Il prezzo di ogni cosa è ciò che il suo acquirente è disposto a pagare – Publilio Siro
La scorsa settimana ci siamo soffermati sul Ferragosto, su quelle piccole e grandi curiosità legate all’intoccabile ricorrenza tutta italiana che, per quanto insignificanti e assurde ci possano sembrare, puntualmente tornano a farci compagnia quando arriva agosto. Eppure, non si tratta delle uniche particolarità che non esiteremmo neppure per un attimo a definire impossibili. Anzi, in ogni momento può capitare di imbatterci in oggetti o eventi a cui non crederemmo, ma che in effetti sono reali sotto ogni punto di vista. Un po’ ciò che è accaduto a me in questi giorni che, proprio mentre qualcuno è ancora alle prese con l’ultima fetta di anguria della stagione o con il rientro dalle ferie, mi sono imbattuto, quasi per sbaglio, in gente disposta a spendere migliaia di euro persino per comprare un oggetto che, in condizioni normali, sarebbe già finito nella spazzatura!
Quando persino l’avanzo di Justin Timberlake può diventare un tesoro!
È il meraviglioso, e abbastanza inquietante a dire il vero, universo delle aste, un ambiente nel quale non è necessariamente la qualità dell’oggetto a stabilirne il valore, ma la storia che riesce a raccontare e soprattutto la persona che, prima di noi, lo ha tenuto fra le mani. Perché? Ebbene, perché se un vecchio fazzoletto trovato in fondo ad un cassetto vale esattamente quanto siamo disposti a riconoscergli, il medesimo cambia improvvisamente natura se ad usarlo è stata, ad esempio, Scarlett Johansson. Oppure, non so, se una ciocca di capelli raccolta dal pavimento di un parrucchiere è destinata, nella migliore delle ipotesi, alla pattumiera, in altre circostanze può diventare un piccolo tesoro se apparteneva a Marilyn Monroe. È una questione di prospettiva, direbbero alcuni. Per me, purtroppo, si tratta soltanto di fanatismo.
Basti pensare ad uno dei casi più popolari, risalente ai tempi degli ‘N Sync, quando Justin Timberlake era ancora il ragazzo delle boy band e non la superstar che conosciamo oggi. Durante un’intervista, infatti, lasciò del French toast nel piatto. In altre parole, una banalissima colazione avanzata. Qualcuno, però, ebbe l’idea di metterla all’asta e qualcun altro ebbe il coraggio di comprarla, oltretutto alla modica cifra di 1.025 dollari. Una sorte simile toccò ai capelli della Monroe, arrivati a circa 70mila dollari, e alle trecce di Willie Nelson, vendute per 37mila.
Insomma, sono pur sempre degli scarti, ma se agli occhi dei più rimangono semplicemente tali, per chi vive nell’ossessione di poter possedere qualunque cosa (letteralmente) sia appartenuta al proprio beniamino o alla propria beniamina, quel qualcosa si trasforma nel più inestimabile dei tesori. E questo, ci piaccia oppure no, riguarda praticamente l’intero mercato dei memorabilia.
Collezionismo senza freni
Come dimenticare il dente di John Lennon che, per chi non conosce la sua musica, a costo di scrivere un’eresia, potrebbe addirittura essere il suo pezzo più importante. Del resto, c’è chi solitamente compra i suoi dischi o si mette alla ricerca di rare edizioni fra le sue uscite discografiche, e chi, invece, si attacca ad un molare, che per giunta riuscì a sfiorare i 30mila dollari. E che dire delle unghia di Lady Gaga? Durante un concerto, infatti, la popstar ne perse una, che venne battuta all’asta per una cifra a cinque zeri. Un’inusuale e autentica tendenza, dunque, di cui ci diede prova anche l’attore, scrittore e produttore canadese William Shatner, che nel 2006 decise di mettere all’asta una delle cose meno glamour che si possano immaginare: un calcolo renale, che venne venduto a 25mila dollari e il cui ricavato fu devoluto in beneficenza.
Alla fine, però, non importa quanto improbabile si possa ritenere (o effettivamente essere) un tale atteggiamento, con tutto quel che ne deriva. In fondo, un toast rimane un toast, un capello è un capello e un calcolo renale, per fortuna, resta un calcolo renale. Tuttavia, la prossima volta che stiamo per buttare via qualcosa, magari dovremmo pensarci due volte, non sia mai che possa trattarsi del prossimo cimelio da migliaia di euro!
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