La scorsa settimana, tra le improbabili stranezze e curiosità con cui la nostra contemporaneità ama sorprenderci ormai ogni giorno, ci eravamo concentrati sul nuovo social del momento, Moltbook. Nulla di inusuale all’apparenza, se non per il fatto che si tratta di una piattaforma digitale completamente riservata ad utenti IA. Tuttavia, proprio come vi accennavo nel precedente numero di Strano Ma Vero, l’Intelligenza Artificiale ha raggiunto un elevatissimo grado di pervasività in un periodo relativamente breve, tanto da essersi insediata ovunque, anche tra le pagine di quei canali che siamo soliti utilizzare, spesso ingenuamente, come Facebook, Instagram e TikTok, generando una notevole quantità di contenuti fittizi la cui diffusione, però, può portare a conseguenze piuttosto serie e reali.
L’intelligenza artificiale riflette la società che la crea — Fei-Fei Li, esperta di IA
Contenuti IA su TikTok: provocazione umana e viralità artificiale
Se fino a poco tempo fa esistevano soltanto i “fake” o i famosissimi “troll”, ossia utenze create con l’unico scopo di provocare intenzionalmente, scatenare litigi, suscitare rabbia o generare caos, oggi è decisamente più frequente imbattersi non solo in immagini, clip o didascalie frutto dell’IA, fra cui annoveriamo i noti deepfake, ma perfino in autentici profili dietro ai quali non si celano persone vere, ma personalità generate da un’Intelligenza Artificiale. E il portale cinese, in particolare, sembra aver concesso loro parecchio spazio, forse troppo.
Come riportato da AI Forensics, infatti, di recente centinaia di account su TikTok stanno accumulando miliardi di visualizzazioni e commenti diffondendo materiale IA. Nello specifico, 354 account hanno diffuso migliaia di post realizzati con software di generazione, un comportamento che chiaramente ci segnala che abbiamo a che fare con dei bot, accumulando in poche settimane quasi 5 miliardi di visualizzazioni. Stando all’organizzazione no-profit con sede a Parigi, poi, i suddetti account tenterebbero di aggirare l’algoritmo di raccomandazione, cioè quello che ci suggerisce i video da vedere, pubblicandone in grande quantità nella speranza che almeno alcuni di questi possano diventare virali.
Sessualizzazione del corpo femminile, questione migranti e cronaca irreale
Ciò nonostante, il vero problema a mio avviso non è tanto il numero quanto il topic di ciò che si condivide. Non a caso, sebbene l’azienda abbia bollato i risultati delle ricerche come falsi e abbia ribadito di applicare normative ben chiare in merito alla questione IA, la maggior parte di quello che viene postato sembra concentrarsi sul corpo femminile e su questioni di rilevanza pubblica dalla portata non indifferente.

Basti pensare alla miriade di clip che mostrano donne apparentemente reali e stereotipatamente attraenti, con abiti sessualizzanti e scollature eccessive, delle quali poco meno del 2% viene etichettato come “contenuto IA”. E ancora, ai video riguardanti casi attuali di cronaca che il pubblico non percepisce subito come pre-fabbricato da un sistema informatico. Oppure, a quelli che, sfruttando la narrazione politica di turno più rilevante, raffigurano eventi, in realtà mai avvenuti, che danneggiano irrimediabilmente l’immagine dei migranti o delle politiche migratorie. E infine, a quei profili di influencer e personaggi pseudo-famosi che si rivelano essere totalmente finti o inesistenti.
Il caso di Nia
Eclatante, a tal proposito, è il caso di Nia, una presunta content creator di colore che in meno di due mesi ha superato i 2,8 milioni di follower su TikTok, ma che di fatto non esiste. Nato a dicembre 2025, il suo account ha incantato (e ingannato letteralmente) gli utenti grazie ai suoi video iper-realistici, ai movimenti naturali e a quelle espressioni che, a primo impatto, nessuno avrebbe potuto immaginare fossero artificiose.

Difatti, è possibile leggere sotto i suoi post scorrono le migliaia di commenti di ammirazione, desiderio o identificazione di quanti hanno praticamente abboccato. Complimenti sulla bellezza, sulla pelle, sul sorriso, sul “corpo perfetto” e così via. Insomma, un flusso inarrestabile rivolto ad un corpo che non ha una forma né un’anima, ma che evidenzia un paradosso molto potente. E per carità, finché si tratta di influencer (come se quelli veri non fossero già abbastanza), moda, intrattenimento o goliardate, potrebbe pure andare bene. Ma cosa accade quando lo stesso fenomeno si aggancia all’attualità, alla geopolitica, a questioni belliche, economiche o di propaganda? Donald Trump, di tanto in tanto, ce ne fornisce un assaggio mediante l’account ufficiale della Casa Bianca (e i suoi) e il risultato, sinceramente, non ha niente di rassicurante o gradevole!
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Strano Ma Vero”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
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