimagrimento lampo. Per capire cosa succede, abbiamo interpellato la dottoressa Olivia Muraglia, esperta in medicina estetica del viso.
Il parere dell’esperta

“Ormai si parla di Ozempic Face -sottolinea la dottoressa Muraglia – se negli ultimi mesi avete sfogliato una rivista di lifestyle o scivolati lungo il feed di Instagram, vi sarete sicuramente imbattuti sicuramente nel fenomeno del momento. Da un lato, il boom dei farmaci a base di GLP-1 (come Ozempic e Wegovy) ha rivoluzionato il trattamento del diabete e dell’obesità, garantendo cali ponderali che fino a ieri sembravano possibili solo con la chirurgia. Dall’altro, è nato un nuovo neologismo che agita il mondo dell’estetica, la cosiddetta Ozempic face.
Ma di cosa si tratta davvero? È il risultato di una sostanza “tossica” per l’epidermide o l’effetto collaterale di una metamorfosi troppo rapida?
Lo specchio dopo la bilancia e i segnali sul volto
Quando il corpo perde peso a ritmi sostenuti, il grasso non scompare in modo selettivo solo dove vorremmo. Svanisce ovunque, compreso quel prezioso “cuscinetto” idratante e strutturale che dona al viso un aspetto fresco e giovanile. Il risultato è un’estetica che molti descrivono come svuotata o improvvisamente invecchiata. Tra i tratti distintivi dell’Ozempic face ci sono guance scavate e perdita di volume-il terzo medio del viso, ovvero la zona degli zigomi e delle guance, perde la sua naturale pienezza, sguardo stanco e occhiaie accentuate, perché la riduzione del grasso attorno all’orbita rende più evidenti i solchi sotto gli occhi.
Poi rughe e “rughette” in primo piano-i solchi nasolabiali, cioè le linee che vanno dal naso agli angoli della bocca, diventano più profondi e marcati, c’è lassità cutanea perchè la pelle, svuotata rapidamente del suo supporto interno, non fa in tempo a riadattarsi, apparendo più flaccida e svuotata“.
Cosa dice la scienza? L’inganno della pelle
Un’idea diffusa è che questi farmaci abbiano un effetto dannoso o “aggressivo” diretto sui tessuti cutanei. In realtà, la letteratura medica più recente ridimensiona nettamente questa ipotesi. Uno studio radiologico pubblicato sulla rivista scientifica Otolaryngology 2025 ha analizzato, tramite imaging, i tessuti dei pazienti in terapia con GLP-1 receptor agonists. I ricercatori hanno osservato una netta riduzione del volume del terzo medio del viso, localizzata prevalentemente a carico del grasso superficiale. La cosa fondamentale? La riduzione del volume del volto era direttamente proporzionale all’entità del peso complessivo perso. In parole semplici: più peso si perde (e più velocemente lo si fa), più il viso si svuota.
A confermarlo sono anche le revisioni cliniche pubblicate sul Journal of Cosmetic Dermatology: il fenomeno è multifattoriale. Nasce dalla combinazione tra la perdita di grasso sottocutaneo, il conseguente crollo del sostegno strutturale dei tessuti e il naturale limite di elasticità della pelle, che a un certo ritmo di dimagrimento stenta a ritirarsi. Ad oggi, l’esistenza di un effetto dannoso “diretto” del farmaco sulla qualità molecolare della pelle rimane un’ipotesi incerta e non dimostrata.
“La cosiddetta Ozempic face non è quindi una patologia cutanea, ma la naturale risposta anatomica a un dimagrimento imponente e veloce. Il fenomeno non riguarda peraltro solo chi usa questi farmaci: si osservava già in passato dopo interventi di chirurgia bariatrica o diete ipocaloriche estreme. La differenza oggi sta nella diffusione di massa di questi trattamenti, che ha portato sotto i riflettori un dilemma antico; quando la silhouette si assottiglia a ritmo record, il viso ha semplicemente bisogno di tempo o dell’aiuto della medicina estetica per ritrovare la sua armonia” – conclude l’esperta.
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