Premio Valore Coraggio 2026, riconoscimento all’Oncologia Pediatrica del Gemelli

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Premio Valore Coraggio

Domenica 4 ottobre, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma, si è tenuta la terza edizione del Premio Valore Coraggio, iniziativa che ogni anno attribuisce riconoscimenti a persone, organizzazioni e associazioni che si siano distinte nell’espressione del Coraggio, inteso come forma solidale di considerazione umana, e del Valore come finalità unica dell’essere umano.

Il riconoscimento con “Valore Coraggio” all’Oncologia Pediatrica del Gemelli

Nell’edizione 2026, il Reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS si è aggiudicato il riconoscimento. A consegnarlo è stato Gianluca Russo, che nel suo intervento ha sottolineato il lavoro svolto dall’intero staff del reparto, sia dal punto di vista umano sia professionale. Il reparto è stato indicato come un’eccellenza internazionale, capace di mettere in rete conoscenze a livello mondiale per la cura dei propri pazienti e particolarmente attenta anche al sostegno dei genitori e delle famiglie coinvolte nel percorso di cura.

A ritirare il riconoscimento, insieme a una rappresentanza delle infermiere e alla psicologa del reparto, è stato Antonio Ruggiero, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Pediatrica. «Sono qui a ricevere questo premio con una rappresentanza delle infermiere e con la psicologa del reparto – ha dichiarato Ruggiero – perché il nostro è un lavoro di squadra. Qualcuno ha detto che una diagnosi di tumore arriva come uno tsunami, e questo tsunami è ancora più violento quando il paziente è un bambino. Per questo, ci teniamo a sottolineare che il nostro è un lavoro collettivo, che coinvolge tutto il personale, e sono felice che oggi siamo qui tutti insieme a ricevere questo premio che ci dà fiducia e ci fa sentire quanto sia importante il nostro lavoro per molte persone».

Nel corso della cerimonia è intervenuta anche Anna Rita Cammerata, ideatrice del premio, che ha spiegato il senso dell’iniziativa partendo da una considerazione sulla società contemporanea: «Il mondo è impazzito e sembra non ci sia più spazio per la bellezza umana, ci si sta abituando alla bruttezza sociale e morale; forse se fossimo più attenti, ci renderemo conto che l’umanità bella esiste ancora e non finirà mai, un motivo per cui la si deve premiare».

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