I mostri sono reali, e anche i fantasmi sono reali. Vivono dentro di noi, e a volte vincono – Stephen King
Christopher Bauer è un chirurgo ortopedico, sua moglie Hannah infermiera di pronto soccorso e sono una coppia affiatata e innamorata. Ultimamente, stremati dalla ricerca di un figlio che non arriva, prendono in considerazione l’adozione: il desiderio di essere genitori è forte e pungente. Quando nell’ospedale dove entrambi lavorano arriva Janie, una bimba maltrattata, prendono il suo caso in modo serio. La situazione di Janie è una di quelle che fanno gelare il sangue, soprattutto quando si hanno (o si vogliono) figli: è sporca di sangue, quando viene trovata per strada, è gravemente denutrita, ha segni di fratture e lesioni e ha uno strano collare nel collo. I brividi corrono lungo la schiena di chiunque si trovi la sua vicenda di fronte, e come non potrebbe?
Una bambina perfetta, ma lo è davvero?
Janie viene accolta dal personale medico con dolcezza. Tutti la trattano come un gioiellino. Le sue condizioni sono talmente gravi che sembra avere tre anni, ma in realtà ne ha sei. Manifesta sin da subito un attaccamento al cibo molto accentuato, con delle crisi di rabbia distribuite nel corso della giornata, ma tutto ciò è perfettamente compatibile con quello che ha vissuto: un bambino nei suoi primi anni deve essere protetto, accudito e coccolato. Quando ciò non accade, be’, il male dilaga e Janie ne paga le conseguenze. Quando Christopher deve “rimetterle a posto” (come le spiega) le ossa, le fa una promessa: si prenderà cura di lei. Janie, che di questo tipo di affetto non è una grande esperta, si affeziona a lui in maniera maniacale.
Ad un certo punto, quando le condizioni fisiche (attenzione, non quelle psicologiche) vengono considerate sotto controllo, si cerca una casa per lei. Abbiamo detto che i Bauer hanno provato a lungo a diventare genitori, giusto? Ah, e abbiamo anche detto che hanno preso in considerazione un’altra strada, quella di dare casa a un bambino meno fortunato. Ok… quale strada è quindi migliore di offrire il loro amore a quella bimba dimenticata da Dio? Del resto, Janie è molto affezionata a Christopher. Meno ad Hannah, ma pare sia normale. Bene, la coppia ha deciso e gli assistenti sociali sono d’accordo: la bambina andrà da loro. Ed è proprio qui l’inizio della fine.
Una bambina (im-)perfetta: un romanzo che lascia senza parole
Hannah non sa gestire la bambina, che mostra un attaccamento pazzesco con il marito ma anche delle crisi nervose che buttano giù l’intera casa. Ci prova, a farsi amare, ma non riesce mai. La bambina sembra odiarla. Considerarla un ostacolo. Vederla come il terzo incomodo. E tutto precipita quando la donna scopre di essere incinta. Quello che dovrebbe essere un momento di gioia intensa, diventa teso: lei è felice, preoccupata ma colma di gioia, Christopher – nonostante Janie sia diventata un grosso problema da risolvere sotto tutti i punti di vista – è più preoccupato per quello che la bambina proverà con un altro bimbo in casa che gioioso. Hannah è anche mlto spaventata: ha visto in Janie dei comportamenti ambigui. Comunque, provano ancora a essere una famiglia.
Da questo punto in poi, la situazione precipita, ma niente spoiler: per capire fino a che punto può arrivare la malvagità di un animo umano bisogna solo continuare a leggere. Che conseguenze ha su un organismo un maltrattamento perpetrato fin dai primi anni di età? Si può recuperare un cuore rotto? Sono tutte domande che vengono in mente durante la lettura del romanzo. E soprattutto: gli adulti, quelli che sono comunque equilibrati intendo, sanno sempre gestire le situazioni pericolose o angoscianti o è più facile del previsto crollare?
La bambina perfetta di Lucinda Berry è uno dei libri più belli e angoscianti e traumatizzanti che si trovino in giro ultimamente. Mostra la cattiveria, il desiderio di normalità, l’escalation di rabbia e stanchezza, la paura, il rimorso, il pericolo nascosto dietro un atteggiamento tranquillo. E soprattutto mostra quando possa essere semplice cadere quando si è provati, stanchi o terrorizzati. E il colpo di scena finale? Be’, Hannah e Christopher avranno tanto da metabolizzare, ma, per capire cosa, bisogna iniziarlo. Consigliatissimo!
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