Esorcisti contro l’Intelligenza Artificiale: il vero nuovo male del nostro tempo?

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Esorcisti

Sky TG24 riferisce che al XX corso internazionale sugli esorcismi e la preghiera di liberazione dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum si è discusso proprio dell’aumento di chatbot che propongono risposte e soluzioni fai-da-te, ritenute pericolose; l’edizione ha avuto 231 iscritti da 38 nazionalità e un taglio dichiaratamente interdisciplinare, tra fede, teologia, psicologia, medicina, criminologia e scienze sociali.

Esorcisti in classe all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

L’Ateneo presenta il corso come un percorso sistematico su dimensioni antropologiche, sociali, teologiche, liturgiche, canoniche, pastorali, mediche, neuroscientifiche, farmacologiche, simboliche, criminologiche, legali e giuridiche. Per inciso, se ci fossero 231 Iscritti ad un corso di astrologia questo fatto (da solo) non dimostrerebbe l’efficacia dell’astrologia. Dimostra invece che in ambito religioso esiste una domanda formativa reale intorno a quel tema. In termini sociologici, il numero segnala che l’esorcismo continua a funzionare .Funziona come categoria religiosa, pastorale, simbolica e istituzionale capace di organizzare pratiche, ruoli, competenze e discorsi.

La notizia rischia di essere letta con superficialità: “gli esorcisti ora combattono anche ChatGPT”. Sarebbe una battuta facile. Troppo facile. Il vero tema è più profondo: l’AI abbassa la soglia di accesso a pratiche, linguaggi e immaginari che un tempo erano mediati da comunità, autorità religiose, testi, rituali, gerarchie e responsabilità.

L’Agenzia ANSA riporta, ad esempio, l’allarme di David Murgia del GRIS – più avanti nell’articolo provo a rispondere alla domanda “Cos’è il GRIS?” – sul fatto che l’esorcismo cattolico prevede paletti severi: sacerdote, nomina del vescovo, esercizio nel proprio territorio, rituale codificato. La stessa fonte collega il rischio al fenomeno del fai-da-te, alle truffe e alla “digital occulture”, cioè alla circolazione quotidiana online di contenuti occultistici prima percepiti come più riservati o elitari.

Questa è la chiave: non l’AI come demonio, ma l’AI come acceleratore della disintermediazione religiosa.

Ma cos’è, scientificamente, il GRIS? E come può aiutare la formazione degli esorcisti?

Il GRIS – Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa non è un’università, non è un centro di ricerca pubblico, non è un ente neutrale di sociologia delle religioni in senso accademico stretto. È un’associazione privata di fedeli cattolici, culturale e religiosa, senza scopo di lucro, con sede nazionale a Bologna fondata nel 1987, approvata dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana).

La sua missione statutaria include attività educative, formative, di studio, informazione e consulenza su “religioni, sette e fenomenologia correlata”, anche a livello culturale, religioso, scientifico e sociale. Lo statuto parla anche di promozione della pace, tutela dei diritti umani, civili, sociali e religiosi, formazione di operatori e assistenza a persone che vivono situazioni problematiche in ambito religioso, parareligioso, spiritualista o magico.

Scientificamente, quindi, il GRIS è un soggetto ibrido. Produce informazione, formazione, documentazione e consulenza su fenomeni religiosi controversi; può coinvolgere specialisti e rivendica un metodo “scientificamente valido”; ma nasce dentro una cornice confessionale cattolica e pastorale. Questo non lo rende automaticamente inattendibile, ma impone di classificarlo correttamente: fonte interessata, non fonte terza.

È come ascoltare consigli di buona salute da un’agenzia di pompe funebri: non è detto che siano sbagliati, ma sarebbe ingenuo dimenticare da quale soglia simbolica vengono pronunciati.

Il punto critico è proprio la scientificità dei propri assi tematici. Termini come “setta”, “manipolazione mentale”, “plagio”, “psicosetta” o “fuoriusciti” non sono categorie scientifiche. In sociologia delle religioni, antropologia religiosa e religious studies si tende spesso a preferire espressioni più precise e descrittive. Nuovi movimenti religiosi, minoranze religiose, gruppi religiosi, processi di conversione/deconversione, conflitti familiari o istituzionali intorno all’appartenenza religiosa.

Finanche in criminologia si adottano cautele terminologiche per evitare che il linguaggio incorpori pregiudizi o giudizi di valore negativi.

Esorcisti: vade retro “ironia da salotto”!

Anche se il GRIS non ha un carattere accademico, il corso sugli esorcismi non dovrebbe essere liquidato con ironia da salotto. È facile sorridere davanti all’immagine dell’esorcista che deve fronteggiare anche l’intelligenza artificiale. Ma dietro la battuta si nasconde un problema reale: la trasformazione della chatbot in autorità spirituale improvvisata.

Agli esorcisti viene insegnato, giustamente, che l’AI non possiede discernimento – fatto ovvio solo a una minoranza di soggetti alfabetizzati nell’informatica -. Tuttavia, produce risposte. E troppo spesso non si limita a dire “non sono competente” (questo aspetto algoritmico forse l’ha assimilato dai testi su cui è stata esercitata, inclusi i discorsi dei politici). Non ha mandato pastorale, non ha responsabilità clinica, non conosce davvero la persona che le sta davanti (in questo ricalca i comportamenti di alcuni psichiatri che prescrivono il farmaco senza visitare e senza evidenze scientifiche), non appartiene a una comunità e non risponde a un vescovo, a un medico, a uno psicoterapeuta o a una famiglia. In ambiti ordinari questo può produrre errori; in ambiti estremi può produrre danni.

La mente umana

Il rischio degli esorcismi fai-da-te non nasce con l’intelligenza artificiale. Nasce dalla fragilità della mente umana. Dalla paura, dall’isolamento, dalla credulità di taluni, dalla ricerca disperata di risposte semplici davanti a sofferenze complesse. L’AI però rende tutto più accessibile, più rapido, più persuasivo. Una volta servivano un gruppo, un “guaritore”, “una setta, un manuale di psichiatria, “uno bravo” (segno che la maggioranza proprio non c’azzecca)! Ora basta una domanda scritta nel buio di una stanza:

Come faccio a liberarmi dal male?

Qui il corso romano tocca un punto serio. Non si tratta di opporre fede e scienza, né Chiesa e tecnologia. Si tratta di impedire che il dolore umano venga consegnato alla combinazione più pericolosa: solitudine, superstizione e algoritmo.

Papa Leone il prossimo 25 maggio presenterà la sua prima enciclica. In quelle riflessioni troveremo ulteriori elementi per contestualizzare il livello di penetrazione dell’algoritmo nella società contemporanea e le soluzioni possibili per farvi fronte.

Misurare la gravità e dare la corretta priorità

L’intelligenza artificiale comporta rischi reali: disinformazione, dipendenza cognitiva, sostituzione impropria dell’autorità umana, uso scorretto in ambiti delicati come salute mentale, religione, educazione e lavoro. Tuttavia, la sproporzione dell’allarme pubblico rischia di creare un effetto paradossale: mentre ci concentriamo quasi ossessivamente sui pericoli del progresso informatico, perdiamo di vista problemi ben più gravi, più antichi e più devastanti, che continuano ad agire sotto i nostri occhi: guerre, fame, povertà, migrazioni forzate, inquinamento, crisi idrica, crisi energetica, corsa al riarmo (l’Italia su questo si salva perché abbiamo troppi debiti, e forse se ne sono accorti anche i politici) e… violazione dei diritti umani, mentre organismi internazionali come l’Onu sono sotto attacco e rischiano lo smantellamento per il concomitante dirottamento di fondi pubblici su riarmo (che per stare sereni viene ora riclassificato “Difesa”).

La questione non è negare la gravità dell’AI. La questione è rimettere le gravità di ogni crisi in un elenco ordinato, così da dedicargli la corretta attenzione.

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Studioso di comunicazione, semiotica e vessillologia. Esploratore, attivista culturale e saggista. Già consigliere comunale e militante radicale "contro la pena di morte". Laurea in relazioni pubbliche (Iulm, Milano), diplomi di alta formazione nel pensiero filosofico di Tommaso d’Aquino e Anselmo d’Aosta presso atenei pontifici; “Esperto in criminologia esoterica”, master in bioetica. Tra i suoi interessi di ricerca: diritti umani, peace studies, hate speech online, analfabetismo religioso. Da oltre dieci anni Ministro della Chiesa di Scientology e rappresentante italiano dello scrittore statunitense L. Ron Hubbard.

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