La verità è figlia del tempo, non dell’autorità — Francis Bacon
La gestione dell’emergenza pandemica rappresenta una delle pagine più delicate della storia recente italiana. Proprio perché sono stati impiegati ingenti fondi pubblici e sono state assunte decisioni che hanno inciso sulla vita di milioni di cittadini, ritengo sia doveroso che ogni aspetto venga chiarito dalla Commissione d’inchiesta sul Covid con la massima trasparenza, nel rispetto sia delle garanzie previste dall’ordinamento sia della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.
La necessità e il dovere della Commissione d’inchiesta sul Covid di chiarire ogni aspetto della gestione della pandemia
A mio avviso, la Commissione parlamentare d’inchiesta ha il compito di verificare se tutte le procedure adottate durante l’emergenza sanitaria siano state corrette e se le risorse pubbliche stanziate per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale siano state impiegate nel modo più efficace e conforme alla legge.
Ritengo che sia opportuno fare piena luce anche sulle vicende riguardanti l’approvvigionamento delle mascherine prodotte in Cina, oggetto nel tempo di numerose ricostruzioni giornalistiche, di indagini e di approfondimenti istituzionali. Stando agli accertamenti richiamati dalla Commissione, i possibili reati sarebbero ci sarebbero, tra cui il traffico di influenze illecite e consulenze di importo rilevante legate agli affidamenti per la fornitura di milioni di mascherine.
Sempre secondo tali ricostruzioni, una parte delle forniture acquistate sarebbe poi risultata non conforme ai requisiti previsti. A mio giudizio, è fondamentale accertare se tali eventuali criticità abbiano inciso sul livello di protezione garantito agli operatori sanitari e ai cittadini, evitando però di attribuire rapporti di causa-effetto che dovranno essere eventualmente dimostrati dagli organi competenti.
Il ruolo di Giuseppe Conte
Per quanto riguarda Giuseppe Conte, ritengo che sia nell’interesse dello stesso ex Presidente del Consiglio fornire ogni chiarimento richiesto dalla Commissione. Ci sono diverse ricostruzioni sul suo ruolo e sulle modalità della sua eventuale audizione; proprio per questo considero importante che ogni passaggio avvenga con la massima trasparenza, così da fugare definitivamente qualsiasi dubbio.
È altresì opportuno ricordare che, nei procedimenti giudiziari già conclusi richiamati nel dibattito pubblico, Domenico Arcuri, Giuseppe Conte e altri soggetti sono risultati assolti o comunque hanno beneficiato di provvedimenti favorevoli. Ciò non esclude, a mio parere, che una Commissione parlamentare possa approfondire i profili politici, amministrativi e organizzativi della gestione dell’emergenza, nel rispetto delle diverse funzioni della magistratura e del Parlamento.
Gli altri nomi citati
Tra i nomi più volte citati nelle ricostruzioni pubbliche della vicenda figurano anche l’avvocato Luca Di Donna, già collega di studio di Conte, e Guido Alpa, indicato da alcune fonti come suo mentore. Ritengo che spetti esclusivamente alla Commissione e, ove necessario, all’autorità giudiziaria valutare la rilevanza dei rapporti personali e professionali richiamati nel corso degli approfondimenti.
Per quanto riguarda Cai Zhongkai, in molti hanno richiamato la sua posizione
frequentemente richiamata in relazione alle forniture di mascherine e ai rapporti economici con diversi intermediari. A mio avviso, si dovranno esaminare anche questi aspetti sulla base degli atti ufficiali e delle decisioni giudiziarie, evitando conclusioni che vadano oltre quanto effettivamente accertato.
Ritengo inoltre significativo il gesto compiuto dal deputato Galeazzo Bignami, che secondo quanto riportato pubblicamente avrebbe lasciato il proprio incarico nella Commissione per favorire, nelle sue intenzioni, un confronto istituzionale più trasparente. Si tratta di una scelta politica che ciascuno può valutare diversamente, ma che, a mio giudizio, testimonia l’importanza attribuita ai lavori della Commissione.
La Commissione deve lavorare senza condizionamenti
Infine, considero rilevante il fatto che Conte abbia annunciato iniziative legali nei confronti di alcuni organi di stampa per tutelare la propria reputazione. È un suo diritto. Allo stesso tempo, ritengo che un eventuale confronto davanti alla Commissione parlamentare possa rappresentare l’occasione migliore per rispondere ai quesiti ancora aperti e confermare, anche in quella sede, la propria estraneità a qualsiasi illecito o irregolarità nella gestione del periodo pandemico.
In conclusione, la mia opinione è semplice: la Commissione dovrebbe poter lavorare senza condizionamenti, nel pieno rispetto delle garanzie di tutti. Se vi sono responsabilità, dovranno emergere sulla base di prove e accertamenti; se invece le accuse si riveleranno infondate, sarà altrettanto importante che si chiarisca tutto definitivamente. La trasparenza, soprattutto quando sono in gioco la salute pubblica e l’impiego di risorse dello Stato, rappresenta il miglior strumento per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
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