Art City Bologna, ci sarà anche “Fioriture Sintetiche” in collaborazione con Alberea

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Art City Bologna

Dal 7 al 9 febbraio, nell’ambito di Art City Bologna, il progetto artistico “Fioriture Sintetiche” propone una riflessione sulla connessione tra il reale e il virtuale, l’intelligenza artificiale e la scultura. Dopo il suo debutto a Cremona, l’iniziativa ideata da Matteo Mandelli in collaborazione con Luca Baldocchi, e curata da Alisia Viola e Simone Sensi, arriva a Bologna con un’installazione che esplora il rapporto tra tecnologia e ambiente.

Al centro del progetto vi è la collaborazione con Alberea, realtà impegnata nella riforestazione del Mediterraneo. Grazie a questa partnership, ogni opera di “Fioriture Sintetiche” contribuisce direttamente alla piantumazione di nuovi alberi, trasformando l’esperienza artistica in un gesto concreto di tutela ambientale.

La tappa di Fioriture Sintetiche all’Art City Bologna

La tappa bolognese, realizzata grazie a Diffusissima by Artàporter, si concretizzerà in una installazione site-specific nel Giardino della Chiesa di Santa Maria dei Servi, dove l’ambiente si trasformerà in un ecosistema in continua evoluzione. L’installazione invita il pubblico a riflettere sulla fragilità del nostro ambiente e sul ruolo trasformativo che l’arte può giocare nella sua salvaguardia.

All’esterno, l’installazione si presenta come una serra, un involucro che evoca la natura controllata e modellata dall’uomo. All’interno, però, si dischiude un paesaggio inaspettato: un ecosistema inedito, popolato da specie del futuro. Vasi tradizionali si trasformano in supporti per schermi digitali, animati da una flora virtuale che stimola una riflessione sulla fragilità ambientale e sul rapporto tra uomo e natura. La serra diventa così uno spazio di contemplazione, in cui il confine tra realtà e virtualità si fa labile, dando vita a una dimensione sospesa tra biologico e artificiale.

Cooperazione tra progresso e tutela dell’ambiente

Unendo fisico e digitale, reale e virtuale, “Fioriture Sintetiche” affronta temi attuali come il cambiamento climatico e la responsabilità collettiva. L’opera, poetica ma anche critica, invita a ripensare il rapporto tra uomo e ambiente attraverso lo sguardo dell’arte. Con un approccio sperimentale e immersivo, Matteo Mandelli e Luca Baldocchi creano un’esperienza che non si limita alla contemplazione, ma sollecita riflessioni sul futuro della natura e sul ruolo dell’uomo nella sua tutela.

Ogni fiore digitale nasce da immagini raccolte in un anno di viaggio, rielaborate per fondere realtà
e immaginazione. Così, l’effimero diventa simbolo eterno, aprendo una riflessione sul legame tra uomo e natura. Le opere creano un dialogo tra organico e digitale, intrecciando tradizione e tecnologia. I vasi, elementi della memoria storica, ospitano schermi digitali con fioriture in continua trasformazione. L’accostamento tra componenti elettronici e ceramica crea un contrasto visivo che amplifica la tensione tra passato e futuro, fragilità ed eternità.

Matteo Mandelli e Luca Baldocchi affrontano una delle grandi sfide della contemporaneità: conciliare progresso tecnologico e tutela dell’ambiente. In un contesto segnato da crisi ecologiche e trasformazioni rapide, Fioriture Sintetiche trasforma la distruzione in creazione, offrendo una nuova prospettiva sul rapporto tra uomo, natura e innovazione.

Le opere, concepite come microcosmi visivi, intrecciano organico e digitale in un equilibrio sottile. I fiori virtuali, generati dall’intelligenza artificiale, evocano un memento mori moderno, sospeso tra la fragilità della vita e l’illusione dell’eternità tecnologica. Questo dialogo tra naturale e artificiale si traduce in un’esperienza immersiva che invita a riflettere sul futuro dell’ecosistema e sul ruolo dell’uomo nella sua preservazione.

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