Scrittori si nasce o si diventa? Ecco qual è il secondo requisito

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Scrittori si nasce o si diventa? Ecco qual è il secondo requisito
A cura di Francesco Pomponio

Oggi ci occuperemo del secondo requisito per iniziare a masticare il mestiere di scrittori, un dettaglio che purtroppo alcuni sottovalutano, ma invece è quasi sempre ciò che dà vita a una storia, stimolando l’interesse e la curiosità del lettore. Questo fondamentale elemento è proprio l’inizio, chiamato anche “incipit”, dal latino. Certamente molti lettori, memori degli anni di scuola, riconosceranno subito questo famoso inizio:

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura, Esta selva selvaggia e aspra e forte
Che nel pensier rinnova la paura!

Questo è l’inizio della Divina Commedia, famoso in tutto il mondo. Eppure sono frasi semplici che una volta conosciute non si dimenticano. Sono frasi apparentemente semplici, ma chissà quante volte Dante le riscrisse, modificò la metrica, e tanto altro.

Oppure l’incipit del romanzo “Festa Mobile” di Hemingway:

“Poi veniva la brutta stagione. Alla fine dell’autunno, in un solo giorno cambiava il tempo. Di notte dovevamo chiudere le finestre perché non entrasse la pioggia e il  vento freddo strappava le foglie dagli alberi di place de la Contrescarpe”.

Sono incipit famosi e indimenticabili. Purtroppo a volte si trovano degli inizi che senza volerlo o per voler essere troppo originali, tendono ad allontanare il lettore. Per questo chi scrive deve studiare un inizio ben scelto e ben fatto.

Regola n.2 per gli scrittori: “Chi ben comincia, è a metà dell’opera”

Senza tempo è un brevissimo racconto che vi può dare l’idea di quanto la prima frase possa essere importante per tutta la storia, e per un finale a sorpresa.

Grossi fiocchi di neve scendevano oltre le sbarre. Il frate sedeva vicino all’uomo con la barba incolta.
“Dunque, quale era il tuo dubbio, figliolo?”
L’altro attese prima di rispondere, si alzò e, salito sulla panca, si affacciò a guardare nella piazza.
“Mi chiedo, padre, se non sia peccato di orgoglio affermare che per creare noi uomini ci sia voluto un Essere Superiore.”
Il frate non rispose, scosse la testa e uscì, col viso triste.
“Vorrei essere un gesuita, per saperti rispondere,.” Pensò allontanandosi, mentre la porta veniva richiusa a chiave.
Fuori, sotto la neve, la gente ammucchiava fascine intorno al palo. La piazza cominciava ad affollarsi di curiosi, mentre il cielo grigio si sfaldava a pezzettini.

Per ora è sufficiente, ritorneremo spesso su questo argomento.

Trovate un buon inizio e il resto verrà da sé

Non si trova, viene da solo. A volte è l’inizio di un intero romanzo che nasce da una singola frase, ascoltata chissà dove, o immaginata mentre si passeggia, oppure così, per puro caso. Da lì nasceranno le storie, i personaggi e centinaia di pagine, se sei fortunato.

“Scusa nonno, ma dove dovrei mettermi a scrivere, se a casa mia c’è sempre confusione e ho anche poco tempo? E non ho una macchina da scrivere?”
“La macchina da scrivere te la fornisco io.”
Gli occhi di Gabriele passarono dalla gioia alla delusione quando il nonno mise una mano in tasca e tirò fuori una penna biro.
“Che me ne faccio di una penna?” Chiese.
“Quello che se ne facevano tanti scrittori dei secoli passati.”
“Sai che noia, una penna.”
“Ti posso dare anche un quadernone sul quale scrivere le tue prime storie, quando sarai grande ti farà piacere o ti vergognerai  a rileggerle.”
“Ma ho una calligrafia pessima!”
“Meglio così, sarà una buona occasione per migliorarla.” Il vecchio ridacchiava sotto i baffetti della sua barba fatta di rado.

Come continuare?

Gabriele prese la penna, una vecchia Bic e se la girò in mano per osservarla meglio. “Non sapevo che le facessero ancora.”
“Le faranno sempre, puoi stare tranquillo.”
Dopo la penna gli porse un grosso quaderno ben rilegato e con la copertina rossa.
“Che bello, è anche a quadretti.” Esclamò il ragazzo sfogliandolo soddisfatto.
“Sono contento se ti piace. Adesso hai tutto il necessario per diventare un grande scrittore.”
“Come te?”
“Questo dipende da molte cose, ma tu intanto comincia. Trovati un posto tranquillo in casa, dì a tua mamma che stai facendo i compiti, così non ti disturba, chiudi la porta e dedicati alla tua storia, ma non più di un’ora al giorno. Smetti quando già sai come proseguire e non ci pensare più fino al giorno dopo.”
“Tu facevi così?”
“Sì, anche Hemingway faceva così.”
Il ragazzo prese penna e quaderno, e si diresse verso casa, impaziente di inaugurare il tutto.
Il nonno si era rimesso comodo nella sua stagionata poltrona, quando Gabriele tornò.
“Hai dimenticato qualcosa?” Chiese.

“Ho un problema, dove trovo le storie da scrivere?”

“Non è un problema, devi solo guardarti intorno e ascoltare le persone. La vita di ciascuno è un romanzo, dimostra interesse e vedrai quante storie ti racconteranno, poi ovviamente come scrittore ci metterai del tuo.”
“Questa dovrai spiegarmela meglio.”
“Dovrai capirla da solo, esercitandoti a parlare con la gente, basterà fare una passeggiata e attaccare discorso con gli anziani. Saranno felici di raccontarti tutta la loro vita.”
Gabriele rimase pensieroso, da timido qual era non parlava spesso con gli sconosciuti.
“Anche gli altri sono timidi, dopo qualche tentativo capirai che non è diffcile.”

In conclusione

Ricapitolando: Oggi abbiamo approfondito la Regola N. 2: chi ben comincia è a metà dell’opera.

Vorrei adesso parlare di ciò che serve all’aspirante scrittore, ma ormai abbiamo detto quasi tutto. Il consiglio è di scrivere all’inizio con una semplice penna, andando avanti capirai se davvero sei portato per la scrittura. Ricapitolando: Fogli di carta o un bel quaderno comodo,  nell’angolo dove ti rifugi a scrivere, una penna che ti piace e un’agenda da portare con te, sulla quale appuntare qualche frase. Se possibile chiudi a chiave il tuo quaderno. Deciderai tu a chi e quando farlo leggere. Va bene, la prima obiezione è che oggi ci sono i computer e sembra più facile scrivere con quelli, ma se non li sai usare almeno un po’, dovrai prenderci prima un po’ di confidenza. Altrimenti sarai occupato a trafficare con il computer e non potrai pensare davvero al tuo romanzo. Nelle prossime puntate parleremo dei vantaggi e dei problemi che può darci un computer, vi assicuro che vi interesseranno. Nel frattempo non dimenticare di leggere e prendere appunti se volete.

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