“Bentornato, Raffaello”: lo Stendardo della SS. Trinità a Città di Castello dopo il restauro

3 mins read
Raffaello Trinità

Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello torna nella Pinacoteca Comunale di Città di Castello, in Umbria, dopo un lungo percorso di tutela, ricerca e valorizzazione che ha coinvolto l’Istituto Centrale per il Restauro e il Metropolitan Museum of Art di New York. L’opera, considerata la prima completamente autografa del giovane artista urbinate, è stata accolta con un nuovo allestimento nella rinnovata “Sala Raffaello”, dedicata al capolavoro insieme alle opere di Luca Signorelli conservate nel museo.

Il rientro dello stendardo conclude una fase iniziata con il complesso intervento conservativo condotto dall’ICR, che ha restituito maggiore leggibilità alle due tele e portato alla luce importanti elementi sul metodo creativo di Raffaello. Successivamente l’opera è stata protagonista della mostra internazionale Raphael: Sublime Poetry, ospitata dal Metropolitan Museum di New York.

Il gonfalone commissionato dalla Confraternita della SS. Trinità

Le due tele dello Stendardo della Santissima Trinità erano originariamente unite in un unico gonfalone processionale commissionato dalla Confraternita della Santissima Trinità di Città di Castello. Su un lato è raffigurata la Trinità con i santi Sebastiano e Rocco, figure tradizionalmente legate alla protezione dalle epidemie, mentre sull’altro è rappresentato Dio Padre nell’atto di creare Eva dalla costola di Adamo.

Le scene sono ambientate in un paesaggio che richiama la campagna umbra e sono racchiuse da una decorazione a meandro. La confraternita, fondata nel 1266, gestiva un ospedale e un oratorio e partecipava alle principali celebrazioni religiose cittadine, tra cui le processioni della Santissima Trinità, del Corpus Domini e del Venerdì Santo. Lo stendardo rimase in uso fino al 1627. L’anno successivo le due tele furono separate e trasferite prima nella chiesa della confraternita e poi a Palazzo Vitelli, fino alla loro definitiva collocazione nella Pinacoteca Comunale.

Il primo periodo umbro di Raffaello e la scoperta del disegno preparatorio

L’opera appartiene alla fase giovanile del percorso artistico di Raffaello, durante il periodo trascorso a Città di Castello, dove il pittore entrò in contatto con l’influenza di Luca Signorelli, allora protagonista della scena artistica locale. La datazione è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi ed è generalmente collocata tra il 1499 e il 1502. Secondo alcune interpretazioni, lo stendardo potrebbe essere stato realizzato come ex voto dopo la pestilenza che colpì la città tra il 1497 e il 1499. A sostegno di questa ipotesi vi è la presenza dei santi Rocco e Sebastiano, invocati proprio contro le epidemie.

Il restauro condotto dall’Istituto Centrale per il Restauro ha permesso di recuperare un elemento di particolare rilevanza per gli studi raffaelleschi: una vasta porzione del disegno preparatorio originale tracciato direttamente sulla tela dall’artista prima della stesura della pittura. Il disegno, rimasto nascosto sotto materiali accumulatisi nel corso dei precedenti interventi conservativi, è oggi visibile nelle aree prive di pellicola pittorica e consente di osservare dettagli del progetto iniziale, offrendo nuove informazioni sulla tecnica esecutiva e sul processo creativo del giovane Raffaello.

Un restauro tecnologico per restituire leggibilità all’opera

L’intervento, progettato e realizzato dal Laboratorio Dipinti su tela dell’Istituto Centrale per il Restauro sotto la direzione di Alessandra Ferlito, ha affrontato una situazione conservativa complessa, caratterizzata da estese lacune e da una lunga storia di restauri. La pulitura ha integrato metodologie tradizionali e tecnologie laser, consentendo di rimuovere selettivamente gli strati alterati e migliorare l’equilibrio visivo tra le parti dipinte e quelle mancanti. L’obiettivo è stato quello di restituire continuità alla lettura dell’opera senza alterarne la storia conservativa.

Parallelamente i laboratori di chimica, fisica e controlli ambientali dell’ICR hanno condotto una campagna diagnostica. I risultati saranno raccolti in una pubblicazione scientifica curata dall’Istituto e in una giornata di studi dedicata. Per il trasferimento negli Usa, in occasione della mostra al Metropolitan Museum, l’ICR ha inoltre progettato un sistema di trasporto a doppia cassa con una struttura interna sospesa su molle, pensata per ridurre le vibrazioni e garantire la massima sicurezza dell’opera.

Il ritorno dello Stendardo della Santissima Trinità rappresenta ora un nuovo capitolo per la valorizzazione del patrimonio culturale umbro, rafforzando il ruolo della Pinacoteca Comunale di Città di Castello come centro di riferimento per lo studio e la conservazione delle opere del primo Raffaello.

Leggi anche:

BiciNuragica Poesia 2026: dodici tappe in Sardegna tra territorio, cultura e tradizioni – L’Opinione

Mercantia 2026, a Certaldo si apre la “Incessante Sinfonia”: cinque sere di teatro, arte e meraviglia – L’Opinione

Orbetello ospita “Personas”, la nuova mostra personale di pittura di Mario Auad – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

I nostri articoli hanno la volontà di fornire tutte le informazioni necessarie a comprendere pienamente la notizia e il suo contesto. In questo modo, miriamo a restituire al lettore una visione chiara e completa degli eventi che contano. Ci impegniamo a presentare una varietà di prospettive autorevoli sulla storia e sui temi che plasmano il nostro mondo. Il nostro impegno per la libertà di espressione e d'informazione è saldo e quotidiano. Crediamo fermamente che ogni opinione debba essere rispettata e valorizzata, indipendentemente dalla sua origine o dalle influenze che la modellano.
Con una redazione composta da voci diverse e autorevoli, ci sforziamo di offrire una copertura equilibrata e informativa che sia al servizio della verità e della comprensione, contribuendo così a un dialogo pubblico informato e inclusivo. L’Opinione arriva anche nella tua casella di posta con diverse newsletter.

2 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

La voce inganna, il pensiero no: è lì che nasce la vera magia del doppiaggio

Next Story

MANUEL si mette a nudo con “Forse è colpa mia”: la crescita oltre la “campana di vetro”

Latest from Blog