A Villa Borghese tornano a splendere l’Alpino e il mulo Scudela: il restauro raccontato al Museo Canonica

3 mins read
Villa Borghese
Credit: foto per gentile concessione dell'Ufficio Stampa

È iniziata questa mattina, al Museo Pietro Canonica di Villa Borghese, la giornata di studi dedicata all’intervento conservativo realizzato sull’Umile eroe e sull’Alpino, le due sculture di Pietro Canonica collocate davanti alla storica “Fortezzuola”. L’appuntamento, partito alle 10, mette al centro il lavoro svolto dagli allievi della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’Istituto Centrale per il Restauro e permette di ripercorrere le diverse fasi di un intervento che ha unito formazione e tutela del patrimonio pubblico.

Due bronzi esposti alla storia e agli agenti atmosferici a Villa Borghese

Il primo dei due monumenti racconta una storia piuttosto particolare. L’Umile eroe è infatti il ritratto di Scudela, il mulo che durante la Prima guerra mondiale ricevette la medaglia d’oro al valore militare. Canonica lo aveva accolto nel proprio studio torinese mentre lavorava al Monumento agli Alpini di Biella, realizzato nel 1923.

La scultura venne fusa nel 1937 e donata al Comune di Roma nel 1940, trovando posto proprio davanti alla casa dello scultore che, alcuni anni più tardi, sarebbe diventata il museo a lui dedicato. Nel 1957 arrivò anche l’Alpino, modellato da Canonica tra il 1950 e il 1955 e donato al Comune dal Corpo degli Alpini. Alla base della figura è incisa una frase che ne riassume il legame con la storia del reparto: «Ca custa lon ca custa viva l’Austa 1915-1918», ovvero “Costi quel che costi, viva l’Aosta”.

La posizione all’aperto, però, ha inevitabilmente lasciato il segno sui due bronzi. Pioggia, umidità, inquinamento e sbalzi delle condizioni ambientali si sono sommati ai depositi accumulati nel tempo, favoriti anche dalla vegetazione di Villa Borghese. Sulle superfici erano così comparsi fenomeni di corrosione e patine di diversa colorazione.

Il cantiere, svolto tra settembre e ottobre 2025, ha previsto la rimozione dei depositi, il lavaggio e la pulitura delle superfici, il trattamento delle corrosioni instabili e alcune integrazioni localizzate. Un lavoro che non si è limitato alla conservazione dell’aspetto esterno delle opere, ma ha consentito di studiarne più da vicino materiali, tecniche esecutive e modalità di degrado.

Dal restauro alle indagini: cosa ha raccontato il cantiere

È proprio questo uno degli aspetti centrali della giornata di studi in corso oggi. L’intervento è nato nell’ambito delle attività didattiche della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’ICR e si è sviluppato attraverso la collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Restauro e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Accanto al lavoro direttamente svolto sulle sculture, il progetto ha permesso di approfondire la tecnica utilizzata da Canonica e la composizione dei materiali attraverso lo studio storico-artistico e le indagini condotte dai Laboratori scientifici dell’ICR. Il risultato è quindi anche un’occasione per capire meglio come si affronta la conservazione di opere esposte stabilmente nello spazio pubblico, dove il deterioramento è legato non soltanto al trascorrere del tempo ma anche alle condizioni ambientali.

Nel corso della mattinata Tania De Nile, responsabile del Museo Canonica e curatrice dell’incontro, ha aperto i lavori con un approfondimento sulla fortuna iconografica di alpini e muli nella produzione dello scultore, attraverso la documentazione conservata nell’archivio fotografico del museo.

A seguire, le studentesse dell’ICR Francesca Capanna, Francesca Angelo, Paola De Fronzo e Anna Visentin hanno illustrato il cantiere didattico di restauro, mentre Maria Baruffetti e Maria Vittoria Thau hanno approfondito tecniche esecutive, materiali e fonderie dei due bronzi. Al termine della mattinata è prevista anche una visita guidata alle sculture, accompagnata dalle studentesse della Scuola che hanno partecipato al restauro.

Nel pomeriggio il programma prosegue con le indagini scientifiche sui materiali e sui fenomeni di degrado, presentate da Lucia Conti, Marcella Ioele, Giancarlo Sidoti e Ludovica Ruggiero, con il supporto di ALES S.p.A. Seguiranno gli interventi dedicati ai monumenti celebrativi del primo Novecento a Villa Borghese e alle metodologie e ai protocolli elaborati dall’ICR per la conservazione dei bronzi all’aperto.

Una giornata che apre i 65 anni di Casa Canonica

L’appuntamento di oggi inaugura anche il ciclo “Casa Canonica”, una serie di incontri in programma da settembre a dicembre per accompagnare le celebrazioni dei 65 anni del Museo Pietro Canonica, aperto al pubblico nel 1961. Inoltre, la giornata avrà un ultimo appuntamento alle 17, quando il programma lascerà spazio alla musica con il concerto del Coro “A.N.A. Malga Roma”, diretto dal maestro Giovanni Galotta. In scaletta ci saranno brani dedicati alla Grande Guerra, in continuità con la storia raccontata dai due monumenti davanti al museo.

L’incontro è a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. L’accesso è consentito esclusivamente all’area in cui si svolge la giornata, nella sala III: per questa occasione non sarà invece possibile visitare il museo e le mostre allestite al suo interno.

Leggi anche:

Laura Bono torna con “Luna Park”: il rock di una storia d’amore arrivata al bivio – L’Opinione

Cinema italiano e nuove generazioni: il confronto alla Mostra di Venezia – L’Opinione

Ballata femmenella arriva a Genova: il docufilm sulla comunità transgender napoletana – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

I nostri articoli hanno la volontà di fornire tutte le informazioni necessarie a comprendere pienamente la notizia e il suo contesto. In questo modo, miriamo a restituire al lettore una visione chiara e completa degli eventi che contano. Ci impegniamo a presentare una varietà di prospettive autorevoli sulla storia e sui temi che plasmano il nostro mondo. Il nostro impegno per la libertà di espressione e d'informazione è saldo e quotidiano. Crediamo fermamente che ogni opinione debba essere rispettata e valorizzata, indipendentemente dalla sua origine o dalle influenze che la modellano.
Con una redazione composta da voci diverse e autorevoli, ci sforziamo di offrire una copertura equilibrata e informativa che sia al servizio della verità e della comprensione, contribuendo così a un dialogo pubblico informato e inclusivo. L’Opinione arriva anche nella tua casella di posta con diverse newsletter.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Venezia regina del cinema, ma i fotografi trattati come intrusi

Latest from Blog