Santi e Vampiri, il documentario che esplora il confine tra fede, mito e immortalità

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Santi e Vampiri

Santi e Vampiri  (’60 – Italia 2026), documentario prodotto da Kraken s.r.l. in collaborazione con Flowerland, sceneggiatura di Corrado Azzollini e Serena Porta, che ne firma anche laregia, è nelle sale dal 2 luglio con Draka Distribution. Presentato in concorso al Bif&st nella sezione Per il Cinema Italiano,  il documentario si avvale del contributo di esperti di fama nazionale, tra cui Francesco Paolo De Ceglia (protagonista), Pasquale Palmieri, Francesco Introna, Mirko Lino, Pierroberto Scaramella, Tommaso Braccini, Giuseppe Ruggiero e Luigi Garlaschelli.

Girato in luoghi suggestivi e ricchi di storia, tra cui San Marino, Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Putignano e Molfetta, il documentario trae origine da una riflessione: dall’alba dei tempi, l’uomo ha cercato di dare un significato al mistero della morte e dell’immortalità.

Un viaggio tra reliquie, leggende e il mistero della vita oltre la morte in “Santi e Vampiri”

Due figure, il santo e il vampiro, rappresentano visioni opposte dell’eterno: una legata alla luce divina, l’altra all’oscurità eterna.

Con l’avanzare dell’età dei Lumi, le superstizioni sui vampiri iniziarono a essere studiate e, in molti casi, smontate. Nel 1744, Giuseppe Davanzati, arcivescovo di Trani, scrisse uno dei testi più celebri sul fenomeno del vampirismo: la Dissertazione sopra i Vampiri. In questo testo si affronta il tema dei vampiri da una prospettiva razionalista, cercando di svelare il mito dietro le credenze popolari. Sia il vampiro che il santo sfidano la decomposizione. Ma se il corpo del santo è un segno di grazia divina, quello del vampiro rappresenta una maledizione. Entrambi, però, incarnano l’idea di una vita oltre la morte, seppur in forme diametralmente opposte. In Italia, terra di santi e leggende, il confine tra sacro e profano si dissolve. Tra reliquie sacre e corpi inquieti, si nascondono storie che intrecciano fede e paura.

Il tema del documentario spiegato dall’autore

Corrado Azzollini, autore, dichiara“Il tema centrale del documentario si muove in una ricerca sul vampirismo non solo come narrazione gotica, ricerca antropologica e argomento scientifico e teologico ma anche e soprattutto come metafora della paura della morte e attaccamento alla vita insita nell’essere umano in quanto tale. Lo sgomento della fine e il desiderio del ritorno si traducono nella creazione di quello spazio liminale tra ciò che è stato e ciò che può ancora essere”.

“Ho voluto proporreuna visione innovativa e rigorosa – chiosa Serena Porta – unendo prospettiva scientifica e linguaggio evocativo. Il documentario alterna riprese in luoghi reali e sequenze animate, creando un racconto visivo che intreccia passato e presente, con una particolare attenzione dedicata alle figure femminili del mito, superando stereotipi e offrendo una lettura più articolata”.

Kraken S.r.l., produzione, con sede a Molfetta, è una società fortemente tesa alla valorizzazione di giovani talenti e storie legate al territorio pugliese. Il documentario è prodotto in associazione con Flowerland S.r.l, specializzata in produzione e diritto dello spettacolo e si avvale di una rete di collaborazioni nazionali e internazionali.

Draka Distribution, distribuzione, società pugliese con un ricco catalogo di film e documentari italiani e stranieri, presenta una linea editoriale molto articolata finalizzata alla promozione del cinema indipendente di qualità.

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