A cura di Fabrizio Ranzani
Qualche tempo fa, scrollando su LinkedIn, mi è capitato di leggere un messaggio di un’associane che parlava di meritocrazia. Sono rimasto sorpreso. Ho commentato il post in modo sarcastico, sottolineando il fatto che in Italia, il merito è veramente uno di quei fattori che poco hanno a che vedere con la realtà, in ogni contesto. Ho poi continuato a scrollare e dimenticato il fatto. Qualche giorno dopo, ho notato tra le notifiche una risposta al mio commento, era del presidente dell’associazione che diceva: Noi, ancora ci crediamo.
Ho pensato, porca miseria! Forse in Italia, esiste ancora qualcuno che ha qualche sano principio, la forza e la voglia di fare qualcosa di buono, in un panorama oramai di decadenza e abbandono totale.
Non c’è nulla che il governo possa darti, che non abbia prima preso da te – Benjamin Franklin
“Noi, ancora ci crediamo”: l’incontro inatteso con Meritocrazia Italia
Mi sono informato attraverso i contatti trovati sul profilo e devo dire, con assoluta sorpresa, ho scoperto davvero un gruppo di persone speciali.
Sono stato invitato dal Presidente Walter Mauriello e dal giornalista Stefano Ferri e poi da altri collaboratori dell’associazione, a partecipare a un evento a Roma, dove mi è stata data voce in merito a come le mie competenze nel settore informatico, della logica e dei bias cognitivi, potessero contribuire agli obiettivi di questo interessantissimo movimento.
Meritocrazia Italia è un’associazione culturale nata con l’intento di dare vita a un progetto fondato sulla valorizzazione del merito, della formazione, dell’equità e dell’impegno sociale e ambientale.
E’ promotrice di un messaggio di speranza e disponibilità a ripartire da una concreta rivoluzione culturale e dalla riaffermazione di un saldo sistema valoriale di base.
Il movimento, intende raccogliere e canalizzare la competenza e l’impegno al servizio della Cosa Pubblica, attraverso lo sforzo di tutti coloro che credono e vogliono operare insieme, per il bene comune e per creare una società equa e giusta, meritevole e aperta, che:
• consideri le persone in base alle loro qualità;
• rimuova gli ostacoli economici e sociali;
• premi il merito e non i privilegi;
• abbandoni le logiche discriminatorie, clientelari e classiste, per dare spazio alla piena realizzazione dell’individuo nel contesto sociale.
Il cittadino medio non è libero: bias cognitivi, lavoro e l’illusione della meritocrazia
Uno degli aspetti chiave che ho trovato di grande rilevanza è la Scuola di Formazione politica CREA, con cui Meritocrazia Italia, vuole coinvolgere i cittadini sui problemi della politica
e fornire un supporto tecnico e di competenza, che possa consentire di ricalibrare l’azione politica verso interventi mirati al sostegno del benessere collettivo.
Da logico e da insegnante, ho visto in questo straordinario strumento, l’opportunità di poter trasmettere a tutti, quei principi fondanti del ragionamento logico inferenziale, che in 30 anni di ricerche abbiamo debellato dalle influenze induttive di quei bias cognitivi devastanti – Bias di conferma, Dislogia, Bias della Razionalità Limitata – che facendo leva sulle nostre fragilità psicologiche naturali, ci fanno credere ciecamente, senza procedere a dimostrazione alcuna, a concetti come quelli di: stato, società, evoluzione, costituzione, legge, democrazia, religione, lavoro, politica, economia, denaro e quant’altro a cui affidiamo ingenuamente, come bambini innocenti, la nostra esistenza e quella dei nostri figli.
La sfida più difficile: ricostruire il pensiero critico
Spero di riuscire a trasmettere efficacemente, a tutti i componenti di questo straordinario movimento, fatto di persone competenti, oneste e dotate ancora di valori sani, come il rispetto della vita propria e altrui, del diritto alla realizzazione della propria esistenza, del diritto di ricevere in proporzione al proprio impegno e contributo, nel rispetto delle caratteristiche e dei limiti umani di ognuno, un po’ di quelle conoscenze sul processo di ragionamento, dimostrazione, verifica e controllo di cose, fatti ed eventi, che possano far stabilire un nuovo sistema socio-politico.
Un sistema, capace di impedire all’uomo di sfruttare l’uomo.
Un sistema, capace di far si che l’uomo collabori in pace e armonia con l’uomo.
E che lo faccia, non per bontà o concessione di uno verso l’altro, bensì, perché ognuno, dotato di quegli strumenti di cui, da millenni, le grandi masse lavoratrici vengono deprivate, per poter essere scientificamente addomesticate al lavoro per il profitto di pochi, avidi, spietati privilegiati, possa comprendere, vigilare e contrastare attivamente, qualsiasi abuso dell’altro.
Un sistema che impedisca all’uomo di sfruttare l’uomo
Oggi, il cittadino definito ‘medio’, da un punto di vista scientifico, è considerato, non un individuo cosciente, bensì, un mero automa senziente, in quanto, affetto da Dislogia o Bias della Razionalità Limitata e dal Bias del Punto Cieco, e pertanto, è incapace di intendere in modo razionale la sua condizione psico-esistenziale e di vita.
Viene sistemicamente indottrinato e condizionato, in modo scientifico, alla condizione di dipendenza totale dal sistema, e al permanente impegno e sforzo psico-fisico indotto da stimoli psicologici e credenze totalmente illusorie, a produrre un valore da cui, di fatto, non ne ottiene per se stesso che la mera sopravvivenza, ma essendo incapacitato, sin dalla tenera età, di rendersi conto della realtà, attraverso la razionalità e la verifica di cose, fatti ed eventi, e non è quindi in grado di entrare in uno stato mentale di lucidità sulla propria condizione esistenziale.
L’ambiente urbano odierno
L’Ambiente artificiale Urbano, l’infodemia, l’effetto propaganda e il confinamento nella Classe Concorrenziale, lo mantengono costantemente in una modalità di funzionamento del suo cervello di tipo euristico-emergenziale. La deprivazione del tempo e delle energie vitali, da esso dedicate paradossalmente in modo spontaneo, per 2/3 del totale, al lavoro, impediscono lo sviluppo di qualsiasi tipo di processo psicologico, atto alla salvaguardia della propria salute mentale e della propria esistenza in uno stato naturale e non alterato.
Il Bias del Punto Cieco, responsabile dell’incapacità dell’individuo di rendersi conto della proprio stato psicologico in alterazione e della propria incompetenza logico-deduttiva derivante dal Bias della razionalità che ha dei limiti, fanno si che, nonostante il soggetto riceva informazioni sul suo deficit e del suo comportamento innaturale e deleterio per la propria salute ed esistenza, non sia comunque in grado di cristallizzarne il concetto nella sua mente, e pertanto, continui indifferentemente a credere in una qualche giustificazione sistemica rispetto a come vadano le cose del mondo, e non riesca a cogliere lucidamente il fatto, che la causa è nella sua stessa mente.
Un test semplice!
Wason e Laird, negli anni ’60, hanno proposto a tal proposito un test, capace di far prendere maggiore coscienza sul proprio deficit logico-cognitivo.
Il test, è così semplice che il fatto che non si riesca a risolverlo correttamente e a giustificare il proprio processo di ragionamento con quegli strumenti logici che dovremmo dominare più delle quattro operazioni aritmetiche, essendo queste derivanti da essi, è intimamente tanto disarmante quanto allarmante, e risuona nella mente del soggetto, spingendolo ad approfondire l’indagine sul proprio stato psichico ed esistenziale.
Il test di Wason, misura solamente il 50% delle competenze logico-cognitive inferenziali umane.
Nella trentennale ricerca condotta tra l’Italia ed il Brasile, ho avuto la straordinaria opportunità e il privilegio di poter integrare questo test con i risultati ottenuti dalla ricerca sui bias cognitivi, e renderlo completo. Ovvero, capace di rilevare il 100% delle competenze logico-cognitive inferenziali umane.
Un’opportunità per comprendere
A differenza del mondo accademico brasiliano, dove ho avuto modo di divulgare in conferenze, seminari e corsi specialistici, i contenuti della ricerca, e ho potuto proporre alle persone questo test e mostragliene la struttura e come la corretta acquisizione didattica degli operatori logici binari, integrati nel nostro linguaggio, conduca chiaramente alla comprensione e alla soluzione, non solamente del test, ma delle cose, dei fatti e degli eventi della realtà, in Italia, la fatiscenza del mondo accademico, completamente chiuso a qualsiasi informazione possa accendere anche solamente un cervello, mostrando la realtà paleolitica dell’intero sistema accademico-socio-economico-politico-religioso in cui verte il paese, impedisce qualsiasi livello di divulgazione agli studenti e alle persone.
Voglio offrire a tutti i collaboratori di Meritocrazia Italia, l’opportunità di acquisire, attraverso l’esperienza del test, un maggiore livello di coscienza e competenza logico-cognitiva inferenziale, affinché il progetto comune del movimento, sviluppato da questo straordinario gruppo di persone, altamente preparate, genuinamente motivate e dotate di altissimi quanto rarissimi valori umani, possa condurre a risultati degni di quell’eccellenza mondiale tutta italiana, che nessun’altro gruppo al mondo potrebbe raggiungere, così che, gli obiettivi, una volta conquistati, conducano la nostra società a quei cambiamenti radicali di cui ha bisogno e di cui potrà essere esempio per il mondo intero.
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