MANUEL si mette a nudo con “Forse è colpa mia”: la crescita oltre la “campana di vetro”

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Manuel

Il coraggio di guardarsi dentro e raccontare le proprie fragilità diventa musica nel nuovo progetto di Manuel Ciancarelli, in arte MANUEL. Da oggi è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali “Forse è colpa mia”, una ballad intensa e personale con cui il cantautore inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, scegliendo di trasformare esperienze intime in una riflessione capace di parlare anche a chi sta cercando il proprio posto nel mondo.

Il viaggio autobiografico di MANUEL tra protezione, consapevolezza e libertà

Con questo brano MANUEL affronta un tema tanto personale quanto universale: il difficile equilibrio tra la protezione ricevuta durante l’infanzia e la necessità di conquistare la propria autonomia. Al centro del brano c’è la metafora della “campana di vetro”, simbolo di quell’amore che, pur nato dalle migliori intenzioni, può trasformarsi in un limite quando impedisce di confrontarsi con le difficoltà della vita.

Il testo accompagna l’ascoltatore in un percorso introspettivo fatto di ricordi, dubbi e nuove consapevolezze. Le immagini del cuore che “corre su un filo”, della ricerca di sé “nelle foto da bambino” e della volontà di rompere quella barriera invisibile raccontano il momento in cui si sceglie di affrontare il mondo senza più nascondersi dietro le proprie paure.

Una canzone per uscire dalla comfort zone

Il singolo nasce dalla collaborazione con Enè, nome d’arte di Emanuela Caricchia, autrice tra le voci più apprezzate della nuova scena pop italiana, che negli ultimi anni ha firmato anche brani per Sarah Toscano. La produzione è invece affidata a Davide Tagliapietra, musicista, chitarrista e produttore multiplatino che nel corso della sua carriera ha lavorato con artisti come Tiziano Ferro, Elisa, Biagio Antonacci e Gianna Nannini.

«“Forse è colpa mia” – racconta MANUEL – è probabilmente la canzone più personale che abbia mai scritto. Per tanti anni sono cresciuto in un ambiente in cui i miei genitori, con tutto l’amore possibile, hanno cercato di proteggermi da qualsiasi difficoltà. Solo crescendo ho capito che quella protezione, pur essendo nata dalle migliori intenzioni, mi aveva fatto vivere come sotto una campana di vetro. Mi sono trovato ad affrontare emozioni, relazioni e situazioni della vita con meno strumenti di quanto avrei voluto. Questo brano non vuole puntare il dito contro nessuno, ma raccontare quanto sia importante uscire dalla propria zona di comfort, fare esperienza, sbagliare e imparare. “Forse è colpa mia” è il momento in cui smetto di nascondermi e accetto che, per crescere davvero, bisogna avere il coraggio di vivere.»

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