Espresso Macchiato, omaggio o parodia di Tommy Cash all’Italia? Il parere di Giuseppe Ursini del Codacons

3 mins read
Espresso Macchiato

L’Eurovision Song Contest è ormai alle porte e se l’Italia, dopo vari avvicendamenti, punterà tutto su Lucio Corsi, l’Estonia ha invece pensato di scommettere su Tommy Cash, che con il suo Espresso macchiato, brano che gioca (forse un po’ troppo) con l’italiano maccheronico e un’infinità di stereotipi sul nostro amato Paese, sta facendo non poco parlare di sé. Mentre la canzone impazza sui social con il suo balletto virale, infatti, le polemiche si allargano sempre di più, tanto da essere arrivate a coinvolgere addirittura il Codacons.

A tal proposito, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ne ha chiesto formalmente il ritiro e persino alcuni politici hanno manifestato le loro preoccupazioni in merito ad un eventuale danno d’immagine. In questo clima, il diretto interessato si difende parlando di “satira” e dell’intenzione di voler “far riflettere con ironia“, ma non tutti condividono il suo punto di vista. Nemmeno Giuseppe Ursini, Presidente pro tempore dell’associazione, il quale ha deciso di dirci la sua in merito alla questione.

Le parole di Ursini su “Espresso Macchiato” di Tommy Cash

“Ad ascoltare il brano di Tommy Cash, che invoca, negativamente, l’Italia e la sua iconografia, si prova una motivata repulsione, nonché l’interrogativo se si tratti di puerile provocazione non motivata, oppure di opera d’arte.

Ovviamente non si può parlare né di provocazione e neppure di opera d’arte. Sul punto, basti richiamare, tra i tanti, sia Alejandro Jodoroskj, che con il movimento teatrale PANICO esprimeva la sua vena provocatoria in particolari performance artistiche, che Andy Warhol che con i suoi quadri su Marilyn Monroe, attraverso un uso diverso dei colori ne moltiplicava ed accresceva il mito. Quello che qui si rasenta è il trash, ovvero «immondizia, spazzatura», visto che siamo di fronte ad un prodotto di cattivo gusto, di qualità scadente e con tematiche volgari, realizzato volontariamente al solo fine di interessare il pubblico e ricavarne soldi.

Un modo trash per attirare l’attenzione?

Ed infatti, nello specifico, sbattendo qua e là le terga, lo straniero si propone di attirare l’attenzione sparlando in modo incoerente del caffè espresso, senza conoscerlo; nonché, con specifico riferimento all’Italia ed ai suoi prodotti iconici (Espresso e Spaghetti), li richiama secondo ipotesi dispregiative, inoltre, affermando di possedere molto denaro (la bara non ha tasche, ndr), afferma che per averli, suda come un mafioso. E allora:

  • Il bicchiere contenente l’espresso è quello per il caffè lungo ( non espresso); la cd macchiatura non si fa quando si beve, ma al momento di preparare il caffè, in modo da creare la famosa schiuma e di modificarne lievemente la densità ed il sapore. Conseguenza: quello che esibisce il cantante è un normale caffelatte.
  • Non è arte affermare di sudare come un mafioso (che a questo punto sembra conoscere) ma la diretta volontà di offendere gli italiani considerandoli tutti mafiosi e tutti obesi e fuori forma, con considerevole sudorazione. Sempre con fini speculativi ed economici.

Con il conseguente risultato che bere caffelatte (e non espresso macchiato) significa essere mafioso. Forse ha visto il film sbagliato, perché richiama ipotesi del secolo scorso. Ora tutto è cambiato, specialmente nella criminalità, ma lui non se ne è accorto.

In sostanza, quella che ne viene fuori non è una espressione d’arte ma banale trash, utilizzando una immagine distorta ed irreale che neppure tiene conto dell’alta considerazione che hanno degli italiani nel suo Paese.

Un augurio? L’esclusione

Questo l’ho vissuto direttamente visitando la Russia. il Khirghizistan, passando per Afghanistan, Uzbekistan ed altre nazioni. Compresi anche gli altri paesi come Giappone, Corea del Nord, Corea del Sud e Malesia, dove mi dicevano che il mio cognome tradotto in malese significava “uomo dolce”. In tutte queste nazioni ho percepito un reciproco elevato rispetto, non coerente con quanto immaginato dal c.d. cantante; il quale, credo che mai abbia visitato l’Europa ed in particolare l’Italia. Cosa che avrebbe dovuto fare, prima di affermare cose offensive non vere e non riferibili all’Italia. In particolare ai suoi cittadini.

In sostanza sembra di essere di fronte al vecchio aneddoto di alcuni soldati alleati che, arrivati in Sicilia, vedendo dei meravigliosi fichi d’india li raccoglievano a mani nude e li mettevano, con tutte le spine, nelle camicie, con tutte le conseguenze che conosciamo. Eppure non hanno classificato la Sicilia come pungente.

Concludendo, per ora non possiamo che auguragli delle salutari spine, tipo l’esclusione dall’Eurofestival, che come quello di Sanremo, considero commemorazioni funebri“!

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

I nostri articoli hanno la volontà di fornire tutte le informazioni necessarie a comprendere pienamente la notizia e il suo contesto. In questo modo, miriamo a restituire al lettore una visione chiara e completa degli eventi che contano. Ci impegniamo a presentare una varietà di prospettive autorevoli sulla storia e sui temi che plasmano il nostro mondo. Il nostro impegno per la libertà di espressione e d'informazione è saldo e quotidiano. Crediamo fermamente che ogni opinione debba essere rispettata e valorizzata, indipendentemente dalla sua origine o dalle influenze che la modellano.
Con una redazione composta da voci diverse e autorevoli, ci sforziamo di offrire una copertura equilibrata e informativa che sia al servizio della verità e della comprensione, contribuendo così a un dialogo pubblico informato e inclusivo. L’Opinione arriva anche nella tua casella di posta con diverse newsletter.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

“Parole in giardino”, gli incontri che invitano alla lettura all’aperto a Milano

Next Story

Patentino per genitori: provocazione di Roberta Bruzzone o necessità sociale?

Latest from Blog